Children of Men (2006), di Alfonso Cuaròn

Baci. Bavosi. Motivo. Di Vita.

 

Certo, il muso da shar pei di Clive Owen è fastidioso quasi quanto quello di Russel Crowe, ma in questo caso specifico è quasi sopportabile. I Figli Degli Uomini ha alcuni gli spunti positivi, certo. Mmm. Dunque. Innanzitutto è ambientato a Londra, il che è cosa buona e giusta; poi, grazie al cielo, Julianne Moore viene fatta schiattare dopo neanche mezz’ora dall’inizio. L’idea da cui parte la narrazione è idilliaca: nel 2027 finalmente l’uomo ha smesso di cagare figli. Nessun marmocchio è nato da oltre 18 anni. Ma… ma… ma… risulta possibile immaginarlo? Niente più creature moleste che ti spintonano al supermercato, niente più faccini divertiti che ti salutano dalle auto, niente nanetti che fanno del darti un bacio bavoso sulla guancia un motivo di vita… un’utopia! Purtroppo, però, la favola finisce quando una tizia resta incinta, e Theo, il protagonista, anzichè lapidarla come sarebbe stato giusto e logico fare, si mette in testa di proteggerla ed aiutarla. Fine dell’idillio. Spintoni al supermercato. Saluti dalle auto. Baci bavosi. Per fortuna, però, dopo aver messo in salvo la donna, (spoiler) Theo crepa (fine spoiler). Fine del film.
La felicità è reale solo quando...

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2 Commenti

  1. AmaurotoValmont 24 aprile 2007
  2. StepHania Loop 24 aprile 2007

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