[REC]³: Genesis, il film: finché morte non vi separi

REC 3: La Genesi (aka [Rec]³: Génesis o [REC]³: Genesis) è un film horror spagnolo del 2012 scritto e diretto da Paco Plaza; con Leticia DoleraDiego Martín ed Ismael Martínez.
Rec 3: La Genesi: la recensione del film di Paco Plaza con Leticia Dolera

Rec 3: La Genesi, la recensione del film: un horror che sbeffeggia la sua stessa saga con ironia ed intelligenza. Viva Valencia!

Dopo i fortunatissimi [Rec] e [Rec]², i talentuosi registi Balaguerò e Plaza si giocano a sorte i capitoli conclusivi: Balaguerò, intento a girare a girare l’inquietantissimo Mientras Duermes, si aggiudica il quarto ed ultimo capitolo, Apocalypse, mentre il collega, il nostro Paco Plaza, dirige questo terzo, inaspettato capitolo della saga.

Le intenzioni di quel geniaccio di Paco Paza sono chiare sin da subito, sin da quel titolo [Rec]³ – La Genesi che lascerebbe pensare ad un prequel ma che prequel non è. Il film, infatti, racconta accadimenti che avvengono in contemporanea ai fatti dei primi due capitoli, come testimoniato da un monitor in un’inquadratura secondaria e da alcuni riferimenti all’interno del film. Rec 3 quindi non è un sequel e non è un prequel. Ma non finisce qui: eccezion fatta per i primi 20 minuti, [Rec]³: Génesis non è nemmeno un mockumentary

Ohibò, cosa fa Plaza? Ci prende in giro?

Sì, un po’ sì. O meglio, prende in giro i puristi della saga, quelli che aspettavano un terzo capitolo sulla falsa riga dei precedenti, quelli che credevano che Plaza fosse la copia sbiadita di quel seriosone di Balaguerò. Ma quel che è più importante è che questo suo parodiare se stesso ed il suo precedente lavoro è un costante gioco a togliere. Plaza toglie l’inquietudine del primo capitolo; toglie la sacralità un po’ inutile del secondo. Toglie la camera a mano quando non ne ha più bisogno.

E cosa resta, dopo aver tolto tutto il superfluo?

Beh, restano 81 minuti di puro divertimento ed una storia d’amore a prova di zombie.

La trama di Rec 3 – La Genesi

La scritta AV2 compare per un secondo in alto a destra dello schermo, poi un cursore si muove tra le opzioni video e foto del matrimonio di Clara e Koldo. Quanto sono belli. Come sono felici. Quanto sono innamorati, Clara e Koldo. È il giorno del loro matrimonio: le riprese sono fatte dal cugino di lui e da un professionista, Atùn, fissato col “cinéma vérité”. La chiesa è gremita di parenti: lo strampalato zio Pepe Victor, la zia chiattona, il nonno con l’apparecchio acustico mal funzionante. Non mancano neanche gli amici cazzoni: un matrimonio mediterronico in pieno stile.

Italiani, spagnoli: non siamo poi così diversi. Calorosi, passionali, legati ad un certo di tipo di tradizione. Anche se, a ben vedere, una differenza c’è: loro, gli spagnoli, hanno una saga horror di tutto rispetto, attesa in tutto il mondo e scopiazzata dagli americani, che hanno tentato di riprodurla in Quarantine. Ma questa è un’altra storia…

Il matrimonio, dicevamo. Per il ricevimento ci si sposta in un lussuoso resort, dove tra banchetti e balli, zio Pepe dà i numeri. E no, non è perché ha bevuto troppo; è perché è stato morso da un cane, da quel cane. In pochi secondi si scatena il panico e la misteriosa epidemia già (meglio) rappresentata nei precedenti capitoli fa i suoi proseliti tra gli invitati alla cerimonia, causando la separazione di Clara e Koldo. La telecamera, che fino a quel momento era stata il nostro punto di vista sulla situazione, viene frantumata. Plaza ci avverte che stiamo vedendo [REC]³ Génesis.

Ciao ciao mockumentary. Ciao ciao found footage.

No mockumentary, no party?

