American Horror Story: Freak Show (2014/15, FX)

Il Sonno della Ragione Genera Mostri

Nessuna opinione può essere fondata riguardo American Horror Story prima del season finale, poiché la creatura di Ryan Murphy, ideatore, sceneggiatore e talvolta anche regista della serie, pecca proprio nel suo perdersi tra le tante, volute ed apprezzabili storyline, senza però riuscire (come avvenuto nella precedente stagione) a dare il giusto risalto alla trama principale. Ed è nuovamente questo il difetto di Freak Show, titolo attribuito alla quarta stagione, che tra i tanti (graditissimi) cliché di genere, dimentica in itinere qual era il suo racconto.

Questa serie antologica (ogni stagione ha ambientazione, personaggi e trama differenti) ha avuto il via quattro anni fa, con i dodici episodi di Murder House, che, merito anche dell’effetto novità, avevano fatto ben sperare i malnutriti appassionati di horror seriale. La conferma a tali speranze è stata data da Asylum, seconda stagione ambientata al Briarcliff, un manicomio criminale, nel 1964, nella quale, tra le tante digressioni secondarie (nazisti, alieni, suore possedute) spiccava una trama orizzontale solida e intrigante. Con Coven, terza stagione, ambientata ai giorni nostri in un collegio femminile per streghe, il buon lavoro fatto fino ad allora si arrotolava in un miscuglio di storyline di pari livello. Questa Freak Show, purtroppo, pur proponendo temi e personaggi interessantissimi, non riesce a trovare il suo filo conduttore e finisce per sembrare, come la precedente stagione, solo un insieme di episodi.

YEAH BITCH

Ambientazione e nomi noti.

Questa quarta stagione ci porta nel 1950 a Jupiter, in Florida, dove Elsa Mars dirige uno degli ultimi freak show degli States, “Elsa’s Cabinet of Curiosities”. Cosa chiedere di meglio? I personaggi principali sono come sempre affidati ai grandi nomi di Jessica Lange, questa volta nelle vesti di un’immigrata tedesca a capo del baraccone, Evan Peters nei panni del “Lobster Boy” (uomo astrice, a causa di una malformazione alle mani), Angela Bassett in un ruolo con la femminilità distribuita un po’ a caso, Frances Conroy nelle vesti di una madre un po’ troppo permissiva, Emma Roberts e Denis O’Hare nell’interpretazione di due truffatori, oltre ad altri nomi e personaggi che analizzeremo tra poco. Deliziosi, tra l’altro, il cameo di Matt Bomer e la partecipazione di Grace Gummer, figlia di Maryl Streep, da poco vista anche in The Newsroom.

La scelta del cast.

Aldilà delle polemiche (forse montate a fini pubblicitari), oltre ai nomi di punta della serie, Freak Show presenta molti personaggi che finalmente rompono gli argini di ciò che si può fare e ciò che non si può fare (per i perbenisti) in televisione. Oltre alla già nota Jamie Brewer (affetta da Sindrome di Down) questa volta nelle vesti di una bambola, Freak Show presenta una Amazon Eve interpretata dalla vera Amazon Eve (Erika Ervin, alta più di due metri), così come Ma Petite, la donna più piccola (e generatrice di polemiche) al mondo è personificata dalla ormai conosciuta Guinness World Record, Jyoti Amge. Ma non finisce qui: la mezza donna, “Legless” Suzy, è interpretata da Rose Siggins, che in tenera età ha dovuto subire l’amputazione di entrambe le gambe, ed infine Paul “The Illustrated Seal” (qualcosa come la foca illustrata) ha viso e corpo di Matt Frazier, affetto da focomelia degli arti superiori e – pietà per il gioco di parole – artista a tutto tondo. La forza di questa scelta non sta tanto nel risparmio sugli effetti speciali (che comunque non mancano in altri ambiti), quanto nel potente (e – perché no? – anche dissacrante) messaggio di base: una serie palesemente trash sui “mostri”, interpretati da attori così intelligenti e ironici da stare al gioco.

Pepper e Suor Mary Eunice.

Probabilmente Murphy e Brad Falchuk sanno di aver raggiunto il culmine con Asylum ed in Freak Show usano il personaggio di Pepper (Naomi Grossman) per fare un collegamento con la seconda stagione, tornando al Briarcliff prima ancora dei fatti narrati in Asylum e facendo un saluto a Sister Mary Eunice, quella Lily Rabe che tanto ci è mancata in questa stagione. I crossover sono sempre uno spunto interessante, ma un crossover in una serie antologica lo è ancora di più, soprattutto quando è ben scritto ed emotivamente toccante come questo.

Edward Mordrake.

Tra gli episodi più contestati dal pubblico americano ci sono senza dubbio i due (il terzo ed il quarto) riguardanti il personaggio di Mordrake, un uomo dell’800 con una seconda faccia dietro la nuca, che viene richiamato dal regno dei morti per prendere con sé un freak esibitosi nella sacra notte di Halloween.
Questa storyline secondaria viene in realtà sfruttata alla perfezione come escamotage per far emergere il passato oscuro e tormentato di Ethel, Elsa e Twisty the Clown. Inoltre Edward Mordrake ha il volto (almeno uno dei due) di Wes Bentley, che è sempre un piacere vedere.

