Orphan Black – Seconda Stagione (2014, BBC America)

Sestra

Orphan Black, serie televisiva coprodotta da Canada e U.S.A. tra la science fiction ed il conspiracy thriller, è già stata rinnovata per una terza stagione. Sì, ma perché cominciare così, Moidil? Beh, perché tutto ciò che è passato sul piccolo schermo quest’anno con trame o sottotrame o giusto accenni vagamente parascientifici è stato cancellato senza pietà: si pensi innanzitutto a Utopia, surreale drama inglese incentrato sulla eventualità di sterilizzare quasi tutta la popolazione umana (e quel “quasi” è un quasi grosso e divertente) o a The Lottery, serie basata sul concetto che i soli figli possibili nel 2026 saranno prodotti in laboratorio ed assegnati mediante lotteria e televoto da casa. In questa mattanza, che per molti versi risulta davvero incomprensibile, Orphan Black ed i suoi numerosi cloni resistono. Per fortuna.

Questa seconda stagione, forse ancor meglio riuscita della prima, segue due principali fili conduttori: da un lato ritroviamo il il Project Leda del Dyad Institute del Dottor Leekie e di Rachel Duncan, che sembra non accontentarsi più dello spiare in segreto le vite dei cloni o di Kira, giovanissima figlia di Sarah Manning; dall’altro troviamo Helena, il nostro psyco-clone preferito, alle prese con una setta di fanatici pseudoreligiosi chiamati Proletiani e devoti al culto dell’inseminazione artificiale celeste.

Quello che dai media d’oltreoceano è stato definito il Maslany Show, si arricchisce in questa seconda stagione di due nuovi cloni fabbricati in provetta e distribuiti a caso nel mondo: oltre a Sarah, Helena, Alison, Cosima ed alla già citata Rachel, nella seconda stagione vengono presentati Jennifer – in alcuni video realizzati allo scopo di analizzare la malattia che colpisce i cloni – e Tony, primo clone transgender, il quale sembra, almeno per ora, buttato lì per farci vedere che la Maslany, volendo, può interpretare quello che le pare. É proprio nella bravura di Tatiana Maslany che lo show può crogiolarsi serenamente: la giovane canadese, classe ’85, non è solo in grado di interpretare cinque cloni diversi tutti perfettamente credibili e caratterizzati tanto nella gestualità quanto nella dizione, ma riesce persino a vestire i panni, sia in maniera seria che in modo ironico, di un clone che finge di essere un altro clone.

Assieme all’esercito delle provette, in questa seconda stagione ritroviamo Felix (Jordan Gavaris), sempre più eccessivo, eccentrico ed esilarante, Mrs S. (Maria Doyle Kennedy), ancor più enigmatica e oscura, Art (Kevin Hanchard), vecchio partner di Beth che sembra iniziare a credere ai racconti di Sarah, Delphine (Évelyne Brochu), ricercatrice innamorata di Cosima alle prese con dilemmi morali non da poco, e Paul (il pessimo Dylan Bruce), ex-fidanzato di Beth, sempre più invischiato nei torbidi piani del Dyad. Oltre a questi graditi ritorni, assistiamo all’introduzione di tre nuove personaggi che potrebbero assumere maggior rilevanza in futuro: Cal (Michiel Huisman), vecchia fiamma di Sarah e probabile padre di Kira, Gracie (Zoe De Grand’Maison), adepta ai Proletiani più per imposizione che per fede, ed infine Marion Bowles, losco membro della Dyad interpretato dagli occhi perennemente strabuzzati di Michelle Forbes (The Killing).

Non priva di cadute di stile e di falle nella sceneggiatura, Orphan Black riesce a nascondere i suoi difetti grazie ad un ottimo ritmo, un cast sempre all’altezza e soprattutto una dose ingente di ironia. La creatura di Graeme Manson e John Fawcett risulta quindi particolarmente intelligente nel suo raccontare una trama non certo sbalorditiva in modo diretto come Cosima, avvincente come Sarah, divertente come Alison (che cita Dexter) e persino empatico come solo Helena sa essere.

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Ideato da: Graeme Manson e John Fawcett
Regia: Fawcett, T.J. Scott, David Frazee, Ken Girotti ed Helen Shaver.
Sceneggiatura: Manson, Karen Walton, Alex Levine, Tony Elliott, Karen Walton et al.
Cast: Tatiana Maslany, Jordan Gavaris, Dylan Bruce, Maria Doyle Kennedy, Kevin Hanchard
Genere: thriller fantascientifico coi culetti
Programmazione in U.S.A.: dal 09/04/2014 al 21/06/2014 su BBC America
Programmazione in Italia: dal 15/11/2014 su Premium Action
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La felicità è reale solo quando...
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2 Commenti

  1. Jean Jacques 21 ottobre 2014
  2. Sophie 22 ottobre 2014

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