Non Uccidere – Prima Stagione (2015, Rai 3)

 

Chi è che Uaggiecato a Vazinga?

 

Rai 3? Stephà, t’hanno hackerato l’account? Ma no, tranquilli, è tutto sotto controllo (cit.). È che una volta tanto da queste parti si è scelto di analizzare un prodotto italiano, per di più – come diremmo per i prodotti d’oltreoceano – di una TV generalista che, stando a quanto si legge in giro (o a quanto si “spezza” in giro), non ha avuto la meritata attenzione, nonostante si tratti di un poliziesco di impianto nord-europeo degno di rispetto. Da noi, infatti, quando qualcuno prova a fare un passo avanti, per quanto timido e scopiazzato, spesso non può contare sull’appoggio del grande pubblico, troppo preso a restare fermo dov’è. Quindi mi ergo io a paladina del bene e della giustizia per parlare di questa (cos’è? Una fiction? Una serie televisiva?) cosa qui che, pur non raggiungendo a pieno il suo obiettivo, prova a puntare in alto, forse addirittura troppo.

Una divertentissima gag.

 

Non Uccidere conquista già con questo bel titolo, che oltre a citare un comandamento tira immediatamente in ballo il suo grande riferimento: The Killing, serie televisiva statunitense a sua volta ispirata ad un prodotto danese, Forbrydelsen. Nel caso di produzioni palesemente ispirate ad altre, mettere in chiaro le cose subito ed in maniera onesta è un grande merito e Non Uccidere non perde tempo in questo, mostrandoci la sua protagonista, l’Ispettrice Valeria Ferro, in deformi maglioni a collo alto che tanto sarebbero piaciuti alla nostra Linden. Rispetto al The Killing americano, però, manca un Holden che spezzi la tensione e ci arricchisca culturalmente con la profilassi sanitaria del coniglio domestico, visto che non c’è, tra i personaggi maschili, un corrispettivo altrettanto magnetico ed importante.

 

Da un punto di vista tecnico ed estetico, questa serie si discosta notevolmente dalle colleghe conterranee: la regia di Giuseppe Gagliardi (Tatanka) è solida e studiata, la fotografia è plumbea ed accompagna atmosfere di una cupezza raramente vista in Italia, le musiche sono costituite per lo più da violini strazianti, vi è una costante pesantezza da peperonata a cena che richiede un certo coraggio nella scrittura nel paese di Don Matteo e Montalbano e – incredibile a credersi – l’ideatore di Non Uccidere è Claudio Corbucci, sceneggiatore di Carabinieri. Già.

 

Ma quello che porta lo spettatore a fermarsi davanti a questo prodotto squisitamente crime è un aspetto tanto fondamentale quanto ben riuscito della scrittura della trama verticale degli episodi. In ogni episodio infatti la Ferro si troverà a risolvere un caso differente, ognuno dei quali trae palesemente spunto dalle vicende di cronaca nera italiana tanto sbandierate a Porta a Porta negli ultimi anni. Abbiamo in questo modo a che fare con un padre che scopre del ritrovamento del cadavere della figlia mentre è ospite in una trasmissione televisiva o con una madre stanca e stressata che fa fatica a ricordare gli attimi antecedenti alla morte della sua creatura. Ma questi riferimenti, per quanto inequivocabili, restano tali, dato che in ognuno di questi contesti la sceneggiatura si allontana presto dalle basi tristemente reali per creare storie complesse che non urtino il buongusto, doveroso e necessario in questi casi. Spesso, però, la risoluzione vera a propria – il dettaglio che porta all’individuazione del colpevole – resta un po’ campata in aria o incastrata nella testa degli sceneggiatori, dato che, a cominciare dal primo episodio, sembra mancare un nesso logico che colleghi la prova schiacciante al colpevole.

 

La trama orizzontale, che accompagna tutti gli episodi di questa (forse) prima stagione, mette al centro della narrazione le vicende personali della protagonista, la cui madre, dopo diciassette anni di carcere per l’omicidio del marito, sta per ottenere la libertà vigilata. Il rapporto tra le due è conflittuale e teso e nasconde una verità ipotizzabile, che però non viene svelata nel corso di questi primi sei episodi.

 

Ferragosto in famiglia.

 

Le interpretazioni si rivelano piuttosto riuscite, a cominciare da quella di Miriam Leone, ex Miss Italia meravigliosa anche infagottata e inocchiaiata, che dà un’ottima prova nonostante il suo personaggio sia complesso e difficile. Il ruolo della madre è invece nelle mani e nel viso di Monica Guerritore, che di certo non ha bisogno di presentazioni.

 

Sicuramente, oltre a quelli già evidenziati, non mancano difetti a questa coraggiosa ed italianissima Non Uccidere, tuttavia bisogna riconoscere l’assenza di due gravi – gravissimi – handicap spesso – spessissimo – presenti nelle fiction italiane, ovvero:

 

    • l’effetto “cazz’ ha detto?“:
Nelle produzioni italiane, in particolar modo nei polizieschi, capita frequentemente che gli interpreti pronuncino le parole in maniera così veloce e concitata da renderne impossibile la comprensione. In questo modo lo spettatore si ritrova spesso a dover chiedere “cos’ha detto? Chi è che uaggiecato a vazinga?“.

 

    • l’effetto “cazzo gridi?“:
Mi è capitato di seguire un episodio di una fiction italiana con gli attori fasciati nelle tute di tyvek. Eh sì. Interno giorno, laboratorio, due tecnici analizzano la prova cruciale trovata sul luogo dell’omicidio: l’uno urla a pochi centimetri dalla faccia dell’altro delle cose che normalmente due persone che lavorano (e che per di più dovrebbero evitare di sputare) si direbbero con calma e pochi decibel. “Ommioddio, lo ha uaggiecato con un calibro a corsoio digitale! CORRIAMO!“. Ma dove? Perché? Sì, potrebbe anche chiamarsi effetto R.I.S., ma si estende a numerosi prodotti italiani.

 

Purtroppo gli scarsissimi ascolti hanno portato l’emittente a spezzare la prima stagione, non è dato sapere se in due stagioni o in due midseason: secondo Wikipedia la prima stagione è stata sospesa, secondo la Rai i primi dodici episodi sono stati riorganizzati a comporre due stagioni. Stando al palinsesto ufficiale, il settimo episodio (il primo della seconda stagione?) dovrebbe andare in onda su Rai 3 sabato 9 gennaio alle 21:45, un orario infausto e premeditato per il solo gusto di penalizzarne ulteriormente gli ascolti e spezzarcela di più.

 

Altro che Non Uccidere, avrebbe dovuto chiamarsi Non Programmare.

 

 

 

Non Uccidere – Stagione 1 (Italia 2015)
Ideato da: Claudio Corbucci
Regia di: Giuseppe Gagliardi
Cast: Miriam Leone, Monica Guerritore, Thomas Trabacchi, Domenico Diele, Stefano Cassetti et al.
Genere: crime, poliziesco, peperoni grigliati su un letto di violini
Programmazione in Italia: dall’11/9/15 al 16/10/15 su Rai 3
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6 Commenti

  1. Mr Ink 6 gennaio 2016
    • StepHania Loop 7 gennaio 2016
  2. Michele Borgogni 7 gennaio 2016
    • StepHania Loop 7 gennaio 2016
  3. Bara Volante 7 gennaio 2016
    • StepHania Loop 7 gennaio 2016

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