Platealmente Perfido – In Sala dal 22 Ottobre

Ci si prospetta una settimana cinematografica densa di pellicole, anche se non tutte propriamente interessanti: sono addirittura undici i film in uscita domani, giovedì 22 ottobre. Non potendo parlare di tutti, facciamo una prima scrematura escludendo l’intero compartimento dei film tristi, per un motivo o per l’altro, in una sorta di inception plateale:

Platealmente Triste

  • La Bugia Bianca: ha per protagonista una ragazza che scopre di essere la “conseguenza” di uno stupro;
  • Dheepan – Una Nuova Vita: riguarda tre persone in fuga dalla guerra civile dello Sri Lanka;
  • Game Therapy: il trailer è di una bruttezza imbarazzante, roba da premio Maccio Capatonda sulla fiducia se Kekkoz non avesse chiuso il blog, lasciandoci tutti un po’ orfanelli (la sentite la tristezza?);
  • Io Che Amo Solo Te: di per sé non sarebbe triste, ma Scamarcio, Chiatti e Placido Padre aumentano a dismisura il livello del mio personale tristezzometro;
  • Sei Tutto Quello che Voglio: racconta di un ragazzo oppresso dalle crisi di panico;
  • La Tête Haute (A Testa Alta): ha come protagonista un bambino abbandonato dalla madre che entra ed esce dagli istituti;
  • Viva La Sposa: è di Ascanio Celestini e poverino non è colpa sua (se il suo film è finito qui, intendo). Una volta ho incontrato Ascanio Celestini. Era il 2010, Piazza del Plebiscito, dicembre. Io l’ho guardato, lui mi ha guardata. Pioveva. Avevo la febbre. Ricordo quel giorno come l’ultima possibilità che ho avuto di fare qualcosa che poi non ho fatto. E che non potrò più fare. E no, Celestini non c’entra con questa triste storia, ma, pellamiseria, avrebbe anche potuto salutarmi. 

Calcio!

Sbrigati questi noiosi convenevoli, possiamo andare ad occuparci dei film papabili di questa settimana, che in realtà riguardano gente che cammina sui cavi, gente che gli hanno ammazzato più o meno tutta la famiglia (senza Liam Neeson!) e gente che Del Toro.

Salto!

Crimson Peak

Crimson Peak è il nuovo lavoro di Guillermo Del Toro, paparino di Pacific Rim, The Strain e di un sacco di roba tanto truzza quanto indimenticabile. In questo caso Guglielmino nostro si cimenta con una favola oscura e decadente con protagonista la giovane e sensibile Edith che, nell’Inghilterra dell’800, scopre che il suo novello sposo – o meglio, la dimora in cui i due si trasferiscono – non è ciò che inizialmente poteva sembrare.

Nonostante Metascore (a 67) e Tomatometer (al 68%) risultino piuttosto freddini, Crimson Peak vanta un cast a cui è impossibile non dare credito: da Mia Wasikowska a Tom Hiddleston, da Jessica Chastain a Charlie Hunnam, potrebbe essere il film cool cast della settimana se non dovesse dividersi questo riconoscimento con Dark Places, di cui parleremo tra pochissimo.

Del Toro meriterebbe un polliciotto verde a scatola chiusa, ma come se non bastasse difronte all’Inghilterra dell’800 perdo qualsiasi facoltà di giudizio. Speriamo bene.

Dark Places – Nei Luoghi Oscuri

Dark Places è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Gillian Flynn, autrice che una manciata di mesi fa ci ha conquistati tutti con quella perla di cattiveria e estremismo di Gone Girl – L’Amore Bugiardo, già diventato un imperdibile film per la regia di David Fincher.

In questo Nei Luoghi Oscuri siamo però in tutt’altro contesto: Libby è l’unica superstite e testimone di un massacro che, in tenera età, le ha portato sanguinosamente via la madre e le sorelle. Credendo fosse opera di una setta satanica, la piccola Libby testimoniò contro lo strambo fratello Ben, ritenuto in qualche modo responsabile della strage. Venticinque anni dopo un investigatore (Nicholas “ammirami, sacca!” Hoult) contatta Libby, che nel frattempo è diventata Charlize Theron, per dimostrare l’innocenza del fratello, che nel frattempo è diventato Corey Stoll (doppiato malissimo).

Sebbene voglia dar credito sia alla Flynn che al regista, il francese Gilles Paquet-Brenner (Sara’s Key), le critiche d’oltreoceano parlano chiaro: 39 al Metascore, 26% (sic!) al Tomatometer.

The Walk

Nel 1974 il funambolo Phillippe Petit – che da questo punto in poi chiameremo Filippino – si mise nella capoccia di voler passare da una Torre Gemella all’altra su di un cavo senza protezioni di sorta.

Se a questo punto state pensando “embé? Mica stava andando a vaccinare i bambini dell’Africa dalla polio? Mica stava andando a contenere l’epidemia di ebola in Sierra Leone? Che ce frega a noi di uno che passa da un edificio all’altro su di una corda!” sappiate che vi voglio bene.

Purtroppo Robert Zemeckis, inspiegabilmente regista di questo lavoro, non la pensa come noi, tant’è che ha deciso di dedicare un intero lungometraggio a Filippino, alla sua inutile determinazione ed a questo grande gesto di cui non frega un fico secco a nessuno.

Per volere dello stesso Zemeckis, Filippino è interpretato da Joseph Gordon-Levitt, ma niente, non mi basta. Poi soffro di vertigini, quindi neanche il Metascore a 70 e il Pomodorometro all’85% potranno convincermi.
La felicità è reale solo quando...
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4 Commenti

  1. Sophie 21 ottobre 2015
  2. Bara Volante 21 ottobre 2015
  3. Mr Ink 22 ottobre 2015
  4. Kris Kelvin 22 ottobre 2015

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