Never Let Me Go, Di Mark Romanek

Never Let Me Go

Never Let Me Go (Non Lasciarmi) é la storia di tre ragazzi inglesi cresciuti ad Hailsham, un anomalo collegio la cui funzione é quella di allevare i suoi protetti, dei cloni (tra i quali Kathy, Ruth e Tommy) affinché, una volta diventati adulti, possano donare i propri organi. Questa faccenda del servire come parti di ricambio ricorda molto l’albo n. 81 di  Dylan Dog, del 1993, Johnny Freak (lo so che c’entra poco, era giusto per far vedere che lo sapevo). By the way, tratta dal libro di Kazuo Ishiguro (2005), la trama accompagna le tre vite dei protagonisti, consapevoli, sin da bambini, di avere una scadenza e brancolanti nel buio della ricerca dei propri originali (“the possible”). Una buona fotografia (Adam Kimmel) supporta una regia piuttosto pulita, nella quale si muovono Andrew Garfield (The Social Network) e Keira Knightley (qui e qui, per ricordare che è malata), ma nella quale spicca la deliziosa Carey Mulligan (An Education), in grado di esprimere rassegnazione e solitudine con un solo sguardo. E’ proprio al lei, alla bravissima Mulligan, nei panni di Kathy H, che viene affidato il compito di esprimere la dolente rassegnazione della scena più toccante. Una pellicola intensa, che però stenta a decollare a pieno sino al finale, suggestivo e profondo. 

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