Orphan Black – Prima Stagione (2013, BBC America)

Orphan Black - Season 1
They Told You You Were The Original, Didn’t They?

In una stazione ferroviaria Sarah Manning, testacalda inglese dall’abbigliamento street punk, assiste al suicidio di Beth Childs, che in lacrime si getta sotto un treno in corsa. C’è un piccolo particolare, però, che lascia indifferente Beth e di stucco Sarah: le due donne sono identiche (fatta eccezione per il fatto che Sarah veste male). Senza neanche rifletterci, Sarah, pur di sfuggire alla sua aggrovigliata e problematica vita, porta via la borsa di Beth, con l’intento di rubarle l’identità e il conto in banca. Ma la vita di Beth (e non ci vuole uno psicoqualchecosa per capirlo) non si rivelerà di certo rose e fiori. Anche perché Beth era una poliziotta. She’s a cop. I’m a cop. La cop sei tu.

Non si tratta della famigerata teoria dei sosia né delle solite gemelle in stile Ringer, qui abbiamo a che fare con dei cloni. Ci elle o enne i. Sarah, Beth, la donna russa malata. Allison e Cosima. Helena. Qualcuno le ha prodotte. Adesso qualcuno cerca di eliminarle. Questa, in breve e senza spoiler, la trama della prima stagione di Orphan Black, che pur non essendo mai pienamente credibile, resta coerente con se stessa lungo i suoi dieci episodi, mantenendo un buon ritmo e lasciandosi seguire senza grossi traumi.
La protagonista, Tatiana Maslany, canadese, classe ’85, nel pilot risulta quasi insopportabile, ma tra una dimostrazione di culetto e l’altra fornisce una buona prova (divertentissima nel prendere in giro se stessa quando con un personaggio deve imitarne un altro) che le è già valsa un Critic’s Choice Television Award ed un Television Critics Association Award. Anche Jordan Gavaris (e anche lui a dimostrazioni di culetti…), nei panni di Felix, fratello adottivo di Sarah, pur rappresentando lo stereotipo stereotipato e stereotipante dell’inglese gay, riesce a convincere sul lungo tempo, estremizzando personaggio e battute fino a renderli esilaranti. Sempre convincente, nel panni Mrs. S, tutrice di Felix, Sarah e di sua figlia Kira, Maria Doyle Kennedy, ovvero Caterina D’Aragona in Tudors, baby sitter di Dexter e perfida Vera Bates in Downton Abbey. L’interpretazione che proprio non convince è invece quella del fustacchione Dylan Bruce (fresco di ingaggio per la nuova stagione di Arrow), nello scomodo ruolo di Paul, fidanzato non troppo amorevole di Beth, pescelesso ed unico personaggio ad avere un legame inscindibile con la realtà: quel qualcosa in Afghanistan.

Pur intrattenendo senza grosse pretese, Orphan Black offre una vasta gamma di punti di vista: dalla teppistella made in U.K. alla casalinga di periferia, dal collega detective finto-duro all’ex-fidanzato fattone, dall’eterossessualità all’omosessualità (a doppio senso, eh), dal fanatismo della scienza (il Neo-luzionismo) a quello della religione (Helena). Tuttavia la serie proprio non riesce a sfruttare il suo tema cardine, la genetica, per riflessioni che vadano oltre l’interrogativo del perché Sarah sia l’unico clone ad avere una figlia naturale. Orphan Black ci presenta infatti una galleria di cloni tutti perfettamente caratterizzati, anzi fin troppo perfettamente caratterizzati: possibile che i cloni siano così diversi l’uno dall’altro? Che non abbiano un gusto, una mania, un tic, un interesse in comune? Mendel, Watson, Crick, salvateci voi.

Orphan Black – Season 1 (Canada – U.S.A. 2013)

Ideato da: Graeme Manson e John Fawcett
Regia: Fawcett, T.J. Scott, David Frazee, Grant Harvey, Ken Girotti
Sceneggiatura: Manson, Karen Walton, Alex Levine, Will Pascoe, Tony Elliott
Cast: Tatiana Maslany, Jordan Gavaris, Dylan Bruce, Maria Doyle Kennedy, Kevin Hanchard
Genere: thriller fantascientifico coi culetti
Programmazione in U.S.A.: dal 30/03/2013 al 01/06/2013 su BBC America
Programmazione in Italia: dal 20/05/2014 su Premium Action
Se (proprio) ti piace guarda anche:
Dark Angel (2000-02), ReGenesis (2004-08), Dollhouse (2009).
La felicità è reale solo quando...
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Un Commento

  1. Mr Ink 3 settembre 2013

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