Platealmente Perfido – In Sala dal 9 Aprile

Fiacca. Debole. Sfibrata. Affaticata. Tediosa. Grigia. Monotona. Ci siamo capiti.
Ben sei i film italiani in uscita questa settimana: La Dolce Arte di Esistere (di cui non parleremo), Uno, Anzi Due (di cui non parleremo), Se Dio Vuole (di cui non parleremo), L’Amore Non Perdona (di cui non parleremo), Ci Devo Pensare (di cui non parleremo) e Ameluk, di cui… sì, parleremo, a causa di un raro e lieve attacco di campanilismo pasquale che mi è preso poco fa. In compenso, lasceremo da parte anche Ops… Ho Perso l’Arca e Il Padre, perché si è fatta già una certa.

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Ameluk

Quest’anomala (almeno su carta) pellicola racconta la storia di Jusuf, tecnico delle luci giordano immigrato in un paesino vicino Bitonto (BA) e di sua moglie Maria, autoctona. È venerdì santo e tutto è pronto per la consueta e solenne processione, quando Gesù (che però si chiama Michele e fa il parrucchiere), si siede sulla corona di spine e amen. Tocca a Jusuf, nazareno in seconda, interpretare Cristo, nonostante sia musulmano. La notizia fa inorridire la fazione bigotta di Mariotto e suscita un tale clamore mediatico che Jusuf, senza neanche capire il perché, si ritrova candidato sindaco, nelle imminenti elezioni, contro una sorta di Salvini pugliese. Ameluk, commedia indipendente e presumibilmente grottesca, è un’opera prima di Mimmo Mancini di cui si riesce a sapere molto poco, ma che – ehi – a me intriga, un po’ perché il venerdì santo al Sud (più Sud) fa sorridere già di suo, un po’ perché, se il film mantiene la linea del trailer, potrebbe rivelarsi una sorpresa. Il guaio è che, con l’epidemia di titoli italiani in uscita questo giovedì, difficilmente avrà una buona programmazione, persino al Sud (più Sud).

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Chappie – Humandroid

Neill Blomkamp qualche anno fa (era il 2009) ci spiazzò tutti con il suo District 9, sci-fi di rara intelligenza ed innovazione che si meritò un posto tutto suo in una categoria tutta sua nei nostri cuoricini da gamberoni. Nel 2013 però ci propinò il mediocre Elysium, sci-fi girato bene e scritto male, facendoci ricredere sul suo genio. Ora, con il suo terzo lavoro, spernacchiatissimo negli States, Blomkamp ci racconta la storia di un robot e delle sue ansie da prestazione… Siamo di nuovo a Johannesburg (città natale del regista), dove la criminalità è aumentata a dismisura (gli alieni mangia-scatolette non c’entrano questa volta) e le autorità hanno autorizzato la costruzione di robot umanoidi ad opera di una società privata per cercare di tenere testa a rapine, aggressioni e violenze. Tra questi robot, uno, Chappie, sembra dimostrare un’intelligenza ed una sensibilità maggiormente sviluppate. Più District 9 o più Elysium? Chissà. Nel frattempo però sappiamo di poter contare su Sharlto Copley (già al fianco del regista in District 9), su Hugh Jackman, su Sigourney Weaver e su quel cucciolotto di Dev Patel (The Millionaire, The Newsroom), che ovviamente interpreta lo smanettone sfigato. Metascore a 41 centesimi, Tomatometer al 30%. Però ci sono i robottoni.

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White GodSinfonia per Hagen

White God è una pellicola ungherese in cui ammazzano i cani, un po’ come successe davvero, toh, in Ungheria quando si preparono le olimpiadi. Una disposizione di legge – è un film, ma, come dice il trailer di Ameluk qui sopra, sembra “tratto da una storia che potrebbe essere vera” – impone una ingente tassa sui cani non di razza. Non potendo farvi fronte, molte famiglie abbandonano il proprio cane nei canili. Anche il padre di Lili, all’insaputa della figlia tredicenne, decide di abbandonare il suo Hagen, meticcio, per strada. Ma la piccola Lili non si rassegnerà e cercherà in tutti i modi di trovare il suo compagno a quattro zampe, che, però, dopo la vita di strada, potrebbe non essere lo stesso. Honestly, questo genere di film mi fa più paura di un horror, forse perché io una bambina posseduta dal dimognio non l’ho mai vista ed in compenso ho visto decine e decine di animali abbandonati (senza neanche bisogno di tassazioni ungheresi). Non so se la pellicola, vincitrice del Certain Regard a Cannes, nasca come catarsi del massacro compiuto, né se poi – come sembra – ad un certo punto si trasformi ne Il Pianeta delle Scimmie dei Cani, ma sta di fatto che Metacritic gli affida un 80 e Rotten Tomatoes addirittura un 91%.
La felicità è reale solo quando...
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2 Commenti:

  1. Bara Volante 9 aprile 2015
  2. Mr Ink 9 aprile 2015

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