La Notte del Giudizio, la recensione del film: perdona lo sfogo

Nel 2013 James DeMonaco ha inventato un futuro nel quale ognuno di noi, per una notte all'anno, può purificare la sua anima dagli istinti più abietti senza pagarne le conseguenze. Nel 2013 James DeMonaco ha purificato la sua di anima, distruggendo un'idea geniale dopo mezz'ora. Ne pagherà mai le conseguenze?

È un po’ che non mi faccio viva, lo so. Shame on me. Ma quale migliore occasione per ritornare se non quella dell’iniziativa Dietro la Maschera (a Carnevale ogni recensione vale)? Per carnevale, infatti, la sempreverde combriccola di cineblogger ha organizzato un evento incentrato sulle maschere e -ovviamente- sui film che vi ruotano attorno.

Come avrai capito dal titolo di questo post, io ho deciso di affrontare il primo The Purge, ovvero La Notte del Giudizio, del 2013. In coda a questo post troverai i link agli altri bravissimi partecipanti, all’interno di questo post, invece, non troverai i doppi sensi con la parola “purga”.

La Notte del Giudizio (The Purge) è un film horror del 2013 scritto e diretto da James DeMonaco ed interpretato da Ethan Hawke e Lena Headey. Ha dato il via ad una saga composta da due sequel, un prequel ed una serie tv.

La Notte del Giudizio (The Purge) è un film horror del 2013 scritto e diretto da James DeMonaco ed interpretato da Ethan Hawke e Lena Headey. Ha dato il via ad una saga composta da due sequel, un prequel ed una serie tv.

Un presupposto… giudizioso

Siamo in America, ovviamente. Al potere dal 2017 (pfiu, l’abbiamo scampata… forse) ci sono i Nuovi Fondatori, che hanno di fatto risolto il problema della criminalità crescente e quello del sovrappopolamento delle carceri tramite l’istituzione dello “sfogo” (the purge). Lo sfogo altro non è che una notte, un intervallo di dodici ore nel quale nessun crimine (omicidio incluso) viene perseguito e i servizi di soccorso e vigilanza sono completamente sospesi.

Semel in anno licet insanire, dicevano quelli lì qualche anno fa. E gli americani sembrano concordare e accettare di buon grado lo sfogo, che con la sua istituzione ha fatto scendere la disoccupazione all’1% e la soglia di povertà al di sotto del 5% della popolazione. È per un bene più grande, no? Per un bene più grande potremmo anche girarci dall’altra parte per una manciata di ore, giusto?

Beh, no. Per girarci dall’altra parte avremmo bisogno… dell’altra parte, ovvero di una casa, di un sistema di sicurezza, magari di qualcuno che ci guardi le spalle. Per dirla senza mezzi termini, per “tollerare” lo sfogo avremmo bisogno di soldi. Chi non ha la pecunia non ha modo di difendersi in quelle dodici ore. Per dirla in maniera ancor più brutale chi non ha i soldi muore. E se disoccupati e senzatetto schiattano durante la notte dello sfogo, allora sì che i tassi di povertà e disoccupazione si riducono.

So che questo La Notte del Giudizio va in vacca subito subito, so che la saga (quattro film e una serie tv) è l’esempio lampante di come non sviluppare un concept, ma questo presupposto, matematico ed agghiacciante, l’ho adorato sin da subito. Spero che qualcuno, prima o poi, sappia rendergli onore a dovere; ma non è questo il film e (forse) non è questa la decade.

E dopo ‘sta botta di ottimismo passiamo a…

La Notte del Giudizio, la trama del film

Ogni anno, dalle 19 del 21 marzo alle 7 del 22 marzo non esistono leggi né soccorsi. Siamo nel 2022 e la quinta notte dello Sfogo Annuale si presenta come la più cruenta.

Il reginetto dei film horror di inizio decade, Ethan Hawke, interpreta James Sandin, un padre di famiglia che assieme alla mogliettina Mary (Cercei, Lena Headey) ed ai due figli (che chiameremo Stranofiglio e Porcafiglia), si prepara a barricarsi in casa poco prima dello sfogo.

I Sandin vivono in un bel quartiere, in una bellissima casa. Hanno i soldi, soldi waladi waladi i Sandin. Soldi derivanti dal lavoro di James, che vende sistemi di sicurezza in un’epoca nella quale, almeno per una notte all’anno, tutti vorrebbero avere un sistema di sicurezza. Nei dialoghi con Stranofiglio, infatti, James si dimostra a favore dello sfogo, pur non sentendo la particolare necessità di trucidare qualcuno. Mary invece sembra tollerare la situazione, così come sembra appena sopportare i suoi vicini, falsissimi, borghesissimi, invidiosissimi. Stronzovicini, li chiameremo così.

