Platealmente Perfido – In Sala dall’1 Gennaio

Buongiorno e buon anno! Si inizia questo 2015 di giovedì, con le uscite in sala e con tre succulente pellicole tra le più attese dell’anno, due delle quali pluricandidate ai Golden Globes. Propositi per l’anno nuovo? Sì, far finta che Alessandro Siani non esista.

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American Sniper

American Sniper è la nuova pellicola di Clint Eastwood con Bradley Cooper nei panni di Chris Kyle, il cecchino più letale della storia militare americana, soprannominato “The Legend” dagli amici e ” il Diavolo di Ramadi” dai nemici. Ispirato a fatti realmente accaduti, il film è tratto dall’omonima autobiografia dello stesso Kyle, che, di ritorno a casa da moglie e figlio, ha dovuto affrontare non pochi fantasmi per lasciarsi la guerra alle spalle. La pellicola, che originariamente avrebbe dovuto essere diretta da Steven Spielberg, si preannuncia come un’opera complessa e delicata, dato che mette al centro della narrazione un uomo considerato da alcuni fanatici un eroe e dai più l’assassino di oltre 250 persone… Ironia della sorte, Kyle è stato ucciso il 2 febbraio 2013 da un colpo d’arma da fuoco sparato un veterano venticinquenne affetto da un forte disturbo da stress post traumatico. Metacriticometro a 73 e Pomodorometro a 76%, segno che nonno Clint non è tornato ai suoi antichi fasti.

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Big Eyes

Big Eyes è il nuovo film di Tim Burton. Alzi la mano chi ancora riesce a dire Tim Burton senza pensare a Luca Tommassini. Ah. Tutti. Alzi la mano chi non sa che Burton e la Bonham-Carter sono in fase di rottura. Ah. Nessuno. Vabbé. Big Eyes racconta la vera storia della pittrice Margaret Keane (Amy Adams), il cui tratto distintivo era proprio quello di ritrarre bambini dagli occhioni grandi grandi. Tra il 1960 ed il 1970 la paternità delle sue opere fu ingiustamente attribuita al marito, Walter (Christoph Waltz), fino a che la stessa Margaret, durante il divorzio, non fu pronta a lottare per i suoi stessi meriti. La Adams e Waltz sono entrambi candidati ai Golden Globes per le loro interpretazioni. Chi lo ha visto in anteprima parla di un ritorno al Burton che tutti amavamo, ma al momento Metacritic gli affibbia un 62 e Rotten Tomatoes gli assesta un 73%.

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The Imitation Game

First of all, The Imitation Game è un film con Benedict Cumberbatch, quello di Sherlock, quello che praticamente è talmente bravo che gli si può solo dire bravo, qualsiasi cosa faccia, pure la voce di Smaug. Ma The Imitation Game è anche un film di Morten Tyldum sulla vera storia di Alan Turing, matematico e pioniere dell’informatica, che nel 1952 fu arrestato per atti osceni e condannato per omosessualità dai nazisti. Candidato ai Golden Globes per miglior film drammatico, miglior attore drammatico, migliore attrice non protagonista e miglior sceneggiatura, The Imitation Game può vantare 72 centesimi al Metacriticometro e ben 89% al Pomodorometro. Roba grossa, probabilmente. Oltre a quel mostro di Benedetto, nel cast ci sono anche Keira Knightley, Matthew Goode, Mark Strong, Nonno Lannister (Charles Dance) e l’autista di Downton (Allen Leech).
La felicità è reale solo quando...
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