Platealmente Perfido – In Sala dal 2 Aprile

Riprende su queste pagine quella che potremmo anche chiamare “la rubrica che tutto il mondo fa meglio”, ovvero la panoramica sulle uscite in sala del giovedì. A dirla tutta, Platealmente Perfido riprende anche un po’ controvoglia, dato che è una settimana a dir poco fiacca; motivo per il quale faremo finta che due dei tre film italiani in uscita stasera, ovvero Soldato Semplice di Paolo Cevoli (sì, quello di Zelig) e Tempo Instabile con Probabili Schiarite di Marco Montecorvo non esistano.

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Furious 7Fast & Furious 7

Impossibile non pensare a questa saga senza ricordare il volto di Paul Walker, morto a causa di – karma bastardo – un incidente d’auto nel novembre 2013, grossomodo a metà delle riprese di questo Furious 7. Il franchise va avanti e – sembrerebbe – andrà avanti anche per ulteriori capitoli, aspetto che rattrista ulteriormente: per carità, parliamo di una tamarrata (fatta eccezione per la scena della cassaforte del quinto capitolo, quella era cool), ma è una tamarrata nella quale una buona parte dell’anima era rappresentata da Walker. Questo capitolo, scritto da Chris Morgan, sceneggiatore del primo Fast & Furious, e diretto da James Wan, talentuoso regista di “cosette” come The Conjuring, riprende la narrazione da Furious 6: Toretto (Vin Diesel), O’Conner e tutta la famigghia vorrebbero tornare negli States per vivere una vita normale, ma non hanno fatto i conti col fratello di Owen, Deckard (Jason Statham). Pomodorometro all’87%, Metacriticometro a 69. Onestamente l’ho visto ieri in anteprima e quel semaforino giallo è solo in senso d’affetto, capisciammé.

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Into the Woods

Diretto da Rob Marshall (Chicago, Memorie di una Geisha) e tratto da un omonimo musical made in Broadway di trant’anni or sono, Into the Woods vorrebbe essere una rilettura moderna delle fiabe dei Fratelli Grimm, come Cenerentola, Cappuccetto Rosso, il Fagiolo Magico e Raperonzolo. Malgrado un cast stellare (Anna Kendrick, Chris Pine, Emily Blunt e – ovviamente – Johnny Depp e Meryl Streep), e nonostante quel 71% su Rotten Tomatoes e quei 69 centesimi su Metacritic, ne hanno già parlato (piuttosto male) Salvatore Bainju e La Bara Volante. Io a) mi fido di loro e b) ho sempre preferito Carroll.

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Second Change

Thrillerone danese con la regia danese di Susanne Bier (In Un Mondo Migliore) e l’interpretazione danese di Nikolaj Coster-Waldau, che sarebbe il Jamie “Mono-Mano” Lannister di Game of Thrones. La pellicola racconta uno spaccato di vita di Andreas (il Lannister), poliziotto felicemente spostato e da poco diventato padre, che, durante una perquisizione, incontra Tristan, un amico di infanzia oramai invischiato nella criminalità, anche lui padre di un bambino di pochi mesi. A causa di qualcosa di tragico (che tanto si intuisce dal trailer), le loro vite si ritroveranno irrimediabilmente intrecciate. Rotten Tomatoes gli lancia addosso un 45% e non dimentichiamoci che c’è del marcio in Danimarca.

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La Scelta

Una delle poche cose, in Italia e al mondo, più pesanti di Michele Placido, dietro e davanti la macchina da presa in questa pellicola, è Pirandello, alle cui opere è ovviamente ispirata la sceneggiatura de La Scelta, polpettone che vede protagonisti Raoul Bova ed Ambra Angiolini. La sinossi l’ho letta (giuro), ma non ho la forza di riassumerla, piuttosto vorrei chiarire che non ho nulla contro Pirandello, anzi ci tengo a salutarlo. Ciao Gigi!

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Third Person

Liam Neeson è in cerca di vendetta dopo il rapimento della figlia. No, non è vero, però c’è davvero Liam Neeson, assieme ad una cofanata di nomi noti: Kim Basinger, Olivia Wilde, Adrien Brody, Mila Kunis, James Franco e Maria Bello. La sinossi l’ho letta (giuro), ma è troppo lunga e complessa da riportare, oltretutto con un Metascore di 38 punti ed un Tomatometer al 23% mi sa tanto che Paul Haggis non è riuscito a replicare il suo Crash (2004).

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Wild

Da una sceneggiatura di Nick ♥ Hornby (basata su di una autobiografia) e per la regia di Jean-Marc Valléè (Dallas Buyers Club), questo Wild racconta la storia di Cheryl (Reese Whitherspoon), che dopo un matrimonio finito male ed anni di dipendenza dall’eroina, decide di intraprendere, da sola ed a piedi, un viaggio di oltre milleseicento chilometri lungo il sentiero delle creste del Pacifico. Metacriticometro a 76 centesimi, Pomodorometro addirittura al 90%. Insomma, se per contratto dovessi dare un semaforo verde a settimana, oggi lo piazzerei qui. Ah, l’ho già fatto? E vabbé.
La felicità è reale solo quando...
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3 Commenti

  1. Mr Ink 2 aprile 2015
  2. Salvatore Baingiu 2 aprile 2015
  3. poison 3 aprile 2015

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