GHOSTS OF HALLOWEEN 2014: Il Corvo – The Crow (1994, Alex Proyas)

Sbalordito il Diavolo Rimase 
Quando Comprese Quanto Osceno Fosse il Bene

Questo post aderisce all’iniziativa Ghost of Halloween, proposta da Arwen de La Fabbrica dei Sogni e  prontamente accettata dalla community sempre dedita e bendisposta allo spargimento di sangue. In coda a queste futili righe trovate l’elenco dei link degli amichetti che hanno aderito. Da queste parti sono stati messi da parte streghe, demoni e fantasmi, forse più consoni alla tradizione, in favore de Il Corvo, pellicola conosciutissima e maledetta, ambientata proprio nella “Notte del Diavolo” (tra il 30 e il 31 ottobre), simbolo di una generazione di dark ed emblema di un corvo che funge da tramite tra il regno dei morti e quello dei vivi per permettere ad un’anima rabbiosa e sofferente di perpetrare la sua giusta e necessaria vendetta.

Era il 1994 l’anno nel quale la pellicola di Alex Proyas uscì in sala. Era nel 1994 – quando i fumetti venivano chiamati ancora così e non graphic novel – che questa trasposizione del fumetto di James O’Barr raggiunse i pochi che ancora non ne conoscevano l’esistenza. Era il 1994, l’anno della morte di  Kurt Cobain e dell’inaugurazione del tunnel della Manica, l’anno nel quale questa pellicola conquistava mezzo mondo grazie a quella sua essenza moderna eppure così in bilico tra il tardo romaticismo e il pieno decadentismo. Una sensazione, quasi una sorta di presagio, quella lasciata da Il Corvo, talmente radicata storicamente e culturalmente, che difficilmente potrà segnare allo stesso modo chi solo adesso si approccia a quest’opera tanto imperfetta quanto grande.

È la notte che reca con sé Halloween e quattro criminali fanno scempio di Eric Draven e Shelly Webster, giovane coppia felice, innamorata ed intenzionata a sposarsi il giorno successivo. Eric viene gettato dalla finestra e muore sul colpo, mentre Shelly dovrà subire ogni tipo di violenza e morirà in ospedale dopo trenta lunghe ore di agonia. Un sentimento puro come l’amore perfetto, tranciato dagli eventi al suo punto di massimo, diventa più forte, diventa immortale, diventa eterno.

Un anno dopo un corvo imperiale si posa sulla lapide di Eric per permettere al cuore del giovane, colmo di dolore e collera, di pareggiare i conti. È così che Eric Draven fa ritorno dal mondo dei morti e si reca nell’appartamento precedentemente condiviso con Shelly, dove, dopo aver rivissuto la sua morte e le violenze perpetrate alla sua amata, si veste di nero e si trucca da pagliaccio/Pierrot per prepararsi alla sua missione: vendicare la morte di Shelly uccidendo T-Bird, Skank, Funboy, Tin Tin e Top Dollar. Il Corvo è una lotta tra il male puro e banale e il male moralizzato e giustificato, ma, se non conoscete questa storia, l’unica cosa che potreste fare è un salto indietro negli anni ’90 e vederla, viverla, ascoltarla.

Già, perché la colonna sonora del film merita di sicuro una menzione a parte, non solo perché Eric Draven è un musicista anni ’90, con il distorsore e la chitarra elettrica, ma anche perché la soundtrack può vantare nomi del calibro di The Cure, Nine Inch Nails, Stone Temple Pilot, Rage Against The Machine e tanti altri. Una colonna sonora che ruggisce e confonde, distorce e commuove, una colonna sonora che sembrerebbe quasi diventare più importante della storia in sé.

Una storia romantica, rabbiosa, gotica, presuntuosa e decadente che, estrapolata dal suo contesto, potrebbe semplicemente passare per un classico revenge movie, ma che, contestualizzata, assume tutte le connotazioni del film tetro, oscuro e tenebroso. Ovviamente non ci si riferisce solo al binomio eros e thanatos, ma anche alla morte di Brandon Lee, interprete principale di questo cupo gioiello, avvenuta sul set a tre giorni dalla fine delle riprese e dovuta ad un’arma scenica erroneamente caricata. Una dipartita che ha lasciato di stucco il pubblico e costretto la produzione a ricorrere a controfigure e grafica computerizzata (nel 1993!) per poter portare a termine le ultime sequenze e conferire definitivamente al film il titolo di “maledetto”.
Pur lasciandosi andare fin troppo spesso a frasi e personaggi grossolani e pacchiani (ehi, erano pur sempre gli anni ’90), Il Corvo ha anche il merito di aver portato sullo schermo una metropoli (Detroit) cupa e morbosa, rappresentata da una fotografia buia e sofferente, con una regia che strizza spesso l’occhio ai videoclip contemporanei (palestra dello stesso Alex Proyas) e uno stile che ha posto le basi per molte – forse troppe – opere successive.

Il Corvo ha infatti avuto tre deludentissimi seguiti (qui anni fa si farneticava del quarto) e sembrerebbe sia già previsto un remake con Luke Evans, che sarà quasi certamente una boiata: dopo il bidone di Fresnadillo (28 Weeks Later), la regia è passata all’attualmente esordiente F. Javier Gutiérrez, mentre il ruolo di Eric è arrivato ad Evans (Dracula Untold) dopo il rifiuto di Tom Hiddleston, Ryan Gosling, Bradley Cooper, James MacAvoy ma anche di – udite udite – Mark Wahlberg e Channing Tatum. Con tali premesse…

N.B.: Così, giusto per dire, quei geni di Dario Argento, Cameron Diaz, River Phoenix e Christian Slater rifiutarono per la pellicola originale del 1994 rispettivamente il compito di regista ed i ruoli di Shelly ed Eric perché la storia non garbava loro. Ah, baggiani.

Hanno aderito all’evento Ghosts of Halloween:
La felicità è reale solo quando...
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15 Commenti:

  1. Beatrix Kiddo 31 ottobre 2014
  2. Frank Romantico 31 ottobre 2014
  3. Mari. 31 ottobre 2014
  4. Non c'è Paragone 31 ottobre 2014
  5. Jean Jacques 31 ottobre 2014
  6. Marco Goi 31 ottobre 2014
  7. Lisa Costa 31 ottobre 2014
  8. Denny B. 31 ottobre 2014
  9. Obsidian M 31 ottobre 2014
  10. James Ford 31 ottobre 2014
  11. Manuela Bonci 31 ottobre 2014
  12. bradipo 1 novembre 2014
  13. Mr Ink 1 novembre 2014
  14. Babol 5 novembre 2014

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