[REC]³ Génesis (2013, Paco Plaza)

[Rec]³: Génesis (aka Rec 3: Genesis o [REC]³ – La Genesi) è un film horror spagnolo del 2012 scritto e diretto da Paco Plaza; con Leticia DoleraDiego Martín ed Ismael Martínez.

Rec 3: Genesis, la recensione del film: un horror che sbeffeggia la sua stessa saga con intelligenza

Dopo i fortunatissimi [Rec] e [Rec]², i talentuosi registi Jaume Balaguerò e Paco Plaza, si giocano a sorte i capitoli conclusivi: Balaguerò si aggiudica il quarto ed ultimo capitolo, Apocalypse; e Plaza – mentre il collega si diletta a girare l’inquietantissimo Mientras Duermes – dirige questo terzo capitolo.

Le intenzioni di quel geniaccio di Paco Paza sono chiare sin da subito, sin da quel titolo [Rec]³ – La Genesi che lascerebbe pensare ad un prequel ma che prequel non è. Il film, infatti, racconta accadimenti che avvengono in contemporanea ai fatti dei primi due capitoli, come testimoniato da un monitor in un’inquadratura secondaria e da alcuni riferimenti all’interno del film. Rec 3 quindi non è un sequel e non è un prequel. Ma non finisce qui: eccezion fatta per i primi 20 minuti, [Rec]³: Génesis non è nemmeno un mockumentary

Ohibò, cosa fa Plaza? Ci prende in giro?

Sì, un po’ sì. O meglio, prende in giro i puristi della saga, quelli che aspettavano un terzo capitolo sulla falsa riga dei precedenti. Ma quel che è più importante è che questo suo parodiare se stesso ed il suo precedente lavoro è un costante gioco a togliere. Plaza toglie l’inquietudine del primo capitolo; toglie la sacralità un po’ inutile del secondo. Toglie la camera a mano quando non ne ha più bisogno.

E cosa resta, dopo aver tolto tutto il superfluo?

Beh, restano 81 minuti di ironia e divertimento ed una storia d’amore a prova di zombie.

Viva Valencia!

La trama di Rec 3 – La Genesi

La scritta AV2 compare per un secondo in alto a destra dello schermo, poi un cursore si muove tra le opzioni video e foto del matrimonio di Clara e Koldo. Quanto sono belli. Come sono felici. È il giorno del loro matrimonio: le riprese sono fatte dal cugino di lui e da un professionista, Atùn, fissato col “cinéma vérité”. La chiesa è gremita di parenti: lo strampalato zio Pepe Victor, la zia chiattona, il nonno con l’apparecchio acustico mal funzionante. Non mancano neanche gli amici cazzoni: un matrimonio mediterronico in pieno stile.

Per il ricevimento ci si sposta in un lussuoso resort, dove tra banchetti e balli, zio Pepe dà i numeri. E no, non perché ha bevuto troppo, è perché è stato morso da un cane, da quel cane. In pochi secondi si scatena il panico e la misteriosa epidemia già (meglio) rappresentata nei precedenti capitoli fa i suoi proseliti tra gli invitati alla cerimonia, causando la separazione di Clara e Koldo. La telecamera, che fino a quel momento era stata il nostro punto di vista sulla situazione, viene frantumata. Plaza ci avverte che stiamo vedendo [REC]³ Génesis.

Ciao ciao mockumentary. Ciao ciao found footage.

No mockumentary, no party?

Il passaggio di Plaza alla classica macchina da presa, da molti additato come altissimo tradimento, si rivela un’arma utilissima (e forse indispensabile) per raccontare questa storia. Una storia semplice e lineare (come l’ammmore!), che si sveste di tutti gli orpelli barocchi che avevano appesantito [Rec]²; una storia che si carica di una liberatoria forma di ironia ed autoironia, inedite negli episodi precedenti della saga.

Proprio in questa sua semplicità, la sceneggiatura (di Luiso Berdejo e dello stesso Plaza) ci fa man mano ritrovare i personaggi che avevamo incontrato nella prima parte, talvolta vestiti da Sponge John, talvolta mutati in mostri. Ed è proprio questo il punto di forza della pellicola: il vero obiettivo del mockumentary è quello di far sentire lo spettatore parte degli avvenimenti narrati; per questo, dopo averci introdotti, la regia abbandona quello stile affidandosi alla consapevolezza che lo spettatore è già entrato nella storia grazie alle “presentazioni” iniziali e non ha quindi più bisogno del punto di vista interno agli avvenimenti.

O forse no. Forse Rec 3 è comunque un mockumentary, dato che mantiene il montaggio serrato con gli stacchi caratterizzanti il found footage, ma sfrutta anche i filmati diegetici derivanti dalle videocamere di sorveglianza. Forse il mockumentary non è una tecnica registica, è una tecnica narrativa.

Scene da un matrimonio

Sono state davvero tante, troppe le critiche mosse a questo Rec 3. Buona parte dei suoi detrattori, probabilmente, si aspettava un film antitetico da quello cui ha assistito, sicuramente più in linea con i due capitoli precedenti.

Eppure, in barba a tutto questo, per me REC 3 è un buon horror. Lo è anche perché si pone in perfetta antitesi con la sua stessa saga. Plaza sposta l’ambientazione dagli oscuri corridoi del condominio alla location più contrastante cui si possa pensare, un lussuoso resort. Abbiamo a che fare con degli zombie adorabilmente vestiti a festa che non corrono come quelli di 28 Giorni Dopo, ma rappresentano un ritorno alla vecchia scuola. Si torna anche al concetto alla base della “filosofia zombie” degli horror: il momento di maggior pericolo è quello in cui il protagonista si lascia avvicinare da un amico o da un parente prima di accorgersi dell’avvenuta mutazione. E quale occasione migliore, per avere vicini amici e parenti, del tuo matrimonio?

Clara e Koldo: finché morte non ci separi

I primi minuti, come detto, sono fondamentali per lo sviluppo della narrazione. Ci vengono presentati amici e parenti, persone banali che fanno battute banali, proprio come nella realtà. E poi ci sono loro, Clara e Koldo, sposi da poche ore, innamoratissimi l’uno dell’altra, che si perdono e si ritrovano. Sono forti quanto il loro amore, Clara e Koldo: lui con l’armatura di San Giorgio, lei con la motosega.

Plaza quindi prende in giro se stesso, distribuendo frullini da cucina e disseminando motoseghe, e gira una pelicula para no dormir che scorre via fin troppo velocemente, con un ottimo ritmo, gli effetti speciali a cui ci ha già abituati e qualche (o più di qualche) pacchianata. Probabilmente [REC]³ Génesis non aggiunge nulla al cinema horror, né al genere mockumentary; ma rappresenta una delle migliori parodie di genere mai viste, anche perché inserita nella sua stessa saga.

E poi l’epilogo… oh, l’epilogo.

In sala dal 17 gennaio 2013.
La felicità è reale solo quando...
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4 Commenti:

  1. La firma cangiante 18 agosto 2012
    • StepHania Loop 19 agosto 2012
  2. Mr Ink 19 agosto 2012
    • StepHania Loop 19 agosto 2012

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