Platealmente Perfido – In Sala il 26/27/28 Gennaio

In occasione della Giornata della Memoria in commemorazione delle vittime dell’Olocausto, indetta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il 27 Gennaio (data nella quale, nel 1945, avvenne la liberazione del campo di Auschwitz ad opera dell’Armata Russa), anche le sale cinematografiche si fermano e dedicano la loro programmazione a film evento riguardanti quel tremendo periodo storico, che non va e non deve essere dimenticato.

Prima di soffermarci sulle due pellicole in sala oggi, vorrei ricordare che questa sera, alle 23:10 su Rete 4, andrà in onda Memory of the Camps, documentario – tremendo e straziante – montato da Alfred Hitchcock sulle condizioni nelle quali le truppe inglesi, russe ed americane trovarono i campi di concentramento di Belsen, Dachau, Auschwitz.

In occasione di questa giornata, inoltre, Pensieri Cannibali ha trattato Fury, film di prossima uscita ambientato durante la seconda guerra mondiale, mentre Non C’è Paragone ha recensito La Zona Grigia (2001), che mette al centro della narrazione dei prigionieri ebrei con il compito di azionare le camere a gas.

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Der Anständige
L’Uomo per BeneLe Lettere Segrete di Heinrich Himmler
Memoria

Il documentario di Vanessa Lapa racconta, rendendole visualizzabili, le lettere, le fotografie e i documenti reperiti dalle milizie americane in casa del comandante delle SS, braccio destro di Hitler e Ministro dell’Interno dei Reich, Heinrich Himmler, a Gmud (Germania). Lo straziante racconto è corredato da filmati per lo più inediti, restaurati e montati per l’occasione al fine di mostrare come “un uomo per bene” possa celare una tale infima, ingiustificabile ed imperdonabile crudeltà: secondo diverse fonti, è proprio lui, quest’uomo per bene, il responsabile dell’istituzione dei campi di concentramento prima e di quelli di sterminio poi.

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Lauf Junge Lauf
Corri Ragazzo Corri
Memoria
Curre Curre Guagliò racconta la fuga di Jurek, nove anni, dal ghetto di Varsavia ed i tre anni di stenti, fame e tradimenti che sono intercorsi tra la sua fuga e la fine della guerra. La sceneggiatura è tratta dall’omonimo romanzo di Uri Orlev, scrittore israeliano che nel ghetto di Varsavia dovette viverci per davvero, così come dovette assistere all’uccisione della madre per mano dei nazisti ed alla deportazione dei due fratelli nel campo di concentramento di Belsen, mostratoci da Hitchcock in Memory of the Camps pieno di corpi deturpati, gettati nelle fosse senza la minima cura. In vita restano oramai poche testimonianze reali, poche persone in grado di raccontarci in prima persona uno dei più grandi orrori di cui l’uomo si sia mai reso responsabile. È il caso di starli ad ascoltare. Certo, fa male. Fa malissimo, ma è necessario.
La felicità è reale solo quando...
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