Delicatamente Primavera – Le Serie 2014: Novità

Ci siamo lasciati con le nuove serie proposte in inverno ed abbiamo deciso che, eccezion fatta per True Detective, no, non c’è stato nulla di rivoluzionario nella stagione dei prodotti seriali. Ma, imperterrita, questa ciofeca
di blog sta per passare in rassegna le novità potenzialmente
interessanti del piccolo schermo statunitense (l’Europa sembra ancora ferma), ricordandovi, però, che le serie appena iniziate (Believe, Resurrection, Those Who Kill) sono già state accennate a loro tempo e che, tra qualche giorno (se gli Dèi, i vecchi e i nuovi, lo vorranno), parleremo dei prossimi ritorni di serie.

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Fargo – dal 15 Aprile su FX (U.S.A.)

L’omonima pellicola del 1996 dei fratelli Coen diventa una serie e lo fa con delle ottime premesse: una sola stagione di dieci episodi, scritti da Noah Hawley (Bones) e prodotti dagli stessi Joel ed Ethan Coen. Nel cast il grande Billy Bob Thornton, l’adorabile Martin Freeman (Sherlock, Lo Hobbit), il brillante Bob Odenkirk (Saul Goodman in Breaking Bad), Colin Hanks (sì, il figlio… già visto in Dexter) e Kate Walsh (Grey’s Anatomy e cose così).

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Salem – dal 20 Aprile su WGN America (U.S.A.)

Delusi da American Horror Story: Coven? Forse c’è una possibilità di riconciliazione con il mondo della magia nera e le sue avvenenti adepte grazie a questo nuovo prodotto, che vanta tra i suoi produttori esecutivi Brannon Braga (Flash Foward e purtroppo anche Terra Nova) e Adam Simon (sceneggiatore di The Haunting in Connecticut). Ambientato nel 1692, questo debutto della WGN nel mondo dei prodotti seriali racconta il famigerato processo alle streghe, condendolo con intrighi, tradimenti e tutto il cucuzzaro. Nel cast troviamo Shane West (Ray Barnett di E.R.), Janet Montgomery e quel fenicottero di Ashley Madekwe (Revenge).

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Black Box – dal 24 Aprile su ABC (U.S.A.)

Catherine Black, neuroscienziata cervellona, nasconde un piccolo segreto al mondo, alla famiglia, al fidanzato: è un tantino bipolare. Nel ruolo della protagonista Kelly Reilly (Pride & Prejudice, Sherlock Holmes), tra i produttori esecutivi invece troviamo Ilene Chaiken (The L Word), Bryan Singer (House M.D., X-Men) e Anne Thomopoulos (Rome, Camelot e i Borgia, quelli porci ed europei).
Niente di che, probabilmente, ma nel cast compare il nome di Laura Fraser (Lydia di Breaking Bad), quello di Ditch Davey (Nemete in Spartacus) e quello altisonante di Vanessa Redgrave.

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Rosemary’s Baby – dall’11 Maggio su NBC (U.S.A.)

La storia la conosciamo tutti, anche se questa volta è ambientata a Parigi e non a New York, al posto di Mia Farrow c’è Zoe Saldana (The Terminal), al posto di Polanski ci sono la regista polacca Agnieszka Holland (Poeti dall’Inferno) e gli sceneggiatori Scott Abbott (Queen of The Damned) e James Wong (American Horror Story). Un progetto apparentemente ambizioso, questo remake in chiave seriale della pellicola del 1968 (a sua volta ispirata al romanzo di Ira Levin), concepito come una mini-serie TV della durata di quattro ore, la cui prima parte andrà in onda proprio il giorno della festa della mamma. La mamma è tanto buona. Tanti baci.

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Penny Dreadful – dall’11 Maggio su Showtime (U.S.A.)

