Non So Che Forma Dare A Questo Dolore

Ormai sono quattro i giorni trascorsi senza di te. Quattro giorni sono un tempo infinito, un tempo che toglie le speranze. Non so se ti sia successo qualcosa di grave, non so se sei rimasta sola e ferita lontana da me, non so se hai avuto o hai ancora paura. Non so se in realtà eri già altrove prima che passassi settantadue ore a cercarti spasmodicamente.

Arrivasti qui quasi quattro anni fa, a tarda estate, quando Obama non era ancora stato eletto presidente degli Stati Uniti. Eri stata abbandonata. Eri diffidente, timorosa, affamata. Mi raccontasti un sacco di cose che io non riuscì a capire. E ti volli bene subito, perché eri strana. Strana in quel tuo miagolio acuto. Strana in quella tua forma d’affetto che chiamavo autoaccarezzante. Strana in quel tuo odio nel farti sollevare: salire in braccio doveva essere una tua decisione. Strana in quella tua agilità, sbalorditiva persino in un felino, quell’agilità che ti aveva conferito l’epiteto di Princess of Persia. E adesso… dove sei adesso?

Non riesco a guardare le vaschette di paté alla selvaggina, le tue preferite. So che sono lì, ma non riesco a darle agli altri: fingo che non ci siano perché erano le tue, le avevo comprate per te. Mi fa male allontanarmi da casa, perché so che al mio ritorno tu non sarai sulle scale ad aspettarmi. Mi fa male guardare fuori dalla finestra perché so che non ti vedrò sul muretto in una di quelle tue pose eleganti. Mi fa male guardare quella tua figlia, così simile a te nelle movenze e nel miagolio. 
Mi sforzo da ore per cercare di ricordare l’ultima volta che ti ho vista, ma non ci riesco. Spero di essere stata lì con te a sufficienza, spero di averti accarezzato la guancia e di averti chiamata la mia signora. Spero di averti dato da mangiare ogni volta che avevi fame, spero di averti coccolata ogni volta che volevi essere accarezzata e spero di averti lasciata stare ogni volta che esigevi le tue indipendenze feline. Spero di averti viziata il più possibile.
Vorrei ringraziarti per questi anni passati assieme, per tutto l’affetto che mi hai dato, per tutti i topini che mi hai lasciato fuori dalla porta. Ma mi manchi. Mi manchi di una mancanza egoistica e terribile. Mi manchi tu, mi manca la mia signora. Non so che forma dare a questo dolore. Un dolore così personale, così pudico, così grande. Non so che forma dare a questo dolore. Allora lo metto qui, pur sapendo che non servirà né a farmi stare meglio né a farti tornare da me.

La felicità è reale solo quando...
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5 Commenti

  1. Marco Goi (Cannibal Kid) 16 maggio 2012
  2. Matteo 3 giugno 2012
  3. Clody 5 giugno 2012
  4. Maura 21 giugno 2012

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