Broadchurch, seconda stagione: l’insostenibile colpevolezza dell’essere

Broadchurch, la recensione della seconda stagione: e se la giustizia iniziasse proprio dalla scoperta dell’assassino? Guilty or not guilty, questo è il dilemma

Togliamoci subito il pensiero: la seconda stagione di Broadchurch non è potente e disarmante come la prima. La serie ha conservato il suo ritmo crescente e buona parte dei personaggi (aggiungendone ovviamente di nuovi), ma vira, un po’ sulla scia della terza (indimenticabile) stagione di The Killing, verso la risoluzione di un cold case che attanaglia l’ingarbugliata coscienza del Detective Hardy, cui si affianca il processo per l’omicidio del piccolo Danny, a carico di Joe Miller. Una svolta necessaria, questa nella trama della serie inglese – sopravvissuta alla mattanza d’oltremanica e addirittura confermata anche per una terza stagione – che priva lo spettatore del fiato sospeso, regalandogli, tuttavia, una riflessione più duratura e potente.

Broadchurch, il poster della seconda stagione con David Tennant ed Olivia Colman

Ellie Miller e il Caso Giudiziario

Questa seconda stagione si apre poco dopo i fatti narrati nel season finale della precedente: Ellie Miller (una impareggiabile Olivia Colman) ha volontariamente deciso di passare alla stradale dopo la scoperta del volto dell’assassino di Daniel Latimer: il suo insospettabile marito, l’amorevole padre dei suoi figli, Joe Miller (Matthew Gravelle).

How could you not know?

Ellie deve fare i conti non solo con le tragiche e dolorose conseguenze della rivelazione e con il muro eretto dai suoi concittadini, che la ritengono in qualche modo responsabile dell’accaduto, ma anche con il fatto che lo stesso Joe Miller, sotto processo per omicidio, ritratta la sua confessione dichiarandosi innocente. Not guilty.

Questo nuovo aspetto legal permette l’introduzione di due nuovi personaggi: l’avvocato della difesa, Sharon Bishop (Marianne Jean-Baptiste), squalo assetato di clamore e segreti con un enorme insuccesso sulla coscienza, e la sua ex-insegnante, ora avvocato dall’accusa, Jocelyn Knight (Charlotte Rampling, Dexter), che accetta il caso con non poca reticenza.

Charlotte Rampling In Broadchurch

Alec Hardy e il Caso Sandbrook

Alla storyline giudiziaria si affianca quella consueta al genere: il Detective Alec Hardy (David “bocca aperta” Tennant), sin dal suo arrivo a Broadchurch, sembrava segnato da un profondo errore professionale circa il caso Sandbrook; lo stesso errore che portava gli abitanti della piccola cittadina, tra i quali la nostra Miller (che in bocca a Tennant diventa “Millaaah”), a dubitare delle sue capacità.

In questa seconda stagione vengono approfonditi i fatti di Sandbrook: Lisa, diciannove anni, stava facendo da baby-sitter alla cuginetta Pippa, dodicenne, mentre i genitori della piccola erano ad un matrimonio. Al loro ritorno non vi era più traccia delle due ragazze. Pippa venne trovata morta tre giorni dopo, ma Lisa, da allora, risulta ancora scomparsa. Il principale sospettato, Lee Ashworth (James D’Arcy), nonostante il suo alibi di ferro, non ha mai convinto Hardy, che da allora offre ufficiosamente protezione alla moglie di Lee, l’ambigua Claire (Eve Myles), che in bocca a Tennant diventa “Claaah”.

