Bip Mobile: Ricarica Obbligatoria Ogni Cinque Mesi

Be Smart, Say Goodbye

Bip Mobile, l’operatore virtuale UMTS che mesi fa pretendeva di fare piazza pulita della concorrenza, modifica le condizioni contrattuali delle sue Sim Prepagate in itinere, annunciando, attraverso il suo portale (nell’area personale per i già clienti, nelle norme d’uso BIP Card per tutti), quanto segue:

Art. 5 (Norme d’Uso Bip Card Voce e Dati)

Il rapporto contrattuale cesserà di produrre gli effetti previsti nelle presenti Norme d’Uso ove il Cliente non effettui una ricarica sulla propria BIP Card da oltre 5 mesi. A partire dal sesto mese la BIP Card e la numerazione ad essa associata saranno disattivate e per il Cliente non sarà più possibile riattivare la BIP Card e la numerazione ad essa associata potrà essere riassegnata a terzi. (…)

Da adesso in poi, dunque, per mantenere attiva una Sim Bip sarà necessario effettuare una ricarica ogni cinque mesi, mentre, come noto, prima del 23 aprile 2013 bastava effettuare un evento di traffico (quindi una ricarica o anche solo una telefonata o un sms) ogni sei mesi. A destare sospetti ed a far incavolare i consumatori, però, non è solo la scadenza del contratto, ma la prospettiva di poter perdere il proprio numero “a partire dal sesto mese“, palesemente in contrasto con quanto stabilito dalla Delibera AGCOM n. 26/08/CIR che impone agli operatori un periodo minimo di ventiquattro mesi per la riassegnazione del numero:

Art. 8, comma 7 (Delibera AGCOM 26/08/CIR Allegato A)

Gli operatori possono disporre, per i servizi di comunicazioni mobili e personali di tipo pre-pagato, la cessazione della relativa numerazione qualora non vengano intrattenuti con il cliente rapporti commerciali per un periodo continuativo di almeno 24 mesi. Gli operatori definiscono le modalità affinché l’utente possa continuare ad usufruire del numero entro il predetto periodo, ferme restando in ogni caso le pertinenti disposizioni riguardanti il trattamento del credito residuo. Gli operatori informano l’utente, con almeno 30 giorni in anticipo, della cessazione del numero. Tali numerazioni possono essere utilizzate per altri utenti dopo il prescritto periodo di latenza.
Le sorprese non finiscono qui, dato che il nuovo Articolo 5 delle condizioni contrattuali di Bip impone, nel caso di restituzione del credito residuo attraverso bonifico o assegno, un costo di ben 12€, contro i 5€ richiesti in questo caso dalla maggior parte delle compagnie telefoniche.

Art. 5 (Norme d’Uso Bip Card Voce e Dati)

(…) Allo scadere dei 5 mesi, l’eventuale Credito Residuo, al netto di sconti, bonus e/o promozioni, sarà riconosciuto al Cliente secondo i termini e le modalità di seguito riportate. In tal caso Il Cliente potrà richiedere la restituzione del Credito Residuo a Bip Mobile contattando il Customer Care di Bip al numero breve 4050, gratuito da Usim Bip. L’importo restituito sarà pari al Credito Residuo risultante sui sistemi di Bip Mobile alla data di scadenza della Bip Card, al netto di eventuali bonus di autoricariche e del costo di 12€, corrispondenti ai costi sostenuti da Bip Mobile per la restituzione di detto importo tramite assegno di traenza oppure accredito sul conto corrente bancario, le cui coordinate dovranno essere indicate nel suddetto modulo. Tale importo sarà restituito entro 90 giorni dalla data della richiesta. (…)
Verrebbe da pensare che Bip Mobile, dopo aver proposto il “triplica la ricarica” e la tariffa “3×3” (“tre centesimi in regalo per ogni sms ricevuto“) abbia voluto correre ai ripari per il mancato introito dell’ultimo periodo in questo (orrendo) modo, obbligando l’utenza “incastrata” dai bonus alla ricarica ed invogliando l’utenza a consumo alla portabilità. A niente, sembra, servano le proteste inoltrate sino ad ora attraverso il servizio clienti.
Nell’attesa di eventuali nuove, a meno che si abbiano vincoli generati da crediti bonus, il consiglio è quello di utilizzare l’arma più potente del consumatore: cambiare operatore.
La felicità è reale solo quando...
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