Platealmente Perfido – In Sala dal 2 Ottobre

Questa settimana sarebbe dovuto uscire uno dei film più attesi dell’anno su queste pagine, Gone Girl – L’Amore Bugiardo, con Ben Affleck, Rosamund Pike e la regia di quel geniaccio di David Fincher. Invece, dato che l’uscita in sala di Gone Girl (che fa salire la scimmia solo a guardare quel 9,2 di rating attuale su IMDB) è stata posticipata in Italia al 18 dicembre dobbiamo accontentarci della bambola assassina e delle poppe di Eva Green.

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Annabelle

Annabelle è il film di cui parlano tutti, ma che nessuno ha ancora visto. Nato da una costola di The Conjuring – L’Evocazione (2013), Annabelle, per la regia di John R. Leonetti (già direttore della fotografia nel citato film di James Wan), strizza l’occhio ad alcuni fatti avvenuti attorno al 1970 (epoca in cui gli spiriti ci davano dentro): Donna, una studentessa, ricevette in regalo una bambola, una Raggedy Ann (dalle fattezze molto diverse da quelle rappresentate nelle pellicole), e la portò con sé nel dormitorio universitario dove condivideva la stanza con Angie. Poco tempo dopo le due studentesse iniziarono a notare piccoli cambiamenti di posizione da parte della bambola, che man mano si trasformarono in veri e propri cambi di stanza. Col tempo la bambola imparò anche a scrivere messaggi inquietanti con i pennarelli, a sporcarsi le vesti di sangue ed a menare un amico loro, costringendo le due ragazze a rivolgersi ad Ed e Lorraine Warren, che le informarono molto professionalmente che Annabelle, una bambina morta in quel luogo diversi anni prima, si era impossessata della bambola. I Warren presero in custodia la Raggedy Ann, che da allora si trova nel loro museo dell’occulto nel Connecticut, in una famosa teca recante la scritta “do not open”. Questi sono più o meno i fatti, reali o presunti, dietro la leggenda di Annabelle, che il film, costato quattro cucuzze, riprende inserendovi anche un vestito bianco, una donna incinta ed una setta satanica.

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Perez

Perez potrebbe sembrare un film americano con Liam Neeson, invece è ul film italiano con Luca Zingaretti che fa l’Avvocato d’Ufficio a Napoli. Un giorno Perez, Demetrio Perez, si ritrova ad assistere un capo cammorrista, che si dichiara pronto a collaborare con la giustizia se, in cambio, Perez si adopererà per inguaiare il cammorrista rivale, che tra l’altro ha un relazione con la figlia di Perez, Tea. Non saremmo qui a parlarne se, presentato fuori concorso alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia, non avesse già raccolto diversi consensi. Eppoi in Italia abbiamo di peggio. Tipo Raul Bova.

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A Promise – Una Promessa

Il nuovo film di Patrice Leconte è, senza giri di parole, un polpettone: un garzoncello scherzono che viene assunto come segretario personale da un vecchio riccone finisce per innamorarsi della di lui (del vecchio riccone) moglie e, ancor peggio, finisce con l’essere ricambiato. Ma certe cose non si fanno, mentre si fanno invece le promesse, tipo che quando il vecchio riccone muore loro staranno assieme. O forse no, perché mica può mancare una guerra in un plot del genere? Il garzoncello scherzoso è Richard Madden (Rob Stark in Game of Thrones, il vecchio riccone è Alan Rickman (il Metatron in Dogma). Il rating di IMDB è 5,6, mentre su Rotten Tomatoes siamo niente di meno che al 13%. Sì, lo so, ma dato che è passato dal Toronto International Film Festival pareva brutto non parlarne.

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Sin City: A Dame To Kill For – Una Donna Per Cui Uccidere

A nove anni dal primo capitolo, Sin City (2005), gioielletto noir di difficile paragone, Frank Miller e Robert Rodriguez tornano a dirigere le oscure storie di Basic City, tra la politica corrotta, la polizia incapace e la città vecchia, governata dalle signore. Profondamente intrecciato con il suo predecessore, Sin City: Una Donna per Cui Uccidere ripresenta gran parte del vecchio cast e dei suoi personaggi: dall’addome piatto di Jessica Alba all’occhio triste di Bruce Willis, dalle chiappe di Rosario Dawson al grugno di Mickey Rourke, modificando però le sembianze di Dwight, Miho e Manute, rispettivamente interpretati da Josh Brolin, Jamie Chung e Dennis Haysbert. Tra le new entry è invece impossibile non citare Joseph Gordon-Levitt, Juno Temple, Ray Liotta e soprattutto le poppe di Eva Green. Inutile far finta di niente: l’ho già visto e, sebbene non possa rasentare i livelli del primo capitolo, non mi spiego quel Pomodorometro al 45%. Oltretutto non sapevo ci fosse anche Lady Gaga ed ho passato minuti buoni a chiedermi dove avessi già visto quella tizia.

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La Trattativa

La Trattativa è il nuovo film di Sabina Guzzanti in cui Sabina Guzzanti crede di essere Kubrick. Dieci anni fa avrei fatto la fila come i ragazzini viziati per l’ultimo i-Phone pur di vedere un film di uno qualsiasi dei Guzzanti. Oggi pomeroggi la fila non la farei per niente che non sia gratuito, tanto meno per un film il cui trailer annoia già. Però a Sabina le abbiamo voluto bene… magari una visione più in là… magari una visione gratuita e senza fila su Rai Tre.

Questa settimana escono anche un film italiano con Raul Bova e Luca Argentero ed un film italiano in cui dei carcerati veri fanno rapine finte.
La felicità è reale solo quando...
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Un Commento:

  1. Mr Ink 2 ottobre 2014

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