Diretta da Juan Antonio Bayona (The Orphanage) e creata da John Logan, sceneggiatore di Gladiator, The Aviator, Hugo Cabret, Sweeney Todd e Skyfall, è probabilmente questa la serie televisiva più attesa della prossima stagione. Nel corso del 1800, nel Regno Unito, erano chiamati “penny dreadful” i racconti gotici, spesso illustrati e suddivisi in episodi, raccolti in pubblicazioni periodiche (che costavano un penny, appunto) e destinati al pubblico di bocca buona e poche pretese (probabilmente all’epoca la parola “truzzo” era poco usata). Con questo escamotage, John Logan ripercorre, in otto episodi, alcuni dei più importanti e significativi racconti dell’ottocento, tra i quali Dracula, Frankenstein e Il Ritratto di Dorian Gray, vantando una rosa di attori niente male: Timothy Dalton, Josh Hartnett ed Eva Green (300: Rise of An Empire). Non so voi, ma io punto tutto sul Penny.

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Gang Related – dal 20 Maggio su FOX (U.S.A.)

Di questa nuova serie ci importerebbe molto poco se non saltasse subito all’occhio il nome di Terry O’Quinn, il John WeHaveToGoBack Locke di Lost, che però ultimamente non brilla certo per le scelte azzeccate (666 Park Avenue, Falling Skies). Gang Related ruota attorno a Ryan Lopez (Ramon Rodriguez), infiltrato da una gang criminale nel Dipartimento di Polizia di San Francisco. La serie è ideata da Chris Morgan, che tra le tante cose ha scritto anche quel gioiellino di azione e coattume di Fast Five, per cui magari…

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The Normal Heart – dal 25 Maggio su HBO (U.S.A.)

The Normal Heart è in realtà un film, ideato e girato per il piccolo schermo da quel geniaccio di Ryan Murphy, mente malata alla base di roba altamente deviata tipo Nip/Tuck e American Horror Story. Basata sull’omonimo romanzo di Larry Kramer (che ha contribuito allo script), la serie racconta uno spaccato di vita di Ned Weeks, scrittore omosessuale ebreo-americano, che, nei primi anni ’80, cercò di sensibilizzare l’opinione pubblica sul diffondersi di una malattia non ancora identificata che inizia a mietere vittime soprattutto tra i maschi gay di New York. Già, quella malattia. Nel ruolo principale troviamo l’impagabile Mark Ruffalo, nelle vesti della sua dottoressa Julia Roberts, nel ruolo di quello che dovrebbe essere il bello Matt Bomer.

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Halt and Catch Fire – dall’1 Giugno su AMC (U.S.A.)

Un anno dopo il lancio sul mercato del PC IBM, un ex-dirigente IBM, Joe MacMillan, costringe la sua attuale società (Cardiff Electric) ad un’ardua competizione, mirando a decodificare e migliorare il prodotto di punta IBM. Così, in piena ascesa dell’era PC (primi anni ’80), un trio improbabile – un visionario, un ingegnere e un prodigio – corre grossi rischi personali, affronta frustrazioni e sfiora più volte il limite della legalità e della frode allo scopo di mettere a punto un apparecchio innovativo che cambierà il mondo.
Il tempo che manca alla premiere di questa nuova serie è tanto, le notizie trapelate sin ora sono poche. Certo è che, nei panni del copione, anche se non è vestito da elfo e non fa le faccette, c’è il fabbricatore di torte Lee Pace, mente nel ruolo del fetentone che lo aiuterà c’è Scott McNairy (Monsters, Argo).

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The Leftovers – dal 15 Giugno su HBO (U.S.A.)

Si chiude in bellezza (colf colf) con la prossima creatura di HBO, tratta dall’omonimo romanzo di Tom Perrotta, autore e sceneggiatore di Little Children (2006), e adattata da Damon Lindelof (già, Lost, la tartaruga magica, Prometheus e un sacco di altre cose in grado di scatenare un’ira accecante e funesta). Se ancora non foste scappati, vi dico che il romanzo da cui è tratto viene classificato come “fantascienza escatologica cristiana” (nessuno sa cosa significhi, ma suona tanto male). Nel cast campeggiano i nomi di Justin Theroux, del “giudice” Amy Brenneman, di Christopher Eccleston (Heroes) e persino quello di Liv Tyler, mentre a dirigere il tutto, con l’aiuto di Dio ed almeno per i primi episodi, ci sarà Peter Berg. C’è chi vede e provvedere, e chi, per curiosità, magari vede il pilot.
La felicità è reale solo quando...
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