Sembra tutto tranquillo, sembra una nottata come le altre. Cena, tapis roulant, magari un film tutti insieme. I Sandin sembrano tutti al sicuro nella loro casa fortezza in quel meraviglioso quartiere. Ma. Ma un uomo ferito si aggira per le loro belle strade, gridando, sanguinando, chiedendo aiuto. Scappa da qualcuno. Ed è lì che Stranofiglio -posseduto dal demone Boldribù- decide di far entrare lo sconosciuto nella fortezza, che forse così sicura non è.

Non c’è il tempo di capire chi sia lo sconosciuto, non c’è modo di valutare se e quanto sia pericoloso; perché poco dopo alla porta bussa un “esclusivo gruppo di giovani ragazzi ben istruiti” capitanato da Rhys Wakefield che ne reclama la proprietà. ‘Sti psicopatici dal volto mascherato esigono il diritto di sfogarsi sul malcapitato e promettono che niente succederà ai loro ospiti se lo sconosciuto verrà “restituito” vivo.

Ed ecco che i Sandin non possono più girarsi dall’altra parte: devono decidere se assecondare quest’assurdità dello sfogo e mandare al massacro il ragazzo o rinsavire, barricarsi e magari combattere a rischio delle proprie vite.

Come ti trasformo il metaforone socio-politico in un banalissimo home invasion

L’ho già detto che La Notte del Giudizio va in vacca subito subito? Sì, l’ho fatto.

Quest’ideona geniale, questo metaforone perfettamente incastrato nel nostro tempo si esauriscono nell’arco di una mezz’ora, con le parole del capobanda al videocitofono. Parole dette molto bene da Wakefield, eh, che rievocano diritti sugli esseri umani e fanno riferimento ad un classismo che fa male. Ma tali parole non bastano a soddisfare la premessa, dato che -alla resa dei conti- sembra buttata lì solo per giustificare il presupposto narrativo dell’impossibilità di chiamare i soccorsi.

Non ti anticipo nulla che non sia presente nel trailer; sappi solo che da quel momento in poi The Purge si trasforma in un banalissimo home invasion, uno di quei film nei quali i cattivi assediano le casette dei buoni, tipo Funny Games. Il gruppo di giovani ben istruiti fa irruzione in casa Sandin e badabum cha cha.

Ora, ne La Notte del Giudizio non c’è nulla che non vada tecnicamente: la regia è buona (giocata anche sulle camere di sorveglianza ed il robottino con la microcamera) e il cast fa quello che deve fare, sapendolo fare. I brividini non mancano e gli psicopatici sono architettati bene, con una menzione d’onore per le signorine mascherate col camicione bianco e le armi da taglio. Però…

Il “però” che sta per arrivare è bello grosso, siediti…

…e perdona lo sfogo

Però arrivi alla fine del film chiedendoti perché ci fosse bisogno di scomodare povertà e disoccupazione, perché fosse necessario creare ‘sti Nuovi Fondatori d’America, perché non bastasse la solita casucchia sperduta nel bosco.

Arrivi alla fine pensando che tutta quella meravigliosa metafora socio-politica appartenesse ad un trailer che avevi visto prima dell’inizio di questo film. E pensi anche che avresti fatto meglio a vedere quell’altro di film, quello del trailer. Peccato che il film sia uno solo, assemblato e sfruttato maluccio.

La Notte del Giudizio, il finale del film

Se non fosse per gli ultimi istanti, davvero dimenticheresti tutto il presupposto narrativo alla base di The Purge. Sembra quasi che James DeMonaco si fosse scritto st’ideona su di un post-it andato perso e ritrovato solo dopo buona parte delle riprese.

Sotto la temibile barra rossa riassumo, come sempre, il finale del film. Se non lo hai ancora visto, fai un saltello qui o scorri fino alla barretta verde. Nel caso, ci vediamo più giù.

☛ spoiler sul finale de La Notte del Giudizio

James, dopo aver giocato a John Wick con alcuni membri del clan degli psicopatici, viene accoltellato dal capobanda che si prepara a far fuori il resto della famiglia Sandin. Si sentono alcuni spari e dalle camere di sorveglianza esterne Stranofiglio nota che qualcuno sta uccidendo i loro assalitori.

Mary e Stranofiglio si riuniscono attorno a James, che sanguina copiosamente e sta per esalare l’ultimo respiro quando il capobanda, commosso, sta per trucidarli malamente. È Porcafiglia però ad uccidere lo psicopatico, per poi concedersi tutta una scena di redenzione col paparino su di una storiaccia con un Porcofidanzato sulla quale è meglio sorvolare.

Qualcuno sta uccidendo i giovani mascherati, dunque. Sono gli Stronzovicini che, sentito il frastuono, hanno pensato bene di intervenire. Per salvare Mary e i suoi figli? Col piffero. Per sfogarsi a loro volta, sui Sandin o su quello che rimane di loro.

Gli Stronzovicini legano Mary, Porcafiglia e Stranofiglio e si apprestano ad ucciderli in nome dello Sfogo quando lo sconosciuto (che non si sa cosa abbia fatto nel frattempo) irrompe ed ha la meglio su di loro. Li tiene sotto tiro quando chiede a Mary di decidere le loro sorti. Madre Mary (…) dice parole di saggezza e lascia stare, perché sotto sotto -e lo avevamo capito- è una democratica ipocrita attaccata ai soldi, ma non è un’assassina.

