Platealmente Perfido – In Sala dall’8 Ottobre

Sono ben nove i film in uscita questa settimana, ma – come accade spesso ultimamente – troppo poco il tempo per analizzarle a dovere.

Oltre alle pellicole di cui parliamo dopo il salto, infatti, troveremo in sala Poli Opposti di Max Croci, che sembra un remake ma non lo è, Hotel Transilvania 2, che potrebbe essere carino, Much Loved, di cui ha già parlato (bene) Kris su Solaris e Janis, documentario di Amy Berg su quella Janis che conosciamo e amiamo tutti e che proprio per questo fa paura.

Ma presto, che è tardi: lasciamoci travolgere da una valanga di polliciotti gialli.

Black Mass – L’Ultimo Gangster

Black Mass è la causa dell’ondata di polemiche che qualche settimana fa, in occasione del Festival Venezia, ha invaso ogni angolo d’Italia: Johnny Depp è cicciobomba e c’ha i denti fragichi, hanno detto. Dopo l’onda, ovviamente, c’è la risacca: Johnny Depp sarà pure un ciocciobomba coi denti fracichi, ma è sempre Johnny Depp e chi lo prende in giro è un cicciobomba coi denti fracichi. Che meraviglia, l’intelletto umano.

Ma veniamo al dunque: Black Mass, per la regia di Scott Cooper, è il film cool cast della settimana: oltre a – non so se lo sapevate – Johnny Depp, ci sono Joel Edgerton, Benedict Cumberbatch, Kevin Bacon, Peter Sarsgaard, Corey Stoll, Juno Temple e per bilanciare – in mezzo a tutti ‘sti veri attori – Dakota Johnson.

Siamo a Boston nel 1970: Connolly (Edgerton) convince il criminale irlandese James Bulger, detto Whitey (il cicciobomba coi denti fracichi) a collaborare con l’FBI allo scopo di neutralizzare un nemico comune, la mafia italiana, in cambio dell’immunità che permetterà allo stesso Whitey di continuare ad ammazzare laggente impunemente.

Sta di fatto che Depp con quelle lenti a contatto colorate fa impressione.

Metascore a 68 centesimi, Tomatometer al 76%. Mh.

Life

L’ultimo lavoro di Anton Corbijn, regista di più o meno tutti i videoclip dei Depeche Mode, racconta la folgorante ascesa di uno dei divi indimenticati del passato, James Dean, visto dagli occhi del fotografo Dennis Stock, incaricato di seguire il giovane talento di Gioventù Bruciata.

Con un Pomodorometro tiepidello al 65%, Life ha però raccolto diverse critiche positive dovute soprattutto ai suoi due interpreti principali, Robert Pattinson (Stock) e Dane DeHanne (Dean), cui si affiancano Ben Kingsley e Joel Edgerton. Sì, di nuovo.

The Program

The Program è l’iperpubblicizzato nuovo lavoro di Stephen Frears, che un paio di anni fa ci ha sfornato quel gioiellino di Philomena e che in The Program si cimenta con la storia di Lance Armstrong, che per me è praticamente quello che si faceva attaccare le ali di farfalla sulla bicicletta.

Presumibilmente Lance faceva anche qualcos’altro nella vita, dato che il film dura 103 minuti, però, dai, non sarebbero male 103 minuti di film in cui un tizio attacca ali di farfalla alla bicicletta.

Temo di aver appena dato uno spunto ad Eli Roth.

Con Ben Foster, Dustin Hoffman e Lee Pace. ♥

Metascore a 55, Tomatometer al 50%. Mpf.

Reversal – La Fuga è Solo l’Inizio

Reversal sembrerebbe un vengeance movie in stile classico, addirittura un rape and revenge: Eva, dopo essere stata stuprata e seviziata, riesce a liberarsi dal suo aguzzino, scoprendo però che altre ragazze, proprio come lei, sono tenute prigioniere nello stesso luogo. Invece di portarsi in salvo, Eva penserà ad aiutare le sue compagne di sventura mettendo in atto una atroce vendetta. Un secondo piano temporale, totalmente incastonato in quello principale, sviluppa la vita di Eva nei mesi antecedenti al rapimento.

Su carta questo Reversal intriga parecchio, purtroppo però la critica sino ad ora è stata freddina.

Io una possibilità a questo intreccio, di cui pregusto già il plot twist, la darei, attirata oltretutto da quel “vietato ai minori di 14 anni”.

Vivir es Facil con los Ojos Cerrados – La Vita è Facile ad Occhi Chiusi

Vincitore di ben sei Goya ed ispirato ad una storia vera, il film di David Trueba racconta il viaggio di un professore di inglese che decide di approfittare di una permanenza in Spagna di John Lennon per chiedergli alcuni chiarimenti sui suoi testi. Durante il tragitto il professore incontrerà una giovane ragazza incinta fuggita dall’istituto in cui era stata rinchiusa e un ragazzo scappato all’autoritarismo del padre poliziotto, simboli del regime franchista.

La storia ci insegna che a seguito dell’incontro tra Lennon e il professore, nei dischi dei fantastici quattro sono stati puntualmente inseriti i testi dei brani. Lo stesso titolo di questo film altro non è che uno dei versi iniziali di Strawberry Fields Forever: “living is easy with eyes closed”.

Purtroppo secondo My Movies il film è in programmazione in appena 23 sale in tutta Italia.
La felicità è reale solo quando...
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3 Commenti

  1. Michele Borgogni 9 ottobre 2015
  2. Bara Volante 9 ottobre 2015
  3. Kris Kelvin 11 ottobre 2015

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