A Quiet Place, il film: 10 dettagli che (forse) non hai notato

A Quiet Place, il film: 10 dettagli che (forse) non hai notato.

A Quiet Place: Un Posto Tranquillo di John Krasinski è un film così complesso e intricato che, dopo averti raccontato il finale, invece di ammorbarti con la solita recensione con le stellette, ho pensato di buttar giù una lista di 10 piccole grandi curiosità sul film che potrebbero essere passate inosservate.

In questo articolo, quindi, cercheremo assieme di capire, basandoci sui dettagli del film, come hanno fatto queste mostruose creature ad arrivare sulla Terra, perché attaccano l’uomo, perché i sopravvissuti non fanno fronte comune e soprattutto perché nessuno mangia più le patatine.

Il mio dettaglio preferito, però, lo trovi in coda a questo post e riguarda il numero di mostri che assediano i protagonisti: una questione controversa per la quale non ho trovato riscontro da nessuna parte.

Non mancare di farmi sapere la tua opinione nei commenti e nel frattempo shhh, perché da qui in poi…

☛ Spoiler sul film A Quiet Place: Un Posto Tranquillo
1) Facciamo nomi e cognomi

Durante i 90 minuti di A Quiet Place, nessun nome viene pronunciato. Presumiamo che il cognome della famiglia sia “Abbott” perché lo vediamo scritto sulla cassetta delle lettere e conosciamo con certezza il nome di “Beau” -il figlio più piccolo vittima dell’incidente nel prologo- solo perché lo vediamo scritto all’interno della sua stanza.

2) La rana e l’acqua calda…

Nel prologo del film vediamo la famiglia Abbott recarsi a fare provviste, 89 giorni dopo l’invasione. La cittadina nella quale si muovono è abbandonata, ma non completamente distrutta. Su pareti e bacheche possiamo notare numerosi volantini recanti la scritta “missing” (scomparso/a). Questi dettagli ci fanno subito capire che l’attacco non è stato massivo ma graduale.

Dai giornali presenti nel seminterrato degli Abbott scopriamo che si tratta di un attacco globale (New York, il Messico, Shangai) e che, per sopravvivere, occorre non far rumore (“stay silent, stay alive”) e andare sottoterra (“get underground”).

Dalla lavagnetta degli appunti del padre (John Krasinski) apprendiamo poi le caratteristiche fondamentali delle creature: “blind” (cieche), “attack sounds” (attaccano i rumori) e “armor” (corazza, armatura). È probabilmente per via della corazza -una sorta di resistentissimo esoscheletro- che SWAT, Guardia Nazionale ed Avengers non sono riusciti a sterminare le creature subito subito.

3) Le patatine uccidono

L’interno del negozio nel quale gli Abbott recuperano i farmaci per il figlio malato è stato saccheggiato, eccezion fatta per un solo reparto: quello delle patatine in busta. In più di un’inquadratura possiamo vedere come la spalliera di patatine, pop-corn e affini sia pressoché intatta. Facile intuire il perché: le patatine sono rumorose.

Poco fa ho provato ad avvolgere un pacchetto di patatine in un asciugamano, aprirlo ed a mangiarle una ad una, chiudendo bene la bocca prima di masticare per ridurre il rumore. E sì, in A Quiet Place sarei bella che morta da un pezzo.

4) Un film a luci rosse

Quando la famiglia si lascia il Lerkin’s Market alle spalle e si incammina per il sentiero sicuro, vediamo un semaforo accasciato sull’asfalto. È il primo, silenzioso (ahah!) segnale dell’importanza della luce rossa in A Quiet Place.

