In Primis – Il Pilot di The Refugees / Refugiados (2015, laSexta)

Di punto in bianco sulla Terra ci sono tre miliardi di persone che poco prima non c’erano. Dicono di venire dal futuro, ma di non poterne parlare. Sono venuti a rubarci il lavoro, dice qualcuno; a portarci le malattie, dice qualcun altro. La verità è che, comunque la si voglia vedere, questo pianeta non ha risorse sufficienti per noi ed altri tre miliardi di persone: non viene prodotta passata di pomodoro per tutti. Sono queste le premesse di The Refugees, nuova serie televisiva spagnola (ma in lingua inglese) prodotta da BBC Worldwide ed Atresmedia. I primi due episodi, The Exodus e The Siege, andati in onda il 7 maggio su laSexta, non convincono del tutto, ma pongono le basi per eventuali risvolti “futuri” molto interessanti.

L’occhio dello spettatore è indirizzato verso una piccola comunità rurale, dove vivono il buon Sam (Will Keen), sua moglie Emma (Natalia Tena, Osha in Game of Thrones) e la loro bambina, Ani. Una notte il loro cane inizia ad abbaiare in modo incessante e poco dopo qualcuno bussa insistentemente alla porta: è un giovane sconosciuto, indossa i vestiti di Sam e chiede aiuto. Lo sconosciuto si chiama Alex (David Leon), dice di venire dal futuro. Incurante delle proteste di Emma, Sam gli offre del cibo e gli permette di dormire nel casotto sul retro.

L’inquadratura si allarga, lasciando intendere che il numero dei nuovi arrivati è allarmante e spropositato. I “futuristi” raccontano di appartenere a quel terzo della popolazione mondiale mandata indietro nel tempo dalle autorità per sfuggire ad una enorme catastrofe naturale. La loro salvezza è però subordinata a due semplici regole: i refugiados non possono parlare del futuro e non possono mettersi in contatto con i loro cari. Per assicurare il rispetto di queste direttive, le autorità “futuristiche” hanno impiantato, al di sotto dello sterno dei loro anomali profughi, una sorta di chip luminoso che li rende immediatamente localizzabili.

Eppure qualcosa non torna, dato che Alex non ha il chip e potrebbe non essere chi dice di essere. Mentre la gente fugge dalle città, sempre più popolose e teatro di crimini di ogni ordine e grado, nella piccola comunità in cui vivono Sam ed Emma vengono a galla le prime intolleranze, presto spazzate via dalla presenza della polizia del futuro, approdata nel presente con lo scopo di portare chiunque faccia domande in dei non ben definiti campi.

Se da un lato i rifugiati non possono parlare del futuro, la bella Tena Lady Emma non vuole parlare del suo passato, che, evidentemente, cela più di qualche segreto. Dal canto suo, invece, Alex scopre le sue carte: ammette di essere un clandestino (solo chi ha la fedina penale pulita ha potuto viaggiare legalmente nel tempo) e racconta di avere un preciso incarico. Alex è infatti stato mandato nel presente da uno tra Sam, Emma o Ani del futuro, allo scopo di salvarli da ciò che sta per succedere. Dall’esito della missione dipende la salvezza della famiglia di Alex, intrappolata nel futuro.

Con uno stile intrigante ed una scelta del ritmo piuttosto discutibile, i primi due episodi di Refugiados sembrano indirizzarsi verso l’esatta nemesi di The Leftovers, nel quale, puff, improvvisamente il 2% della popolazione scompare. Qui, anziché trovarci di fronte al dramma di chi resta, ci ritroviamo ad assistere ai problemi pratici di una sovrappopolazione umana improvvisa ed inaspettata. Volendo, potremmo definire The Refugees come l’antitesi del filone seriale “morti che tornano in vita” (Les Revenants, Resurrection, The Returned), dato che non abbiamo a che fare con figlie, fidanzati e nonne che non c’erano più, ma con persone (tante, tantissime) che potrebbero essere i nipoti, i figli o – perché no? – anche la versione del futuro degli stessi personaggi principali. Potremmo essere nel raggio d’azione de L’Esercito delle 12 Scimmie (o di 12 Monkeys), ma è troppo presto per dirlo.

Riflettendoci bene, infatti, la sceneggiatura alla base di questa serie spagnola ha una potenzialità enorme: in quel suo accennare ad un futuro non ancora definito, lascia aperte mille strade, mille ipotesi, mille teorie, che – se sfruttate bene – potrebbero delineare qualcosa di nuovo e decisamente molto interessante.

Non resta che aspettare di vedere i restanti sei episodi di questa prima stagione e sperare che si mantengano tecnicamente a livello dei primi due e narrativamente all’altezza delle aspettative.

Possibilità di successo: 68%

Link Utili:
(eternamente grati a) Subsfactory – The Refugees


The Refugees (Refugiados): The Exodus (pilot)
Air Date: 7 Maggio 2015 su laSexta
Ideata e sceneggiata da: Ramón Campos, Gema R. Neira, Cristóbal Garrido e Adolfo Valor
Regia di: David Pinillos
Cast: Natalia Tena, Will Keen, David Leon, Dafne Keen et al.
Genere: mystery, thriller, microchip obbligatorio
Se ti piace guarda anche: Les Revenants (2012), The Leftovers (2014), 12 Monkeys (2015).
La felicità è reale solo quando...
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2 Commenti

  1. Giulietta94 29 maggio 2015
    • StepHania Loop 29 maggio 2015

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