Ciao. Sono Wes Bentley. Vedetemi.

SO & SO

I dieci episodi prima del break invernale.

Complice l’ambientazione azzeccata, una giusta suspance e delle buone interpretazioni, complessivamente i primi dieci episodi di questo Freak Show scorrono voracemente uno dopo l’altro, delineando le diverse storyline in maniera efficace, anche se un po’ ripetitiva. Non mancano le emozioni e i risvolti nettamente grotteschi che contraddistinguono la creatura di Murphy, così come non mancano i dubbi sull’evoluzione delle storie narrate.

Bette e Dot Tattler.

Le gemelle siamesi che tanto ci avevano fatto entusiasmare prima della messa in onda del pilot si rivelano i personaggi meno riusciti della stagione. Il loro dualismo risulta adolescenziale e la loro voglia di indipendenza abbandona il concetto di mors tua, vita mea troppo presto, per abbracciare quello di “troviamoci un uomo da trombare”. Peccato. Peccato per Sarah Paulson, che le interpreta ovviamente entrambe e che, dopo i personaggi di Lana Winters (Asylum) e di Cordelia Foxx (Coven), si becca un ruolo difficile e di bassa resa.

Kathy Bates / Ethel Darling.

Il “so & so” non si riferisce ovviamente a Kathy Bates, sempre bravissima, quanto al personaggio assegnatole, che non le rende giustizia. Se in Coven, nei panni di Delphine LaLaurie, la nostra Kathy aveva avuto modo di essere il fulcro di diverse scene ironiche ed importanti, in Freak Show la sua Ethel, donna barbuta madre di Jimmy “Lobster Boy” ed ex moglie di Dell “The Strongman” (Michael Chiklis), resta ai margini e sacrifica una grande attrice che avrebbe potuto dare molto di più.

PLEASE, DON’T

Twisty the Clown.

La storia di Twisty the Clown non convince neanche filtrata dal racconto fatto a Mordrake. Il suo personaggio sembra messo lì solo ed esclusivamente per fare affidamento sulla coulrofobia ed il trash a tutto tondo, senza preoccupazione alcuna sulla storia, possibilmente credibile, posta dietro questo pagliaccio sporco di sangue. Questo difetto viene inoltre enfatizzato dalla sua vicinanza al personaggio di:

Dandy “I hate you, I hate you, I hate you” Mott.

Interpretato dall’inglese Finn Wittrock, Dandy è – obviously – un giovanotto viziatissimo con un’ossessione per i “freak”. Perennemente assecondato dalla madre (la Conroy), il giovane avrà spesso legami con il “Cabinet of Curiosities” e troverà in Twisty the Clown una sorta di mentore in uno dei momenti più “fottesega” di questa stagione. 

Gli ultimi tre episodi dopo il break invernale.

Il ritorno dalle vacanze non ha giovato al nostro Freak Show, che rientra appesantito, macchinoso e stanco. L’ingresso di Neil Patrick Harris non può e non riesce a risollevare la storia, il cui season finale non fornisce alcun colpo di scena eclatante.

La serie è già stata rinnovata per una quinta stagione dopo la messa in onda del primo episodio della quarta. Jessica Lange, però, aveva tempo fa palesato l’intenzione di abbandonare AHS (anche se c’è già chi dice che resterà). Sicuramente la Lange, da grande attrice, ha saputo dare, in ogni stagione, delle buone connotazioni al suo personaggio (che di fondo è sempre quello). Sarà lo stesso senza di lei?

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American Horror Story: Freak Show (U.S.A. 2014/15)
Ideato da: Ryan Murphy e Brad Falchuk
Sceneggiatura di: Murphy, Falchuk, Minear, Wong, Salt, Sharzer e Gray
Regia di: Murphy, Uppendahl, Deutch, Buecker, Peristere e Goi
Cast: Jessica Lange, Sarah Paulson, Kathy Bates, Evan Peters, Emma Roberts et al.
Genere: horror, thriller, grottesco
Programmazione in U.S.A.: dal’8/10/2014 al 21/01/2015 su FX
Programmazione in Italia: dal 24/02/15 su Fox
Se ti piace guarda anche: AHS: Asylum (2012-13), Hannibal (2013-14), Penny Dreadful (2014).
La felicità è reale solo quando...
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8 Commenti:

  1. Mr Ink 24 gennaio 2015
    • StepHania Loop 25 gennaio 2015
  2. Salvatore Baingiu 24 gennaio 2015
    • StepHania Loop 25 gennaio 2015
  3. Jean Jacques 25 gennaio 2015
    • StepHania Loop 25 gennaio 2015
  4. Marco Goi 25 gennaio 2015
    • StepHania Loop 25 gennaio 2015

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