Clown (2014, John Watts)

Coulrofobia

Tutto ha inizio da quello che sembrerebbe uno scherzo: John Watts e Chris Ford mettono in rete un fake trailer, con tanto di “an Eli Roth production”, su di un padre che si veste da pagliaccio per allietare il compleanno del figlio, ma poi non riesce più a svestirsi da pagliaccio.

Quel fetentone di Eli Roth ne viene a conoscenza e ovviamente lo prende sul serio, al punto tale da dire a Watts “cacchio, figata, facciamone davvero un film”. Ma, sorpresa della sorprese, in Clown, film al momento distribuito solo in Italia, non si ride. Mai.

La figura del clown non è certo nuova al genere e qua potrei fare un bel copia e incolla di tutti i titoli horror che vedono un clown intento a sbudellare la povera gente, ma credo che ne uscirò citando semplicemente quel caposaldo di IT (1990). In realtà il costume da pagliaccio in Clown sembra essere solo un escamotage: Kent, protagonista (ma non troppo) di questa storia, avrebbe anche potuto indossare un costume da Arlecchino, Pulcinella o Pantalone e l’intenzione della pellicola non sarebbe cambiata, solo che vallo a chiamare, un film, Pantalone. Tanto vale fare un film con un padre di famiglia che finisce col mangiarsi i bambini.

Eh?

Quello che mi aspettavo prima della visione era una accozzaglia di
trashate
, un continuo strizzare l’occhio allo spettatore e giocare con
il suo estremo senso del grottesco, invece Clown non gioca e non scherza.
Mai. Forse non “trasha” nemmeno, preferendo il gore, o ancor meglio,
come direbbero quelli bravi, il body horror.

Quello che mi
aspettavo era un qualche richiamo alla fiducia che i bambini possono
riporre in un uomo vestito in maniera buffa, fiducia grazie alla quale,
per dirne una, John Wayne Gacy negli anni ’70 riuscì a sodomizzare ed
uccidere ben trentatre adolescenti. E invece no, nessun gioco al
pifferaio magico, nessun momento di superficialissima goliardia.

Quello che mi aspettavo era un film di gran lunga peggiore di quello che ho visto.

Già, perché Clown gioca proprio su questo aspetto, non solo narrativamante, ma anche stilisticamente. Quello che succede a Kent (Andy Powers) ha a che fare con una vera e propria trasformazione demoniaca: una volta indossato quel costume impossibile da togliere, il suo corpo inizia a mutare ed il suo stomaco inizia ad avere una forsennata fame di… bambini. Lo spiegone è affidato a Karlsson (Peter Stormare), il quale racconta le origini nord europee della figura del clown: un demone dalla pelle bianca ed il naso rosso per il freddo che era solito procurarsi cinque bambini per rifocillarsi nei mesi più freddi dell’anno. Quel demone è ora intrappolato nel costume, diventa la pelle e i capelli di chi lo indossa e vuole sempre la stessa cosa: cinque bambini.

In Clown c’è davvero un padre di famiglia che finisce col mangiarsi i bambini.

(Per lo più fuori campo, però).

Stilisticamente la pellicola di Watts sembra riproporre ambientazioni e movimenti di macchina già visti e rivisti, ma con una enorme differenza: tutto, dalle musiche alle sequenze, sembrano predisporre lo spettatore al cliché, all’effetto sonoro o allo scatto visivo che si aspetterebbe, e invece no, è tutta una finta. Watts gioca di proposito con gli stereotipi dell’horror e ti prende in giro, tenendo simultaneamente in piedi una storia che, pur non avendo assolutamente nulla di credibile, risulta addirittura accettabile. Senza eccedere nel torture, lo spettatore si ritrova in un parco giochi dove Kent, sempre meno Kent, non riesce più a trattenersi: tutto il giorno di corsa e non ci vede più dalla fame. Videogiochi e cervelli. Cunicoli colorati e sangue.

Nulla di memorabile, niente che riscriverà il genere in quest’opera di Watts, eppure c’è qualcosa di anomalo, di atipico, di diverso. Una seriosità e – paradossalmente – una credibilità che, pur non spaventando, sembrano intrattenere, affascinare e per certi versi, piano piano e poco poco, persino disgustare.

Un bene? Un male?

E io che ne so. Però qualcosa sta cambiando, non capisco bene né quando è iniziato né dove possa portare, ma sta cambiando.

E non mi riferisco solo al corpo di Kent, nella forma e nel colore.

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Clown (U.S.A. – Canada 2014)
Regia: John Watts
Sceneggiatura: Christopher D. Ford e John Watts
Fotografia: Matthew Santo
Musiche: 
Matt Veligdan
Cast:
Laura Allen, Andy Powers,
Peter Stormare, Eli Roth, Christian Distefano
Genere: horror, arrivano i pagliacci
Data d’uscita italiana: 13 novembre 2014
Se ti piace guarda anche:
It (1990), House of 1.000 Corpses (2004), Annabelle (2014).
La felicità è reale solo quando...
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2 Commenti

  1. Mr Ink 22 novembre 2014
    • StepHania Loop 24 novembre 2014

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