Dopo circa un anno nel racconto e 60 minuti nella realtà, la madre (Emily Blunt), ritrovatasi da sola in casa, prossima al parto ed assediata dalle creature, aziona una serie di lampadine rosse che fungono da allarme, come abbiamo già visto nella spiegazione del finale. Nel poster italiano, infatti, vengono riportate le regole essenziali per la sopravvivenza:

Regola #1: non fare rumore

Regola #2: resta sempre sul sentiero

Regola #3: rosso significa scappa ”

Il dettaglio delle lampadine ha suscitato non poche polemiche, dato che nel perfetto sonoro del film si sente distintamente un rumore alla loro accensione che, in linea teorica, potrebbe attirare le creature. In realtà lo stesso rumore, tra l’altro localizzato all’esterno della casa, potrebbe depistare volutamente le bestie.

In un caso o nell’altro, la domanda che resta senza soluzione è: come fanno gli Abbott ad avere la corrente elettrica? Un generatore, per quanto lontano, non farebbe troppo chiasso?

5) Il sentiero tracciato di bianco

Sin dalle prime inquadrature vediamo che gli Abbott si spostano in fila indiana lungo un sentiero di brecciolina bianca.

Nel film non viene spiegato cosa sia stato gettato per costituirlo (a me piace pensare che sia lettiera per gatti…), ma appare piuttosto chiaro il perché sia stato fatto: la brecciolina attutisce i passi dei componenti della famiglia e protegge, per quanto possibile, i loro piedi rigorosamente scalzi; inoltre il colore chiaro del sentiero permette loro di notare più facilmente che non ci siano intralci (ad esempio rami secchi) sul loro percorso.

6) In che anno siamo?

La narrazione ha inizio 89 giorni dopo l’invasione con la morte del piccolo Beau, colpevole di aver accesso uno space-shuttle giocattolo. Un salto temporale di circa un anno ci catapulta nel giorno 472, corretto poi in 442 per un errore di continuity.

Quando la figlia (Millicent Simmonds), in seguito ad un dissapore con il padre, si reca sul luogo in cui è morto il fratellino, sulla croce apposta in sua memoria vediamo campeggiare la scritta “2016-2020”. Siamo quindi nel 2021.

7) Ci sono altri sopravvissuti?

Nella prima parte del film, il padre sale sul silo ed accende un fuoco. Poco dopo in lontananza vediamo altri quattro fuochi accendersi contro il tramonto, segno che gli Abbott non sono da soli “su questa tera” (cit.).

Il fatto che ci siano altri sopravvissuti viene poi chiarito in un’altra sequenza, a metà film, nella quale padre e figlio si imbattono in un anziano signore la cui (presunta) moglie giace a terra, morta. L’anziano li guarda e, disperato, emette un urlo suicida che ovviamente attira inesorabilmente le creature.

Ci sono quindi altri sopravvissuti, ma non conviene fare comunella. In questo caso l’unione non fa la forza ma fa rumore.

L’elemento del “più siamo peggio è” non è molto comune nell’horror, ma ci era già capitato di vederlo in The Happening (E Venne il Giorno, 2008) di M. Night Shyamalan. A tal proposito…

8) Le citazioni in A Quiet Place

Restando tra le produzioni di Shyamalan, non può non tornare in mente Signs (2002), dato che entrambi i film affrontano le vicissitudini di una famiglia durante un’invasione aliena, seguita solo dal punto di vista dei suoi componenti.

Tuttavia Krasinski, regista, sceneggiatore e protagonista, ha citato tra le sue influenze PsychoRosemary’s BabyAlien. Krasinski però non ha tirato in ballo Jurassic Park (1993), nonostante ci siano diversi parallelismi tra A Quiet Place e il film di Spielberg:

  • In questo caso abbiamo a che fare con creature completamente cieche e dall’udito finissimo, ma anche la simpatica T-Rex del film non ha una vista da aquila: è in grado di vedere e percepire solo il movimento (se non ti muovi non ti vede).
  • In entrambi i film fratello e sorella sono intrappolati all’interno di un’auto (una jeep in Jurassic Park, un pick-up in questo caso) mentre un adulto all’esterno urla per distrarre il mostro.
  • In A Quiet Place, nella sequenza all’interno del mulino, i due ragazzini usano la porta del silo per proteggersi dall’attacco della creatura. La scena e le loro posizioni ricordano il momento in cui, in Jurassic Park, Lex e Tim scalciano contro il tettuccio della jeep, unica loro protezione contro i denti del Tirannosauro.

