Dodici (2013, Zero Calcare)

La Coscienza di Zero

Zero Calcare, al secolo Michele Rech, meglio conosciuto come “testa a banana”, non è di Roma, è di Rebibbia. La differenza c’è eccome, dato che “ogni quartiere ha il suo ritmo. Rebibbia per me aveva un ritmo lento, come una lagna dei Radiohead. Come Karma Police“. Solo che in Dodici la sua Rebibbia viene invasa dagli zombi e bisogna scappare, occorre raggiungere “le sacche di resistenza di Tivoli” e mettersi in salvo.

C’è un motivo, anzi più di uno, perché questo quarto lavoro della gallina dalle uova d’oro del web, figlio legittimo della blogosfera, si intitola Dodici, ma sarebbe inopportuno spiegarlo. Zero Calcare, il personaggio, si fa da parte in questo racconto
attraverso un artificio narrativo, per lasciare spazio alla neoarrivata
Katja, allo scurrile amico Cinghiale e soprattutto all’amico di una vita,
conosciutissimo dagli aficionados, Secco. Mentre Zero c’ha la
fissa per i plumcake (chi non ha mai ardentemente desiderato la shopping
bag con la scritta “capienza: 50 plumcake“?), le selezioni alimentari di Secco sono ancora più raffinate: il Soldino. Solo i
nati negli anni ’80 (tipo me) possono ricordare il Soldino e il suo bottoncino di cioccolato da lasciare rigorosamente come ultimo boccone. Ed è proprio ai nerd nati
negli anni ’80 ed alle loro caratteristiche che il fumettista spesso si rivolge: dai ricordi di
infanzia, dai videogiochi dell’epoca, all’attuale mancanza di entusiamo ed alla dipendenza dalle serie tv.
C’è un piano per scappare, come in ogni horror a tema: Er Paturnia,  mosso più dalla “responsabilità sociale del bullo” che dal bisogno di leadership e salvezza, ha organizzato la fuga dei pochi superstiti di Rebibbia. Si parte domani, da piazza del mammuth (sì, c’è anche la faccenda del mammut). Ovviamente il piano serve solo a far andare le cose non secondo i piani, per cui l’allegra combriccola si troverà a lottare contro il tempo e gli zombi per portare in salvo uno di loro, rimasto ferito in circostanze misteriose.

I personaggi e gli aneddoti citati da Zero in questo Dodici sono
davvero tanti: da Ermete a Er Paturnia, da Sirio il Dragone de I Cavalieri dello Zodiaco (che poi è stato la
mia prima cotta, eh…) al solito Ken il Guerriero, passando però incidentalmente un attimo anche per
Peppa Pig; dal “Cristo di Hokuto” a quellammerda di Shane di The Walking Dead, fino a citare George Romero e, para para, una scena da 28 Giorni Dopo. L’Armadillo sembra non esserci, ma poi c’è, così come i plumcake.

Col suo stile narrativo tipico, tra ironia, malinconia e nostalgia della pre-adolescenza (cui segue l’adolescenza lunga e poi la morte), il fumettista romano di Rebibbia sfrutta spesso un contesto ludico per raccontare qualcosa di diverso, per niente superficiale. Mentre nelle strisce del suo blog, pubblicate teoricamente ogni maledetto lunedì su due, i tempi sono ristretti come quelli di un cortometraggio, nei suoi libri l’autore può prendersi la libertà di dilatare la narrazione; libertà che però spesso, e soprattutto in questo caso, non gioca a suo favore. Come è solito fare, Zero inserisce numerosi flashback nelle sue storie, invertendo gli stratagemmi cinematografici: se il presente è, come nel suo stile, in bianco e nero (e rosso, a dirla tutta), in questo Dodici gli avvenimenti del passato sono rappresentati a colori.

Eppure sembra mancare qualcosa in questo Dodici. Forse è quel finale non-finale che non soddisfa il lettore a pieno, o forse le aspettative altissime per ogni sua pubblicazione fanno sì che Dodici non sembri (almeno dopo la prima lettura) all’altezza de La Profezia dell’Armadillo e ancor più di Un Polpo alla Gola. Oppure è il tema dell’appartenenza ad un luogo, leitmotiv di questo lavoro, che non colpisce me personalmente. Eppure vale la pena leggerlo: l’amico Calcare sa raccontare, sa essere sincero, sa far riflette e sa far ridere. Anche se a volte al riso segue un sorriso amaro.

Mo forse sembra più No Surprises. Ma so’ sempre i Radiohead“.


Dodici (Italia – 2013)
Autore: Zero Calcare – Michele Rech
Genere: fumetto, plumcake
Data di Pubblicazione in Italia: 17/10/2013
Se ti piace leggi anche:
La Profezia dell’Armadillo (2011), Un Polpo alla Gola (2012), Ogni Maledetto Lunedì Su Due (2013).
La felicità è reale solo quando...
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Un Commento

  1. Jean Jacques 22 ottobre 2013

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