Mi Sento Come Quando a Sette e Mezzo ti Capita il Cinque

Sentivo questo pianto già da un po’, non il pianto disperato o spaventato di chi ha perso la madre, ma un miagolio quasi rassegnato, ritmico, assente. E questo cosino minuscolo se ne stava lì, fermo, con il suo pelo scuro a macchie marroni ed i suoi occhi giallo acceso. Non stava bene, era evidente, e non voleva farsi avvicinare: la distanza di sicurezza che aveva stabilito era di tre metri. Mentre mangiava i croccantini che gli avevo procurato, faceva una pausa ogni tre bocconi, talvolta sollevando la testa, talvolta appoggiandola lateralmente nel piattino, ma senza mai togliere i suoi occhi dai miei. Siamo rimasti così finché non ha pulito il suo piatto. Quando sono tornata con la razione successiva non era più nei paraggi. L’ho rivisto quella stessa sera, in quello stesso punto, morto.
La felicità è reale solo quando...
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