9) Da dove vengono e cosa vogliono queste creature?

Krasinski lo ha confermato pochi giorni dopo l’uscita di A Quiet Place: sì, queste orribili creature sono aliene. Non che fosse necessaria una conferma ufficiale, dato che all’inizio del film, tra i titoli dei giornali presenti nel seminterrato degli Abbott, si legge chiaramente la scritta “meteor hits Mexico with the force of a nuke” (meteora colpisce il Messico con la forza di un’arma nucleare).

La sequenza nella quale padre e figlio incontrano l’anziano pronto al suicidio ci ha inoltre svelato la presenza di una donna ferita a morte e lasciata a terra. Pertanto queste mostruose creature aliene non attaccano l’uomo per fame, ma per… fastidio. L’uomo è troppo rumoroso per l’udito finissimo dei mostri, che quindi si ritrovano pronti ad attaccare al minimo rumore.

10) Quanti mostri ci sono nella zona?

Ci siamo. Eccolo qui il mio dettaglio preferito.

All’inizio del film vediamo che su di una delle lavagnette nel seminterrato il padre ha annotato la domanda “how many in area?” (quante -creature- nella zona?), segnando il numero “3” in risposta.

Tuttavia in un’altra scena, poco prima del sacrificio del padre, la madre si avvicina ai monitor e quando la camera si allarga, notiamo che sulla stessa lavagna il numero “3” è stato barrato ed al suo fianco vediamo scritto “5” (come si può chiaramente vedere all’inizio di questo trailer).

A Quiet place, dettaglio nel trailer: sulla lavagnetta la risposta alla domanda "how many?" risulta essere "5", con il numero "3" barrato.
© Paramount Pictures

Nella sequenza finale, però, quando la madre imbraccia il fucile e la figlia vede per la prima volta gli appunti del padre, sulla lavagna è di nuovo scritto “3”.

A Quiet place, dettaglio nel finale: sulla lavagnetta, in basso, la risposta alla domanda "how many in area?" risulta essere "confimed 3".
© Paramount Pictures

Non è chiaro se questo sia un errore o un rompicapo voluto, dato che negli istanti conclusivi, dopo che la madre ha sparato ad una delle creature, nei monitor vediamo prima due creature in avvicinamento e subito dopo, su di un altro monitor e da un’altra prospettiva, notiamo ancora due mostri correre freneticamente verso il rifugio degli Abbott. Sono le stesse due creature riprese da due diverse angolazioni? Oppure i mostri che si stanno avvicinando sono quattro?

Questo probabilmente non lo sapremo mai. Beh, mai… non lo sapremo fino all’uscita di A Quiet Place 2.


Cosa ne pensi? Avevi notato tutti e 10 questi dettagli? C’è qualcosa che vorresti aggiungere a questo articolo? Se ti va, fammelo sapere nei commenti e ricorda che puoi votare questo film qui sotto, commentando o semplicemente attribuendo da 1 a 5 stelline alla voce “voto dei lettori”, oppure puoi passare a…


A Quiet Place: Un Posto Tranquillo, il film
Sending

Voto dei lettori

(clicca sulle stelline per votare)

0 (0 voti)

Voto dei commentatori

(lascia un commento con la tua valutazione)

0 (0 recensioni)

Ehi, grazie di aver letto sin qui. Se questo post ti è piaciuto, puoi supportarmi facendolo girare sui social e sul webbe, perché sì la felicità è reale solo quando...

Condividimi!

E tu cosa mi dici?

Per commentare ti basta inserire i dati contrassegnati dall’asterisco e, se ti va, la url del tuo blog. Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato né usato per altri scopi, giurin giurello. Facendo click su “pubblica il commento” accetti il trattamento dei dati inseriti come descritto nella privacy policy. Ogni commento è prezioso per me. Grazie.

Sending