James D'Arcy ed Eve Myles in Broadchurch 2

Gli Abitanti di Broadchurch

Ma siamo pur sempre a Broadchurch ed è con la sua piccola comunità che dobbiamo fare i conti: con i giornalisti, sempre più agguerriti e cinici, con Padre Paul e la sua anomala relazione con Becca Fisher; ma sono soprattutto i Latimer a rubare la scena: Beth (una sempre più toccante Jodie Whittaker), madre del piccolo Danny, vorrebbe poter incanalare il suo dolore per qualcosa di buono, ma sembra non riuscire a trovare un modo per farlo. Il padre di Danny, Mark (Andrew Buchan), ancora profondamente appesantito dai sensi di colpa, sparisce per ore ed ore senza dare alcuna giustificazione alla moglie.

La Denuncia Politica e l’Abbraccio Morale

Secondo molti le intenzioni di Chris Chibnall, (delicata) mente dietro Broadchurch, erano quelle di esprimere una ben assestata critica al sistema giudiziario inglese. Effettivamente, per alcuni aspetti, questa seconda stagione si sofferma su burocrazie inutili, avvocati moralmente scorretti ed attese estenuanti. Tuttavia personalmente ci ho visto anche dell’altro.

Quando qualcuno se ne va in circostanze da chiarire, che sia un omicidio, un incidente o una disgrazia, chi resta deve affrontarne due volte il dolore: il dito, in questa seconda stagione, è secondo me non tanto puntato sul sistema giudiziario inglese, quanto sul concetto di sistema giudiziario in sé, che in quanto dettato e sorretto dall’uomo, è mutevole e fallibile.

Il Senso della Misura

Indipendentemente dalla collocazione del proprio punto di vista, Broadchurch si muove stilisticamente sul solido percorso tracciato dalla prima stagione: una scrittura perfettamente bilanciata che, nonostante la gravità delle situazioni narrate, può concedersi qualche ironia qui e lì e che, sebbene provi a giocarci con qualche battuta ambigua, si mantiene sempre nel solco della credibilità, quando sarebbe stato sin troppo facile tentare di ribaltare le indagini per amore del colpo di scena.

Ma questo gioiellino inglese può contare anche su delle performance attoriali indiscutibili e su di una perfettamente riuscita gestione del tempo, dei campi lunghi e delle selezioni musicali (aspetti nei quali il suo remake a stelle e strisce, Gracepoint, ha fallito miseramente).

E poi.

Il Coraggio

E poi c’è un anomalo senso di verità nella creatura di Chibnall. Anche negli ultimi minuti dell’Episode 8, sebbene si assista ad una grande vittoria dell’uomo contro la bestia, resta quel sapore amaro, quel sottofondo doloroso, quell’ineluttabile disillusione, perché Danny è morto e nessuna giustizia, di stato o personale che sia, potrà riportarlo indietro.

Questo è Broadchurch.

E poi.

E poi c’è un bacio saffico tra tardone. Altro che The 100.

Broadchurch, stagione 2: la scheda

  • Ideata e scritta da: Chris Chibnall
  • Regia di: James Strong, Jessica Hobbs, Jonathan Teplitzky e Mike Barker
  • Fotografia: John Conroy
  • Montaggio: Helen Chapman, Ben Lester e Dominic Strevens
  • Musiche: Ólafur Arnalds
  • Cast: David Tennant, Olivia Colman, Charlotte Rampling, Jodie Whittacker et al.
  • Genere: crime, drama, Tennaaah!
  • Numero episodi: 8 da 45 minuti l’uno (seconda stagione)
  • Programmazione in U.K.: dal 5/01/2015 al 23/02/2015 su ITV
  • Programmazione in Italia: dal 6/04/2015 al 28/04/2015 su Giallo
  • Se ti piace guarda anche: Luther (2010-13), The Killing (2011-14)
  • Sottotitoli in italiano: ItaSa, Subspedia
  • Sito ufficiale e trailer.
La felicità è reale solo quando...
Condividimi!
Evernote

4 Commenti

  1. Jean Jacques 29 marzo 2015
    • StepHania Loop 31 marzo 2015
  2. James Ford 30 marzo 2015
    • StepHania Loop 31 marzo 2015

Lascia un Commento