I film in sala dal 23 febbraio: Barriere, Jackie e T2 Trainspotting

La rubrica (che tutto il mondo ci infischia) sui film in uscita al cinema

Mancano pochi, pochissimi giorni alla cerimonia di premiazione degli Oscar… e ci sta già prendendo il magone. Questa, infatti, è l’ultima settimana di uscite in sala ghiotte e potenzialmente vincitrici dei premi più ambiti del cinema. Dopo quasi due mesi di programmazioni ad alti livelli, dalla prossima settimana torneremo alla temuta “normalità”.

Godiamoci questo giovedì, che prevede l’uscita di BarriereJackie e persino Trainspotting 2, dei quali parleremo tra poco. Nel frattempo, per dovere di cronaca, in verità ti dico che in sala troveremo anche:

  • Beata Ignoranza, di Massimiliano Bruno con Alessandro Gassmann, Marco Giallini cui vogliamo bene purché non ci sia Carolina Crescentini. Scontri di pensiero sulle tecnologie moderne in una commedia che non mi va di vedere. Qui il trailer, se proprio ci tieni.
  • The Great Wall, con Matt Damon, Willem Dafoe e Pedro Pascal, che non è il parrucchiere della Guzzanti quando imitava la Marini, ma il “Prince Oberyn” di Game of Thrones. Il grande muro, il murone, è la muraglia cinese. Negli States, dove il murone ancora non c’è, il film è stato spernacchiato sonoramente. Trovi il trailer qui, just in case.
  • La Marcia dei Pinguini – Il Richiamo, documentario di Luc Jacquet sulla migrazione di un pinguino imperatore. Il pastafarianesimo insegna quanto i pinguini siano esseri malefici, crudeli e sanguinari. Creature immonde che popolano l’inferno. Solo Pif, che presta la voce alla versione italiana, è più cattivo di loro. Un tale concentrato di perfidia che no, non linko neanche il trailer.

Platealmente Perfido, la rubrica sui film in uscita al cinema.

Barriere (Fences)

Consigliato: Yep
Genere: drammatico
Durata: 138 minuti
Cast: Denzel Washington, Viola Davis, Russell Hornsby, Stephen Henderson, Jovan Adepo
Trama:

Pittsburgh, 1950. Troy Maxson (Washington) è un ex promessa del baseball che lavora come netturbino in un quartiere di bianchi. Fa di tutto per garantire una vita dignitosa alla moglie Rose (la Davis) ed ai figli Lyons e Cory. Ma sotto sotto (e neanche tanto sotto) Troy è un uomo autoritario, un padre arido ed un marito fedifrago cui la vita presenta il conto.

Dico io:

Il film ha avuto una storia piuttosto travagliata. Innanzitutto è tratto da un’opera teatrale (Fences) del 1983 di August Wilson, vincitore del Pulitzer proprio per questo lavoro. L’opera è stata riadattata per il cinema da Tony Kushner; nonostante questo è il nome di Wilson, morto nel 2005, l’unico a comparire come sceneggiatore della pellicola. Il progetto di un film è stato più volte ponderato, ma lo stesso August Wilson si era fortemente opposto, a meno che a dirigerlo non fosse stato un afroamericano. E chi meglio di Denzel Washington, qui alla sua terza prova da regista e nelle vesti di protagonista?

Barriere è attualmente candidato a quattro premi Oscar: film, sceneggiatura non originale, attore protagonista e attrice non protagonista. Viola Davis, che convince sin dal trailer, si è già aggiudicata il Golden Globe come miglior attrice non protagonista.

Critica: Metascore 79/100; Tomatometer 93%.