L’allegra combriccola (Madre Mary, Porcafiglia, Stranofiglio, Sconosciuto e Stronzovicini) aspetta quindi lo scoccare delle 7 del mattino del 22 marzo; orario nel quale le leggi tornano a regolare la società. E dato che siamo in America (e non in Italia), alle 7:01 si sentono le sirene invadere le strade di quel bel quartiere borghese, falso e criminale.

✓ fine spoiler ✓

L’alba del giudizio: una saga che può solo migliorare (capisciammé)

E questo è più o meno tutto. Come saprai, La Notte del Giudizio ha dato vita ad una saga prolifica, composta da altri 3 film: 2 sequel (Anarchia, 2014, ed Election Year, 2015) ed un prequel (il recentissimo La Prima Notte del Giudizio). In ballo c’è anche un’omonima serie tv, prodotta da gente fighissima (Bay, Fuller, Blum e lo stesso DeMonaco) che aggiunge al calderone anche la volontarietà di sacrificarsi in nome dello sfogo. Sto cercando di recuperarla in queste settimane, per cui potrei scriverne prossimamente.

Potrei, eh, vediamo prima dove va a parare… o dove vado a parare io. Nell’attesa, fammi sapere cosa pensi di questo film nei commenti e ricorda che puoi votarlo commentando o semplicemente inserendo da 1 a 5 stellette alla voce “voto dei lettori” nella review qui sotto.

E –dulcis in fundo– eccoti gli altri partecipanti all’iniziativa…

Dietro la Maschera: a Carnevale ogni recensione vale

28 febbraio – Marco de La Stanza di Gordie: Spider-man la lunga genesi

1 marzo – Pietro di Pietro Saba World: Hush

2 marzo – Alfonso di Non c’è Paragone: Cabal

e a seguire…

4 marzo – Alessandra di Director’s Cult: Pene d’Amor Perdute

5 marzo – Cassidy di La Bara Volante: The Mask + Kris di Solaris: V per Vendetta


La Notte del Giudizio, la recensione del film
La Notte del Giudizio, il poster del film di DeMonaco che ha dato inizio alla saga.

Titolo originale: The Purge

Descrizione: La recensione di The Purge (2013), il film con Ethan Hawke e Lena Headey che ha dato inizio ad una saga che insegna come distruggere un'idea geniale.

Data d'uscita: 2013-08-01

Regia di: James DeMonaco

Cast: Ethan Hawke, Lena Headey, Rhys Wakefield

Genere: horror, home invasion

Durata: 85 min

Paese: Stati Uniti

  • sceneggiatura
  • originalità
  • regia
  • fotografia
  • recitazione
  • cuore
3

in sintesi

James DeMonaco, nel 2013, ha dato inizio ad una saga fondata su di un presupposto narrativo aberrante e magnetico come pochi: in un futuro prossimo (che per noi adesso è già passato) per 12 ore all’anno non vi saranno leggi né soccorsi. Per quella notte all’anno ognuno di noi potrà sfogarsi, purificare la sua anima dagli istinti più abietti e vergognosi, per poi tornare a rigar dritto per gli altri 364 giorni.

In questo futuro prossimo (per noi passato) questa purificazione sembra non solo aver ridotto il tasso di criminalità, ma anche quelli di povertà e di disoccupazione. Già, perché ad essere vittime di questa carneficina legalizzata non sono i ricconi dei quartieri bene, ma chi non ha i soldi per permettersi una casa ed un sistema di sicurezza.

Alla famiglia Sandin -protagonista di questo primo capitolo- i soldi non mancano, eppure si ritrova a dover fronteggiare lo sfogo da molto vicino, quando una banda di psicopatici reclama di diritto la vita di uno sconosciuto che uno di loro ha accolto in casa. Tutto molto bello, eh? Sì, peccato però che lo stesso DeMonaco mandi tutto all’aria dopo una mezz’ora, trasformando il film in un banale home invasion contro il quale a poco servono gli sforzi di Ethan Hawke, Lena Headey e dell’inquietante Rhys Wakefield.

Pro

  • un concept strepitoso
  • il monologo di Rhys Wakefield al videocitofono
  •  le signorine mascherate col camicione bianco e le armi da taglio

Contro

  • un concept strepitoso sfruttato nel peggiore dei modi
  • un home invasion come tanti altri
  • l’inizio di una saga che non può che migliorare (capisciammé)
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5 (2 recensioni)

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8 commenti

  1. Marco Contin 4 Marzo 2019
    • StepHania Loop 12 Marzo 2019
  2. Kris Kelvin 4 Marzo 2019
    • StepHania Loop 12 Marzo 2019
  3. Alessandra Muroni 4 Marzo 2019
    • StepHania Loop 12 Marzo 2019
  4. Cassidy 5 Marzo 2019
    • StepHania Loop 12 Marzo 2019

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