Godzilla (2014, Gareth Edwards)

Godzy Godzy Go Go Go!

Per non scandalizzare i giustificati detrattori di Godzilla, diciamolo subito: non è che ci sono buchi nella sceneggiatura, è la sceneggiatura che è proprio un enorme buco. Comunque la si rigiri, la storia di per sé non quadra, racconta quanto di più scontato non si possa immaginare ed il richiamo ad Hiroshima (la genesi di Godzilla si rintraccia infatti nella denuncia degli orrori della seconda guerra mondiale) è demandato a giusto due battute. Eppure, nonostante la stima per Edwards ed il suo intrigante Monsters (2011), io ieri sera chiedevo solo tre cose a quello schermo: mostri grossi, distruzione e Walter White con una maschera antigas. Sono stata pienamente accontentata.

La pellicola si apre nel 1999 nelle Filippine, con il ritrovamento del fossile di un Gojirasauro e di due anomale crisalidi, una delle quali appare insolitamente schiusa. Poco dopo un incidente nucleare a Janjirain, Giappone, sembra avere delle connessioni con quanto scoperto, ma la zona, i fatti ed i decessi vengono occultati all’opinione pubblica ed a distanza di quindici anni solo il supervisore della centrale, Joe Brody (Bryan Cranston mi manchi!), cercherà, seppur ossessivamente, una spiegazione all’accaduto. Il figlio di Joe, dopo il trauma, diventa invece un truzzone dei Marines ‘che a lui ci piace di andare in giro e fregarsene di moglie e figlio. Quando in Godzilla Cranston e Juliette Binoche non sono nell’inquadratura, abbandona la scena anche la recitazione: Aaron Taylor-Johnson (Ford Brody) ed Elizabeth Olsen (la di lui moglie) sembrano fare a gara in quanto ad inespressitività.

Ma questo, fortunatamente, non è un film sugli uomini.

A causa di un nuovo incidente la realtà viene a galla: il responsabile del presunto terremoto alla base dell’episodio del 1999 è un M.U.T.O. (Massive Unidentified Terrestrial Organism) che si nutre di radiazioni (come tutte le creature primordiali) ed emette onde elettromagnetiche in grado di disattivare qualsiasi dispositivo elettrico. Dopo aver seminato morte e distruzione, il M.U.T.O. è deciso a seguire il richiamo della sua M.U.T.A., poiché entrambi hanno l’obiettivo più atavico e credibile che si possa immaginare: la sopravvivenza della specie.

Secondo Le Châtelier, se un sistema viene
perturbato, tenderà in tutti i modi a ripristinare il
suo equilibrio originario. Nel lavoro di Gareth Edwards Godzilla non è la banale forza
cieca della natura che si ribella all’azione umana, ma la perturbazione
di risposta del sistema per ristabilire l’equilibrio. La presentazione e l’interpretazione del mostro vengono lasciate alle parole del Dr. Ishiro Serizawa (il buon Ken Watanabe), capo della ricerca del progetto “mostri grossi” ed unico esemplare d’attore in assenza di Cranston e Binoche.

L’arrivo di Godzilla si fa attendere a lungo ma compensa ampiamente l’attesa: il Gojirasauro di Edwards non è solo un mostro grosso, ma un animale arrabbiato, a tratti lento e spaventato, sofferente ed in difficoltà. Il Godzilla di Edwards, contrariamente alla trama del film, è un mostro fottutamente credibile ed incredibilmente affascinante. Questo Godzilla non lancia treni e petroliere contro i suoi nemici perché un animale non evoluto non lo farebbe. Questo mostro grosso non perde tempo a sterminare coloro che non rappresentano una minaccia per la sua esistenza. Edwards, che oltre a scrivere e dirigere, ha realizzato anche gli effetti speciali di ques’opera, sa il fatto suo e dopo l’estenuante attesa  – colmata dalla presenza dei due kaiju, ugualmente definiti ed a fuoco – ci concede il suo Godzilla, ci dispensa coraggiosamente primi piani dettagliati ed epiche scene di lotta a camera ferma, come solo chi è sicuro di ciò che ha creato può fare.

E’ Godzilla, unico ed ancestrale, il vero eroe della pellicola: un cavaliere oscuro e solitario col culacchione. Questo non è un film sugli uomini. Gli uomini sono solo creature piccole.

Godzilla (U.S.A. – Japan 2014)
Regia: Gareth Edwards
Sceneggiatura: Gareth Edwards
Cast: Bryan Cranston, Juliette Binoche, Ken Watanabe, Aaron Taylor-Johnson, Elizabeth Olsen
Genere: mostri grossi
Data d’uscita italiana: 15 maggio 2014
Se ti piace guarda anche:
un Alien, un Jurassic Park, Cloverfield (2008), Pacific Rim (2013) 
La felicità è reale solo quando...
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6 Commenti

  1. Mr Ink 20 maggio 2014
    • Pierluigi Calogero 21 maggio 2014
    • Mr Ink 21 maggio 2014
  2. Jean Jacques 20 maggio 2014
    • Pierluigi Calogero 21 maggio 2014
  3. James Ford 20 maggio 2014

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