Trailer ita:

Jackie

Consigliato: Yep
Genere: biopic, drammatico
Durata: 91 minuti
Cast: Natalie Portman, Greta Gerwig, Peter Sarsgaard, Billy Crudup
Trama:

22 novembre 1963, Dallas, Texas. Il Presidente degli Stati Uniti, John F. Kennedy, viene assassinato accanto alla moglie e dinanzi alla folla durante un corteo a Dealey Plaza. La moglie, Jacqueline, si troverà non solo a dover fronteggiare il dolore per la perdita di JFK, ma anche a dover organizzare uno dei funerali che rimarrà nella testa e nel cuore del popolo americano. Fatti, ricordi ed emozioni sono organizzati usando come espediente un’intervista alla stessa Jackie, ispirata alla reale intervista di Theodore H. White per Life.

Dico io:

Stephen King ci ha fatto una capa tanta sul 22 novembre 1963: un momento spartiacque della storia, un evento tragico che ha segnato le coscienze degli americani e ne ha dettato significative conseguenze. Anche per questo l’operazione di Pablo Larrain e dello sceneggiatore Noah Oppenheim risulta complessa e forse – dico forse – un po’ troppo rischiosa, visto il personaggio in ballo. È inutile che nasconda che l’ho già visto e che lo ritenga un film solido, ben diretto e ben interpretato, ma molto più distante di quanto mi aspettassi.

La dea Natalie Portman dipinge una Jacqueline mutevole e smarrita, ma sempre – dico sempre – di una compostezza esemplare, ai limiti dell’umano. Persino nel modulare la voce la Portman non si concede mai – dico mai – una nota isterica. Ahimè, a giudicare dal trailer in italiano (qui sotto) temo che questo aspetto sia andato perso nel doppiaggio. Dal canto suo, Peter Sarsgaard, qui nel ruolo di Bob Kennedy, non fa che da contorno, senza poter rendere merito al suo talento.

Jackie è attualmente candidato a tre premi Oscar: costumi, colonna sonora e miglior attrice protagonista.

Critica: Metascore 81/100; Tomatometer 89%.

Trailer ita:

T2 Trainspotting (Trainspotting 2)

Consigliato: Meh
Genere: drammatico
Durata: 118 minuti
Cast: Ewan McGregor, Robert Carlyle, Jonny Lee Miller, Ewen Bremner
Trama:

Sono passati giusto 20 anni da “il maxitelevisore del cazzo, la lavatrice, la macchina”, da quando Renton è scappato con le sedicimila sterline. Adesso quel fetente si ripresenta a casa, dove Sick Boy, Spud e Begbie vogliono giustamente fargli il culo. Di più non voglio sapere. Tra l’altro T2 Traispotting è solo liberamente ispirato a Porno, il reale sequel letterario firmato dallo stesso Irvine Welsh nel 2002, nove anni dopo l’uscita del romanzo Transpotting.

Dico io:

Ho paura. Ho paura perché Trainspotting (1996) ha segnato un’epoca, la mia epoca. Non si tratta della paura ottusa dei detrattori alla Ghostbusters, ma di quel timore cieco, sordo ed inesorabile che sussurra un “per quanto possa essere un sequel valido, non sarà mai valido come lo avrei voluto io”. Ho paura che quelle scene, reiterate allo stesso modo, con gli stessi protagonisti invecchiati (e forse imborghesiti) strizzino l’occhio proprio a me. E ad un fan di Trainspotting non puoi strizzare l’occhioCazzo.

L’allegra combriccola del primo capitolo resta invariata: alla regia troviamo nuovamente Danny ♡ Boyle, sceneggiatura e adattamento sono di nuovo nelle mani di John Hodge. Nel cast ancora una volta Ewan McGregor, Robert CarlyleJonny Lee MillerEwen Bremner, Kelly Macdonald. Il lavoro, la carriera, la famiglia ed il “maxitelevisore del cazzo” però diventano “facebook, twitter, instagram”.

Ho paura. Non so se mi sento pronta per Trainspotting 2. “Le ragioni? Non ci sono ragioni”.

Critica: Metascore 62/100; Tomatomer 76%.

Trailer ita:
La felicità è reale solo quando...
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Un Commento:

  1. Giulia 23 febbraio 2017

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