300: Rise of An Empire (2014, Noam Murro)

A Wind of Freedom… a Wind of Justice… a Wind of Vengeance.

Era il 2007 quando in sala fece capolino il bistrattatissimo 300, pellicola del quasi esordiente Snyder (all’epoca aveva realizzato solo Dawn of The Dead) sulla quale è stato detto tutto e il contrario di tutto: dalle accuse di filo-fascismo a quelle di xenofobia, dagli attacchi sull’omossessualità latente alle denunce di omofobia. Un’opera sulla quale hanno spuzzettato un po’ tutti, quella di Snyder, fatta eccezione per la sottoscritta, che oltre ad averla amata di quell’amore truzzo ed al rallentatore, ne ha quasi fatto l’inaugurazione di questo stupido, misero, inutile blog (il link non verrà reso pubblico a causa di un problema pudico). La stessa signorina Moidil (che, non è dato sapere perché, ha da oggi deciso di iniziare a parlare di sé in terza persona) dal lontano 2007 si chiede come si possa negare che quel 300 abbia fatto emergere attori del calibro di Gerard Butler e Michael Fassbender (!), come si possa disprezzare questo lavoro di Snyder e contemporaneamente apprezzare la serie Spartacus (che tanto deve, nella sua realizzazione, agli antenati greci ed alle tecniche di 300) e come si possa continuare a negare che l’epica sia caparbiamente trash. Come? COME?

Nonostante la contrarietà della critica, comunque, l’opera di Snyder è stata talmente un successo da convincere Frank Miller, autore della graphic novel del 1998 da cui il primo film è tratto, a scrivere e pubblicare un seguito, Xerxes, dalle cui prime pagine prende vita questa seconda pellicola, diretta dall’israeliano Noam Murro e prodotta e sceneggiata dallo stesso Zack Snyder (attualmente impegnato con Batman vs Superman vs Batman vs Affleck vs il mondo).

Un progetto estremamente difficile, quello di questo 301 (eh?), in quanto (almeno sulla carta) combattuto tra il ripetere pedissequamente gli intenti del paparino e il distanziarsi da quanto già detto e visto. In realtà, indipendentemente dalla sua realizzazione, in 300: L’Alba di un Impero la potenza guerriera e sanguinaria di Sparta, elemento di fascino indiscutibile del primo capitolo, deve necessariamente lasciare spazio e tempo all’intelletto strategico di Atene. Questo cambio di prospettiva, ovviamente, non aiuta lo spettatore, che, potendo scegliere, preferirebbe il sangue e la testuggine degli spartani all’astuzia e le menate politico-collaborazioniste di quei ricchioni degli ateniesi.

Come noto, il film racconta gli eventi tra la battaglia di Capo Artemisio e la battaglia di Salamina (seconda guerra persiana), che hanno visto le stilose città-stato greche costrette ad allearsi per tener testa all’invasione persiana, mentre, quasi in contemporanea, re Leonida di Sparta e le sue trecento guardie personali attiravano le truppe di Serse nello stretto delle Termopili (480 a.C.) in una battaglia eroico-sacrificale osannata dalla storia. Protagonista di questa pellicola è Temistocle, astuto generale ateniese, indispensabile nella vittoria della battaglia di Maratona (prima guerra persiana), ma che la pellicola descrive addirittura come l’assassino di Dario I di Persia, padre di Serse quando Serse era ancora “normale”. A contrastare Temistocle vi è il capo della flotta navale persiana, il comandante Artemisia (storicamente regina di Caria e generale al comando di appena cinque triremi), stratega tanto abile quanto crudele e persona di fiducia del Re dei Re.

A fungere da collegamento tra le due pellicole si prospettano tanti personaggi: in primis Serse, il Dio-Re, interpretato anche in questo caso da Rodrigo Santoro (ma non dimenticheremo il suo personaggio di Paulo di Nikki e Paulo in Lost, eh); l’emissario persiano in-pozzato in 300, qui anche soccorritore e mentore (Doctore…) di Artemisia, Peter Mensah, che rende ancora più palese la correlazione di quest’opera con Spartacus; la regina di Sparta, Gorgo, anche qui impersonata da Lena Headey (Cercei Lannister in Game of Thrones) che si lascia scappare una smorfia dissacratoria dopo il suo “questa è Sparta“.
Tra i personaggi introdotti in questo secondo (e forse non ultimo) capitolo, particolare rilievo assume Eva Green nei panni di Artemisia, scaltra, sanguinaria e crudele tanto con il nemico quanto con i suoi sottoposti, come d’altra parte la storia la ha tramandata. Particolarmente deludente è invece proprio Temistocle, impersonato da Sullivan Stapleton dopo il no di Joel Edgerton (Warrior, Zero Dark Thirty), il cui carisma ed il cui personaggio sono oltremodo lontani da quelli del Leonida di Gerard Butler, che ha rifiutato la partecipazione a questa seconda pellicola.

Dal punto di vista stilistico, 300: L’Alba di un Impero retitera le scelte di papà, abusando del green-screen e dello slow-motion, ripulendo un po’ la voce fuori campo (che, quando è presente, appartiene a Gorgo) ed il suono extradiegetico e virando le sfumature rosso cremisi, tipiche del mantello degli spartani e preponderanti nella prima pellicola, in toni contrastanti, dall’oro di Serse al nero del sangue persiano. Girato in 3D, questo sequel/prequel di 300 si regala campi lunghi e simmetrie, riuscendo a fornire alcune sequenze degne di stupore e vertigini, in cambio di un’inquadratura terrificante di Serse emerso come Dio-Re, che rappresenta, probabilmente, uno dei punti più bassi raggiunti dalla rappresentazione degli effetti speciali dal 1970 ad oggi.

Risulta particolarmente difficile tirare le somme di una pellicola così disomogenea e controversa, soprattutto sapendo che buona parte del suo mancato fascino deriva dall’assenza dei valorosi spartani, che si fanno aspettare da Temistocle, dagli ateniesi, dai filosofi, dallo spettatore: perché la libertà e la democrazia dipendono paradossalmente dalla forza bruta e dal sacrificio di Sparta. Gorgo darà l’ordine al suo esercito di vendicare il suo amato e prode sposo o preferirà badare agli interessi ed ai figli della sua polis? La storia è già stata scritta, ma basti sapere che, se e quando gli spartani dovessero decidere di intervenire in battaglia, saranno cazzi. Questa è Sparta. Mentre questa è una chiosa un po’ da bimbominkia.

300: Rise of An Empire (U.S.A. 2013)
Regia: Noam Murro
Sceneggiatura: Zack Snyder, Kurt Johnstad, Frank Miller
Cast: Sullivan Stapleton, Eva Green, Rodrigo Santoro, Lena Headey, Jack O’Connell
Genere: Atene vs Sparta vs Batman vs Superman
Titolo italiano: 300: L’Alba di un Impero
Data d’uscita italiana: 6 marzo 2014
Se ti piace guarda anche: Troy (2004), Alexander (2004), 300 (2007).
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3 Commenti

  1. James Ford 7 marzo 2014
  2. Mr Ink 8 marzo 2014
  3. Jean Jacques 18 marzo 2014

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