Downton Abbey – Terza Stagione (2012, ITV)

I’m so looking forward to seeing your mother again. When I’m with her, I’m reminded of the virtues of the English.

Non è Dexter, non è Homeland, non è Game of Thrones: quando un episodio finisce, non venderesti come ricambio d’organi ai cinesi il tuo compagno di banco per vedere i primi minuti di quello successivo. Ma Downton Abbey sa essere una serie elegante, realizzata con gusto, divertente e nella quale, se due si devono sposare, allora si sposano: se non si fa in tempo in questo episodio, si sposano in quello successivo, promesso – ‘che non è che possiamo perdere una serie appresso a ‘ste cose, pellamiseria.

Apparentemente meno storicizzata delle due antecedenti, questa stagione ci risparmia la pessima scenografia della trincea di guerra (brividi al solo ricordo) e ci dà un punto di vista ingannevolmente più interno alla narrazione.
Lord Grantham s’é fumato la dote di Cora in un investimento sbagliatissimo e la stessa Downton sembra essere in pericolo quando cousin Matthew, erede della stessa, si rifiuta di usare, per salvare la tenuta, l’inaspettata eredità ricevuta da parte del defunto patre della – anche lei – defunta Lavinia Swire. Nel frattempo, l’adorabile Anna fa di tutto per trovare la prova che scagioni definitivamente Mr. Bates (break in, break out, save your husband’s life). Tanti i personaggi che devono ricorrere ad una medicina ancora acerba rispetto a quella che conosciamo e una società che emargina le ragazze madri e condanna l’omosessualità come reato. Avvenimenti apparentemente scissi gli uni dagli altri, ma che si proiettano tutti in un quadro più grande: siamo nel 1920, la guerra è finita e il mondo sta cambiando. Tempi difficili per Lord Grantham, il buon vecchio Carson e la vispa nonnetta Violet, gli unici conservatori (benché immaginari) che mi siano mai stati simpatici.
Indubbiamente vi è qualche falla nella sceneggiatura di Julian Fellowes: alcuni personaggi, tra i quali nonna Martha e la fugace e inutile cuginetta Rose, non vengono analizzati e delineati a dovere, ma, soprattutto, la serie carica, forse troppo, fino al quinto episodio – dove un gravissimo lutto colpisce i piani alti della tenuta – per poi andare un po’ scemando nei restanti tre. Altrettanto sicuramente, però, vi è del coraggio nella scrittura, che, oltre ad avere l’audacia di far fuori il personaggio più amato dal pubblico, ha la sfacciataggine, nel season finale, di far provare allo spettatore (e anche a Mr Bates) pena e compassione per un personaggio spregevole e disonesto sin dall’inizio. 
L’irresistibile dizione old english e la galleria di personaggi mantengono le loro promesse: nel sottoscala, oltre alla dolce e saggia Mrs. Hughes, a quella carogna della O’Brien ed al già citato Carson (per il quale è inammissibile che le Sue Signorie mangino del cibo passato per le mani di una ex-prostituta) faranno il loro ingresso due camerieri e una nuova sguattera per l’indaffaratissima Mrs. Patmore. Ai piani superiori si avrà l’occasione di ospitare la spumeggiante nonna materna delle giovani Crawley, interpretata niente popò di meno che da Shirley MacLaine. A brillare più di tutti, però, è la classista, inopportuna, retrograda ed irrestibile nonna Violet (Maggie Smith), che regala freddure e sentenze memorabili anche in questa stagione.
Ancora, purtroppo, non è certo che Downton Abbey verrà confermata per una quarta stagione, mentre pare sicuro lo spin-off / prequel sulla relazione tra Robert e Cora Crawley, conte e contessa di Grantham. Mbah.

U.K. – messa in onda: dal 16/09/2012 al 04/11/2012 su ITV.
ITALIA – programmazione: autunno 2013 su Rete 4 (doppiata male).
La felicità è reale solo quando...
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Un Commento:

  1. Lisa Costa 13 novembre 2012

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