Carol (2015, Todd Haynes)

 

My Angel, Flung Out of Space…

 

Todd Haynes è uno che le cose le fa con calma, ma le fa bene: nove anni fa ci aveva deliziato con I’m Not There (Io Non Sono Qui), psichedelico e surreale biopic su di un Bob Dylan dai mille volti, incluso quello della Blanchett; cinque anni fa, passato momentaneamente al piccolo schermo, ci propose quella cosetta controversa ed interessante che è stata Mildred Pierce. Haynes è sinonimo di gusto, eleganza, signorilità, sempre e comunque; eppure di fronte alle sue opere mi sento come davanti al prof. di matematica del liceo: entrambi “dipingono” qualcosa, che sia un’equazione alla lavagna o un movimento sullo schermo, ed entrambi concludono più o meno con un “poi ve lo finite a casa, da soli”.

 

Su Carol, tratto dal romanzo The Price of Salt di Patricia Highsmith del 1952, tanto si è detto e tanto si è scritto. È partito dagli States sorretto da mille elogi e da un numero spropositato di nomination in giro per il mondo, ma una volta arrivato da noi si è arenato tra critica e blogosfera, che non sembrano averlo apprezzato. Dopo aver fatto cilecca nella cerimonia di assegnazione dei Globes, l’ultima beffa è stata l’esclusione dalle nomination al miglior film per gli Oscar.

Eppure.

L’ultimo lavoro del regista di Velvet Goldmine – ti diranno – “racconta la storia d’amore tra due donne”, ma in realtà ciò su cui si sofferma la macchina da presa è l’esatto momento dell’innamoramento, quel momento così evanescente eppure così dilatato che diventa, nelle mani di Haynes, un costante gioco di fuochi, un sorriso timido sotto uno schiacciante berretto, un paio di guanti di camoscio grigio appoggiati su di un bancone, una mano delicata adagiata su di una spalla.

 

 

E sì, Carol pone al centro della narrazione la relazione tra due donne, due donne molto diverse tra loro. Da un lato abbiamo Therese Belivet (una incantevole Rooney Mara), appena ventenne, commessa in un negozio di giocattoli, che vorrebbe fare la fotografa, ma non sa cosa fare e come fare per diventarlo; Therese che non sa esattamente cosa vuole perché dice sempre di sì. Dall’altro lato abbiamo Carol Aird (un’ammaliante Cate Blanchett), una donna matura, borghese, raffinata, cosciente di ciò che vuole e altrettanto consapevole di non poterlo avere, ingabbiata com’è nella sua famiglia e nella sua epoca. Già, perché Carol è ambientato nella New York degli anni ’50, dove l’omosessualità non esiste, ma esistono i disturbi psichiatrici.

 

Ti diranno che “Carol è lento”. Lo è, ma non si tratta della pesante lentezza di un pachiderma, si tratta della pacata ed effimera eleganza della femminilità. Carol e Therese sono due donne e basta, senza bisogno di banalizzazioni di sorta. Carol e Therese parlano a voce bassa, sussurrano quasi, con delicatezza, accendono le loro sigarette con garbo. Privo di qualsiasi inutile mascolinità è anche il personaggio di Abby (Sarah Paulson), amica di Carol (finalmente un’amica e non solo una vecchia fiamma), protagonista assieme a Harge (Kyle Chandler) dell’unica scena del film che non coinvolge né Carol né Therese.

 

Ti diranno che “Carol è solo una bella confezione”, ma non è vero: Carol è una bellissima confezione, un film girato in 16mm, squisitamente vintage nella tecnica e nello stile, con una fotografia (quella di Edward Lachman) maniacalmente attenta ad ogni minimo dettaglio. Il risultato è un’esperienza visiva sobria, delicata, appagante ed al contempo destabilizzante, qualcosa di unico, qualcosa di estremamente prezioso.

 

 

Carol è un film senz’anima”, ti diranno anche questo, probabilmente a ragione perché Carol più che un’anima ha un profumo, con le note di testa agrumate dell’infatuazione, il cuore caldo della passione e le note di coda legnose del rimpianto di ciò che non può essere. Ti diranno anche che “il finale non va bene”, perché così, sospeso a mezz’aria, non fa che accentuare la grazia di quest’opera.

 

Ti diranno infine che “Carol è un film distante”. Lo è. È distante anni luce da banalità, faciloneria e riduzioni semplicistiche. E nonostante questo costante elogio della femminilità, incantato come sarai dalla raffinatezza della messa in scena e dalla complessità dell’impianto narrativo, solo alla fine ti renderai conto di esserti dimenticato che l’amore tinteggiato sullo schermo, quello tra Carol e Therese, è l’amore tra due donne.

Ma tutto questo io e te lo realizzeremo dopo, “a casa, da soli”.

E ti confido una cosa: in questo caso Haynes, proprio come il prof. di matematica del liceo davanti agli integrali, mi ha fatto piangere.

 

 

 

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Carol (U.S.A. 2015)
Regia: Todd Haynes
Basato su: The Price of Salt di Patricia Highsmith
Sceneggiatura: Phyllis Nagy
Fotografia: Edward Lachman
Montaggio: Affonso Gonçalves
Musiche: Carter Burwell
Cast: Cate Blanchett, Rooney Mara, Sarah Paulson, Kyle Chandler et al.
Genere: romantico, drama, equazioni di secondo grado
Data d’uscita italiana: 5 gennaio 2016
Se ti piace guarda anche:
I’m Not There (2007), Brooklyn (2016).

 

Riconoscimenti e Nomination
Golden Globes Awards 2016
(Qui le nomination)
Miglior Film Drammatico Nominato
Regia (Todd Haynes) Nominato
Attrice – Film Drammatico
(Cate Blanchett e Rooney Mara)
Nominato
Colonna Sonora Originale Nominato
BAFTA – British Academy Film Awards 2016
(Qui le nomination)
Miglior Film Candidato
Regia Candidato
Attrice Protagonista
(Cate Blanchett)
Candidato
Attrice Non Protagonista
(Rooney Mara)
Candidato
Sceneggiatura Non Originale Candidato
Fotografia Candidato
Scenografia Candidato
Costumi Candidato
Acconciature e Trucco Candidato
OSCAR – Academy Awards 2016
(Qui le nomination)
Attrice Protagonista (Cate Blanchett) Candidato
Attrice Non Protagonista (Rooney Mara) Candidato
Sceneggiatura Non Originale Candidato
Fotografia Candidato
Colonna Sonora Originale Candidato
Costumi Candidato

 

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14 Commenti

  1. Kris Kelvin 22 gennaio 2016
    • StepHania Loop 23 gennaio 2016
  2. Mr Ink 22 gennaio 2016
    • StepHania Loop 23 gennaio 2016
    • Mr Ink 25 gennaio 2016
    • StepHania Loop 27 gennaio 2016
  3. Bara Volante 22 gennaio 2016
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    • StepHania Loop 23 gennaio 2016
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    • StepHania Loop 23 gennaio 2016
  7. Nelson Pinna 23 gennaio 2016

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