Attack The Block (2012, Joe Cornish)

Moses… Ninja!

Negli ultimi anni abbiamo già avuto modo di assistere allo smascheramento dei cliché sui film di fantascienza incentrati sulle invasioni aliene: dal superbo District 9 (2009), in cui il “terzo tipo” stazionava forzatamente nei cieli di Johannesburg per un’avaria dell’astronave, a Monsters (2011), in cui dei poliponi computerizzati si appropriavano di una vasta area tra Messico e Stati Uniti. Quello che non avevamo ancora avuto, però, è una pellicola che parlasse in maniera nerd di alieni e di alienazione, di una generazione
diffidente ed incazzata e di quanto può essere divertente prendere per
il culo gli americani.

In Attack The Block gli alieni non invadono il mondo intero, ma una desolata periferia londinese, priva di bus a due piani, di cabine telefoniche rosse e di taxi caratteristici. I protagonisti della pellicola, una banda di teppistelli che giocano al Bronx, vengono distratti dalla rapina in atto ai danni di un’infermiera (Jodie Witthaker) da una strana creatura caduta dal cielo. L’alieno in questione, non avendo avuto la fortuna di invadere la Terra negli anni ’80, viene immediatamente e barbaramente trucidato da Moses (John Boyega) e dalla sua baby-gang di londinesi che si danno arie da grandi e provano a parlare il linguaggio del ghetto, tradendo
però la loro giovane età e tutto il loro accento inglese al telefono con
mamme e nonne nel giustificare l’orario di rientro a casa. Questa allegra combriccola di baby-criminali non crede nell’informazione, si domanda se a Londra ci sia l’FBI e non ha la minima fiducia nella polizia e nelle istituzioni: secondo il loro capo gli alieni sarebbero stati inviati dal governo, così come la droga e le armi, al fine di sterminarli tutti.

Scritto e diretto da Joe Cornish e prodotto niente popò di meno che da Edgar
Wright
(Shaun of The Dead, Hot Fuzz), Attack The Block può vantare una regia fenomenale,
originale ed estremamente dinamica, una fotografia moderna ed una
sceneggiatura stuzzicante. Gli effetti speciali stupiscono non tanto per la loro realizzazione (comunque
accettabile), quanto per la loro collocazione strategica all’interno della
narrazione. La caratterizzazione e la bravura dell’intero cast raggiunge ottimi livelli, a cominciare dal leader John Boyega e da Alex Esmail (Pest), sua logorroica ed indispensabile spalla, passando per il quasi cameo di Nick Frost (Shaun of The Dead, Hot Fuzz e, per restare in tema, Paul) e finendo con gli anomali personaggi Probs e Mayhem (Problemi e Caos nella traduzione italiana), infanti emulatori delle epiche gesta dei quasi-grandi. Nel complesso la pellicola raggiunge il massimo risultato
possibile per il ridotto budget a disposizione e racconta una storia intelligente nella sua assurdità e divertente nel suo farsi beffa di un genere.
La felicità è reale solo quando...
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6 Commenti:

  1. Poison 7 giugno 2012
  2. Marco Goi (Cannibal Kid) 7 giugno 2012
  3. Frank Manila 7 giugno 2012
  4. MrJamesFord 10 giugno 2012
  5. La firma cangiante 3 luglio 2012

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