Elysium (2013, Neill Blomkamp)

Elysium (2013, Neill Blomkamp)
C’erano uno Spagnolo, un Francese e un Inglese

Siamo nel 2154 è la terra è un immondezzaio nel quale sono rimasti solo poracci e delinquenti. I delinquenti parlano spagnolo. I ricchi se ne sono andati su Elysium, una sorta di navicella a forma di volante dotata di ogni comfort. I ricchi parlano francese. Elysium è un film scritto e diretto da Neill Blomkamp, classe ’79, che è sudafricano e che quindi (teoricamente) dovrebbe parlare inglese. Quindi c’erano uno spagnolo, un francese e un inglese, un’assurda concezione dell’Europa ed un film che non avrei visto se non fosse stato di Blomkamp.

Max, ovvero quel cinghialotto di Matt Damon (che Blomkamp proprio non voleva), è uno dei poracci, un ex-criminale dei bassifondi, che cerca la redenzione rigando dritto e sgobbando in beffa alla 626 (e pure alla 313), fino a che, pur di non perdere il lavoro, rimane coinvolto in un brutto incidente che gli lascia addosso solo pochi giorni di vita. A quel punto non gli resta che tentare il tutto e per tutto cercando di arrivare ad Elysium, dove il livello di conoscenze e tecnologie è in grado di curare la qualunque. Ed è così che Blomkamp ci riprova con la sua critica al degrado della nostra società, creando ambientazioni e abiezioni molto vicine a quelle del suo District 9, uno di quei film che se non t’é piaciuto c’hai problemi. Però qui qualcosa, ben più di qualcosa, non funziona.
Il capo del cinghialotto è una merda, ma il capo del capo del cinghialotto (William Fichtner, Prison Break) è ancora più merda. Ma a dirla tutta il premio merda tra le merde lo vince il Ministro della Difesa di Elysium, Jodie Foster, che per assicurarsi la continuità del ruolo si affida ad un mercenario zozzone e schizzato, interpretato (bene) da Sharlto Copley (District 9, Open Grave). Questa panna di merda, però, non ha alcuno spessore, alcuna motivazione, alcuna profondità. I personaggi di quest’opera sono stereotipi allo stato puro, banali e prevedibili come quelli di qualsiasi film da pomeriggio d’estate di canale cinque.
Quindi Elysium fa schifo? No. Non fa schifo, anzi è girato benissimo: quella di Blomkamp è una regia frenetica, delirante, indiavolata nella camera a mano che accompagna le sequenze d’azione; è una regia solida, massiccia e compatta nella camera fissa che ritrae le scene di contrapposizione tra sfarzo e miseria. L’uso del sonoro si rivela riuscitissimo ed anche fotografia ed ambientazioni, dal canto loro, se la cavano, mentre gli effetti speciali ci regalano una navicella molto simile a quella della serie Halo e delle capsule mediche somiglianti a quelle viste recentemente in Prometheus. Ma ciò che non funziona è, purtroppo, proprio la sceneggiatura dello stesso Blomkamp, che non regge, inciampa, si trascina senza lasciare niente allo spettatore.
Per cui, a malincuore, Elysium va ad inserirsi nello scaffale della roba inconsistente, ma girata benissimo di cui si parlava qualche settimana fa, tra Man of Steel e Trance. E non c’è niente che mi faccia incavolare di più di una confezione sbrilluccicosa e ammaliante che racchiude una scatolina vuota, soprattutto se mi viene regalata da registi (Snyder, Boyle e Blomkamp) da cui mi aspetto (ancora) grandi cose.

Elysium (U.S.A. 2013)
Regia: Neill Blomkamp
Sceneggiatura: Neill Blomkamp
Cast: Matt Damon, Jodie Foster, Sharlto Copley, William Fichtner, Alice Braga, Diego Luna
Genere: fantascienza scritta male e girata bene
Titolo italiano: Elysium
Data d’uscita italiana: 29 agosto 2013
Se (proprio) ti piace guarda anche
La felicità è reale solo quando...
Condividimi!
Evernote

Un Commento

  1. MrJamesFord 2 settembre 2013

Lascia un Commento