Django Unchained (2013, Quentin Tarantino)

Who Was That Nigger?

A tre anni dall’osannato Inglorious Basterds, Quentin Tarantino torna con un progetto che ha fatto storcere il naso a molti – Spike Lee in primis – nel quale racconta, tra citazionismi intelligenti e caratteristici spargimenti di sangue, la storia dello schiavo Django, del suo rapporto con il dottor King Schultz e del suo viaggio alla ricerca dell’amata, venduta a sua volta come schiava al volubile Candie. Un’opera con una forte componente ludica, certo, ma anche un’opera dall’estremo potere antirazzista (alla faccia di Spike Lee).

Ci sono due modi di accostarsi a questo re dei nostri tempi: pensare che i suoi film siano puro intrattenimento o pensare che le sue siano opere in grado di andare oltre. L’irriverenza dei suoi racconti, dopo aver dipinto Hitler
come un omuncolo isterico in Inglorious Basterds, porta qui il regista e sceneggiatore a ridicolizzare il Ku Klux Klan, rappresentandolo come un manipolo di stupidi, incapaci di gestire un copricapo. Non è forse la ridicolizzazione del
male uno dei modi per espiarlo?
Non è forse quel ripetere ossessivamente “nigger”, a volte per bocca degli stessi schiavi, una forma di esorcismo? Alla luce dei suoi ultimi lavori, sarebbe davvero riduttivo ritenere Tarantino solo un cantastorie sanguinario privo di dietrologie.

Apparentemente meno potente e compatto di altre opere di Tarantino, Django Unchained inizia con l’omaggiare un filone cinematografico molto amato dal regista, lo spaghetti western di Leone e Corbucci, ma se ne distacca presto, diventando intrattenimento e contraddizione, spettacolo e denuncia.

Il regista e sceneggiatore del Tennessee mette in scena ancora una volta la vendetta del più debole e crea la sua versione dell’eroe senza macchia e senza paura, un pistolero di colore (?), attorno al quale ruotano i principali sentimenti umani: l’amore per la moglie, Broomhilda (Kerry Washington); l’amicizia con il Dottor Schultz (Waltz), ex-dentista diventato un cacciatore di taglie, tedesco dal linguaggio forbito che si sente imbarazzato dal possedere uno schiavo; la rabbia nei confronti di Stephen, diventato uno schiavo-negriero dei suoi stessi “dipendenti”. Ed è proprio il personaggio di Stephen (Samuel L. Jackson) a mettere in chiaro che non c’è posto per il buonismo in questa pellicola: dimenticate tutto ciò che Hollywood ha deciso di raccontarvi sulla schiavitù di quegli anni, dimenticate la simpatica servotta che invoca Miz Rozela.

Con i fugaci ed originalissimi movimenti di macchina a cui ci ha abituati e supportato dalle sue geniali scelte musicali (da Ennio Morricone alla nostra Elisa) e dalla bella fotografia di Robert Richardson, Tarantino dirige un cast che non sbaglia un colpo: superba la prova di Christoph Waltz, già vincitore del Golden Globe e pronto pronto a ricevere il suo Oscar, ma altrettanto fenomenali risultano le interpretazioni del crudele e sardonico Leonardo DiCaprio e di un quasi irriconoscibile e sprezzante Samuel L. Jackson. Terzetto, questo, che ruba più di una volta la scena al protagonista, Jamie Foxx, assistito, in una delle sequenze finali, da uno scoppiettante e fugace cameo di Tarantino stesso.

Sapendosi prendere i suoi tempi, Tarantino riesce ancora una volta in ciò che sa fare meglio: scrivere (bene) una
sceneggiatura serissima e rappresentarla (bene) in maniera ironica ed irriverente
, andando a delineare, più che uno stile, ciò che oramai potrebbe essere definito un genere. Quentin, lo sai di chi sei figlio tu?

Django Unchained (U.S.A. 2012)
Regia: Quentin Tarantino
Soggetto: Quentin Tarantino
Sceneggiatura: Quentin Tarantino
Fotografia: Robert Richardson
Montaggio: Fred Raskin
Cast: Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Kerry Washington, Samuel L. Jackson et al.
Genere: western, drammatico, tarantinate
Data d’uscita italiana: 17 gennaio 2013
Se ti piace guarda anche: un Tarantino o un vecchio Django, fai tu.

La felicità è reale solo quando...
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15 Commenti:

  1. Giampaolo 16 gennaio 2013
    • StepHania Loop 17 gennaio 2013
  2. persogiàdisuo 17 gennaio 2013
    • StepHania Loop 17 gennaio 2013
  3. Giacomo Festi 20 gennaio 2013
    • StepHania Loop 20 gennaio 2013
    • Giacomo Festi 23 gennaio 2013
  4. Babol 21 gennaio 2013
    • StepHania Loop 21 gennaio 2013
    • dottor Massis 23 gennaio 2013
    • StepHania Loop 7 febbraio 2013
  5. Denny B. 1 febbraio 2013
  6. StepHania Loop 11 febbraio 2013
  7. Remo Tomasi 3 febbraio 2016
    • StepHania Loop 3 febbraio 2016

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