Luther – Terza Stagione (2013, BBC One)

Alcune Bambine Crescono Desiderando un Pony.
Io ho Sempre Voluto essere una Vedova.

Togliamoci il pensiero: la terza stagione di Luther, composta da (addirittura) quattro episodi e da poco conclusasi sull’emittente britannica BBC One, non ha quello script geniale, quei personaggi forti e quei villain impareggiabili che avevano caratterizzato le due precedenti stagioni. Ma come giustamente ha scritto il/la sottotitolista di Italian Subs Addicted, “ho trovato questa stagione un po’ sottotono… che nel caso di Luther
significa superiore SOLO all’80% delle serie e non al 95% come le altre
due stagioni
“. Ecco.

Per chi, inspiegabilmente, non avesse mai seguito questa particolare serie, incarnato da un meraviglioso Idris Elba (28 Weeks Later, Prometheus, Pacific Rim) – che si è aggiudicato anche un Golden Globe per questa sua interpretazione – John Luther è un Detective Ispettore Capo tanto geniale quanto indeciso sul confine della sua personale definizione di giustizia. Il suo personaggio, in questa come nelle precedenti stagioni, è affiancato dal fedele (ma davvero fedele?) Sergente Justin Ripley (Warren Brown), che ha il compito di tollerare gli sbalzi d’umore e le mancanze di delicatezza del capo. Altro personaggio cardine della serie è la ineguagliabile Alice Morgan (una bravissima Ruth Wilson), una sociopatica dal Q.I. stellare, una narcisista, una spietata assassina ed uno più intriganti e magnetici personaggi femminili di sempre. Eh sì, in questa terza stagione, torna Alice. Dio salvi la Regina.
Come nella precedenta stagione, i casi da risolvere sono due (un caso in due puntate) ed a questa trama verticale viene accostata quella orizzontale che si interseca egregiamente all’interno dei quattro episodi. George Stark (David O’Hara) ed Erin Gray (Nikki Amuka-Bird) cercano, con la loro indagine degli Affari Interni, di incastrare John per alcuni presunti omicidi, tra i quali quello di Zoe, di Ian Green e persino di Alice. Nel frattempo Luther inciampa e si invaghisce di una fatina (grazie, Alice!) di nome Mary Gray (Sienna Guillory, Resident Evil: Retribution), che però rappresenta un personaggio messo lì, senza alcuna profondità, per ricordarci quanto è affascinante Alice.
Nel primo caso da risolvere, un killer sembra emulare un modus operandi che il Dipartimento ha avuto modo di analizzare diversi anni prima. Ci viene regalato un assassino che si introduce in casa e si nasconde sotto il letto, Luther che appende un tizio alla ringhiera del terzo piano, un omicidio al cardiopalma e una risoluzione, purtroppo, non del tutto inaspettata.
Luther: L’ha conciata come la cantante di Siouxsie and the Banshees.  
Ripley: Chi?
Luther: Un gruppo degli anni ’80. Post-punk.
Ripley: Goth, insomma.
Luther: Post-punk.
Nel terzo e nel quarto episodio il caso da affrontare si rivela molto più interessante: un giustiziere alla Dexter, che massacra dei criminali a caso per vendicare l’omicidio della moglie, presto sembra ben più attratto dal favore della massa, che lo difende e lo venera, ostacolando le indagini della Polizia. Come chiunque venga lusingato dal consenso popolare, il killer userà i social network come mezzo di comunicazione con i suoi fans, aprendo addirittura un sondaggio per la scelta di vita o di morte di un pedofilo in sua “custodia”. Sono diversi i momenti interessanti di questo secondo caso (tra i quali l’appello pubblico di una delle vittime del pedofilo), l’assassino, però, si distaccherà dal code e si farà prendere un po’ troppo la mano, anzi, si prenderà il braccio destro…
Schenk: Riesci a comprendere questi social network?
Luther: No.
Schenk: Meno male. Allora non sono il solo.
Purtroppo questa terza stagione manca del guizzo che aveva caratterizzato le altre due, probabilmente anche a causa dell’introduzione di personaggi secondari non focalizzati a pieno, come la Day e lo Stark (che con quel cognome… casciammé), ma il personaggio di John Luther continua ad avere quel suo particolare modo di riempire lo schermo e quel suo repentino passaggio dal cinismo alla malinconia in grado di colmare ogni lacuna. E poi c’è Alice…
Non si sa se e quando rivederemo Luther. L’ipotizzato spin-off su Alice puzza troppo di specchietto per le allodole e la possibilità di un lungometraggio conclusivo si prospetta da troppo tempo per essere ancora credibile, ma quel vecchio cappotto (che alla fin fine non porta così tanta fortuna) che asseconda le acque del Thames vicino il Tower Bridge è un finale che appaga. Ci va bene così.

U.K. – messa in onda: dal 02/07/2013 al 23/07/2013 su BBC One.
ITALIA – programmazione: buono a sapersi.
La felicità è reale solo quando...
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