Dexter – Ottava Stagione (2013, Showtime)

Don’t be. Don’t be sorry your darkness is gone. I’ll carry it for you. Always.

Avete presente quella fortissima amicizia che si coltiva nella preadolescenza? Capita che col tempo le persone cambino e i rapporti si modifichino, capita che quelle confidenze, un tempo serrate, accorate e in sincronia si trasformino in dialoghi vacui, da sala d’aspetto, magari sul tempo, sulla crisi o sui propri acciacchi. Succede. I rapporti umani sono inaffidabili. O forse sono le persone ad esserlo, evolvendosi in direzioni divergenti e  portando le due linee ad allontanarsi sempre più. Con estremo cinismo, con un distacco bastardo, ci ritroviamo a ritenerla noiosa, ripetitiva, lontana. Magari cerchiamo pure di evitarla. Eppure ci capita di pensare che quella persona a cui un tempo avevamo voluto bene e che è rimasta lì dov’era fingendo non fosse cambiato nulla, beh, ci dispiacerebbe non sentirla più, ci dispiacerebbe non sapere come sta, ci dispiacerebbe se d’un tratto si trasferisse tipo in Argentina. Ed è così che ci sentiamo adesso: come se un nostro grande amico dei tempi andati, uno di quelli il cui nome sul display del telefono ci fa sbuffare, ci avesse sfanculati.

Quando abbiamo conosciuto Dexter Morgan (Michael C. Hall) era seduto sul divano a casa di Rita, intento a
spiegarci, con quel suo sguardo provocatore, che aveva scelto lei perché, avendo una storia di violenza alle spalle, non necessitava di particolari attenzioni se non di una forma
malsana di meschina ed opportunistica gentilezza. Ricordiamo che quella confidenza ci spiazzò e ci divertì, ci ricordiamo che pensammo che, in un certo senso, in lui vedevamo amplificata, palesata ed adattata catodicamente la nostra (molto più) piccola dissociazione sociale. Legammo subito, perché anche se non collezioniamo vetrini ma penne, anche se non andiamo in giro ad ammazzare la gente e ci limitiamo a starle sul culo, noi e Dex ci capivamo.

Poi le cose sono cambiate. Dexter ha messo su famiglia, ha avuto un figlio, ha modificato le sue priorità. Eppure il suo Passeggero Oscuro era ancora lì e c’eravamo anche noi. Abbiamo continuato a volergli bene e gliene abbiamo voluto soprattutto quando (occhio, lieve spoiler sulla quinta stagione!) Lumen (Julia Stiles) se ne è andata. L’unica persona in grado di capirlo davvero era “guarita”. Non c’è stata rabbia, non c’è stato rancore, non c’è stato risentimento da parte di Dexter: anche se era finita, qualcuno, per la prima volta, lo aveva capito. C’è stata speranza, una speranza – per una volta – priva di sarcasmo. Don’t be. Don’t be sorry your darkness is gone. I’ll carry it for you. Always.

Da allora però i rapporti si sono freddati. Lui ha iniziato ad allontanarsi dal code senza darci spiegazioni, è diventato meno metodico e più impulsivo. C’è stata l’inutile e paradossale storia di Deb (Jennifer Carpenter) e poi purtroppo è arrivata Hannah (Yvonne Strahovski). Cos’è Hannah? E’ colpa sua se il nostro amico Dexter non è più quel Dexter, quello che ci parlava dal divano di Rita. Qualcosa è cambiato, perché Dexter immagina il suo futuro adesso, fa dei progetti, sogna ad occhi aperti. Lui è cambiato, è andato avanti, mentre noi collezioniamo ancora penne e andiamo in giro a stare sul culo alla gente. Eppure il tempo di vederlo lo abbiamo trovato anche negli ultimi tempi, subordinandolo certo ad altri giri di “conoscenze” meno scontate (ma lui questo non lo sa, non diciamoglielo).

In questa ottava stagione (oh, finalmente!) Dexter Morgan è alle prese con la Dottoressa Vogel (Charlotte Rampling), non una psichiatra, bensì la psichiatra, quella che assieme ad Harry ha messo a punto il code, permettendo a Dexter di convivere con la sua natura. Vogel vorrebbe poter tramandare il codice, vorrebbe che Dexter fungesse da padre spirituale per un giovane sociopatico bisognoso di insegnamenti, ma tutti i suoi piani saltano quando è la stessa Vogel ad essere minacciata da – si presume – un suo vecchio paziente, il Chirurgo del Cervello. Evelyn Vogel, in cambio dell’aiuto del Macellaio di Bay Harbor a togliere di mezzo il suo persecutore, si offre di aiutare a ricostruire il fondamentale rapporto tra Dexter e Deb (Jennifer Carpenter), messo a dura prova dal season finale della settima stagione.

Sono accadute tante cose nell’arco di ben novantasei episodi, abbiamo assistito alla prima indimenticabile stagione, siamo rimasti ammutoliti dalla quarta inaspettata stagione, ci siamo suppati in silenzio un sacco di riempitivi messi lì con l’arroganza di fingersi depistaggi, ma adesso è finita: non vedremo più quella zanzara spiaccicata sul braccio, non leggeremo più il nome di Manny Coto nei titoli di testa pensando ogni volta “uh, come mani-cotto”. It’s over. E non è finita nel migliore dei modi, dato che questo season finale, questo series finale, non assecondando nessuno dei probabili epici epiloghi che avevamo in mente dall’inizio, ne crea uno paradossale ed inutilmente drammatico, uno di quelli che forse preferiremmo non aver visto. Forse. Mai.

Ma alla fin fine il Blood Guy è stato un nostro amico, un nostro grande amico, gli abbiamo voluto bene e un po’ ci dispiace la consapevolezza di non poter più avere sue notizie. Certo, avrebbe potuto sfancularci molto meglio di così.

Dexter – Season 8 (U.S.A. 2013)
Ideato da: James Manos Jr.
Tratto da: Darkly Dreaming Dexter di Jeff Lindsay
Sceneggiatura: Jeff Lindsay, James Manos Jr., Scott Buck, Manny Coto
Regia: Ernest Dickerson, Steve Shill, John Dahl
Cast: Michael C. Hall, Jennifer Carpenter, David Zayas, C.S. Lee, Charlotte Rampling, Darri Ingolfsson
Genere: crime, drama, black comedy, code
Programmazione in U.S.A.: dal 30/06/2013 al 22/09/2013 su Showtime
Programmazione in Italia: dal 13/09/2013 su Fox Crime
Se (proprio) ti piace guarda anche: no, non ce la faccio.

Just for the record, si parla molto più approfonditamente del series finale, l’episodio 8×12, Do you remember the monsters? qui.
La felicità è reale solo quando...
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4 Commenti

  1. MrJamesFord 23 settembre 2013
  2. Giampaolo 26 settembre 2013
    • StepHania Loop 29 settembre 2013

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