Evil Dead – La Casa (2013, F. Alvarez)

Evil Bad – La Cassa

Evil Dead è un film del 1981 (io non c’ero), girato con pochi spicci, in una casa abbandonata, col pranzo al sacco e nei fine settimana, da un Sam Raimi poco più che ventenne e con la produzione di Robert Tapert. Dato che la baita abbandonata (andata distrutta poco dopo la fine delle riprese) non aveva né botola né seminterrato, la botola e la cantina se le sono portate da casa rispettivamente Raimi e Tapert. Beh, più o meno. L’automobile presente nel film è quella dello stesso Raimi, una Oldsmobile Delta 88, che a partire da quel momento diventerà talmente cara al regista da essere utilizzata per molte delle sue pellicole a venire, inclusi i recenti Spiderman. In Italia Evil Dead esce nel 1984 (io c’ero, ma ancora non parlavo) con il titolo La Casa, dando vita al mercato immobiliare dell’horror. A la casa mia, il film passa (rigorosamente in VHS) attorno al 98/99, portandosi via qualche nottata di sonno.

Ora, io avrei voluto saltare tutto il pippone del “remake sì – remake no“, uscendomene con un attuale e mainstreamissimo “decideremo volta per volta“, però quando un film girato quasi per gioco diventa un cult e dà via a (più di) una saga, allora non è più un film, diventa una creatura, in questo caso la creatura di Raimi, Tapert e Bruce Campbell, e se Raimi, Tapert e Campbell decidono di affidarne il remake a Fede Alvarez perché è piaciuto loro il suo cortometraggio, allora sia. Do la mia benedizione al progetto. E poi, vuoi mettere gli effetti speciali odierni coi soldi di cui dispongono Raimi e Tapert oggi?
Ecco, io mi immagino Fede Alvarez come lo studente che, durante il compito il classe, ha il professore dietro di sé che sbircia proprio sul suo foglio, ‘che pure che lo studente non sta copiando e pure che le cose le sa, c’ha la manina che trema dall’ansia, perché di sicuro il professore le cose le sa meglio di lui. E Alvarez ci prova a compiacere il professore mentre guarda la sua manina tremante, inserisce alcune frasi proprio come gli erano state spiegate a lezione, ci mette pure le carte da gioco sul tavolo e la Oldsmobile Delta 88 (su cui siede Mia in una delle scene iniziali) così cara al prof. Raimi. Fa un bel compitino Alvarez, ma quando è il momento di riportare in bella copia ed il prof è tornato in cattedra a leggere il giornale, Fede c’ha uno sproporzionato moto d’ego e ci aggiunge il dramma familiare, il tema della droga e il prologo da dementi.
E quindi che avresti voluto, Moidil? Un remake pedissequo dell’originale? No, tutt’altro, davvero. Avrei voluto il citazionismo de La Casa originale riportato alla nostra epoca, alle nostre opere. Avrei voluto la contestualizzazione storico-cinematografica dell’originale corretta ed attualizzata ai nostri giorni. Avrei voluto vedere l’ironica, paradossale, grottesca isteria che ha caratterizzato i sequel ufficiali far capolino dalla botola. E invece ho assistito ad un film serioso, pesante e pieno di sussieguo, del quale non sentivo alcuna necessità.
La felicità è reale solo quando...
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8 Commenti:

  1. MrJamesFord 13 maggio 2013
    • StepHania Loop 19 giugno 2013
  2. Beatrix Kiddo 14 maggio 2013
    • StepHania Loop 19 giugno 2013
  3. visionesospesa 17 maggio 2013
  4. Jean Jacques 22 maggio 2013
    • StepHania Loop 19 giugno 2013
  5. Mr Ink 18 giugno 2013

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