Dylan Dog: Dead of Night, di Kevin Munroe

“Non Serve Un Piano, Solo Pistole Più Grandi”

Il problema di Dylan Dog – Il Film, se di problema si vuol parlare, non è l’assenza di Londra, il colore sbagliato del Maggiolino, la mancanza di Groucho e di Bloch, Rupert Everett o l’assenza di qualsiasi caratteristica legata al fumetto (fatta eccezione per le due citazioni: “Giuda ballerino” e “il mio quinto senso e mezzo…”); il problema del film è che fa schifo. I vampiri di Buffy, il sangue di True Blood, i licantropi di Underworld si snodano caoticamente e senza suspense in una sceneggiatura sbragata su di una regia mediocre, fatta di piani fissi ed effetti speciali da Movie Maker. Un B-Movie privo d’orgoglio, insomma, che non convince neanche isolato dalla sua naturale ispirazione. Da salvare solo l’omaggio a Sclavi, autore originario del soggetto, impersonato da un personaggio secondario, la presenza di zio Peter Stormare (Prison Break, Constantine) nei panni del mafiosone (ovviamente) dei licantropi e un paio di situazioni attorno agli zombies davvero divertenti. Tutto il resto è da dimenticare.
La felicità è reale solo quando...
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