Il passaggio di Plaza alla classica macchina da presa, da molti additato come altissimo tradimento, si rivela un’arma utilissima (e forse indispensabile) per raccontare questa storia. Una storia semplice e lineare (come l’ammmore!), che si sveste di tutti gli orpelli barocchi che avevano appesantito [Rec]²; una storia che si carica di una liberatoria forma di ironia ed autoironia, inedite negli episodi precedenti della saga.

Proprio in questa sua semplicità, la sceneggiatura (di Luiso Berdejo e dello stesso Plaza) ci fa man mano ritrovare i personaggi che avevamo incontrato nella prima parte, talvolta vestiti da “Sponge John”, talvolta mutati in mostri. Ed è proprio questo il punto di forza della pellicola: il vero obiettivo del mockumentary è quello di far sentire lo spettatore parte degli avvenimenti narrati; per questo, dopo averci introdotti, la regia abbandona quello stile affidandosi alla consapevolezza che lo spettatore è già entrato nella storia grazie alle “presentazioni” iniziali e non ha quindi più bisogno del punto di vista interno agli avvenimenti.

O forse no. Forse Rec 3 è comunque un mockumentary, dato che mantiene il montaggio serrato con gli stacchi caratterizzanti il found footage, ma sfrutta anche i filmati diegetici derivanti dalle videocamere di sorveglianza. Forse il mockumentary non è una tecnica registica, è una tecnica narrativa. O forse, ancora, Rec 3, che sia o meno un mockumentary, è un buon film, ben diretto, ben interpretato, ben costruito.

Scene da un matrimonio

Sono state davvero tante, troppe le critiche mosse a questo Rec 3. Buona parte dei suoi detrattori, probabilmente, si aspettava un film diverso da quello cui ha assistito, sicuramente più in linea con i due capitoli precedenti.

Eppure, in barba a tutto questo, REC 3 è un buon horror. Lo è anche perché si pone in perfetta antitesi con la sua stessa saga. Plaza sposta l’ambientazione dagli oscuri corridoi del condominio alla location più contrastante cui si possa pensare, un lussuoso resort. Abbiamo a che fare con degli zombie adorabilmente vestiti a festa che non corrono come quelli di 28 Giorni Dopo (altro caposaldo dei detrattori professionisti), ma rappresentano un ritorno alla cara vecchia scuola. Si torna anche al concetto alla base della “filosofia zombie” degli horror: il momento di maggior pericolo è quello in cui il protagonista si lascia avvicinare da un amico o da un parente prima di accorgersi dell’avvenuta mutazione. E quale occasione migliore, per avere vicini amici e parenti, del tuo matrimonio?

Clara e Koldo: un amore a prova di zombie

I primi minuti, come detto, sono fondamentali per lo sviluppo della narrazione. Ci vengono presentati amici e parenti, persone banali che fanno battute banali, proprio come nella realtà. E poi ci sono loro, Clara e Koldo, sposi da poche ore, innamoratissimi l’uno dell’altra, che si perdono e si ritrovano. Sono forti quanto il loro amore, Clara e Koldo: lui con l’armatura di San Giorgio, lei con la motosega.

Ma è soprattutto lei, Clara, interpretata da una Leticia Dolera meravigliosa, a lasciare il segno. Con quelle spalle magre ed eburnee, Clara se ne va in giro zuppa di sangue e con l’abito da sposa accorciato per comodità, lasciando intravvedere una giarrettiera birbante. Brandisce una motosega, Clara, quando urla agli infetti “hoy es mi día” (“oggi è il mio giorno”). Dolce, determinata e dannatamente sensuale, Clara sembra un’eroina tarantiniana pronta a mangiarsi in un sol boccone la protagonista degli altri capitoli, Angela Vidal. Tra l’altro è stata proprio Leticia Dolera a reinterpretare la Vidal in Spanish Movie, un film parodia del 2009 inedito da noi. Ed a proposito di parodie…

Una parodia nella sua stessa saga

In Rec 3 Plaza prende in giro se stesso, distribuendo frullini da cucina e disseminando motoseghe, e gira una pelicula para no dormir che scorre via fin troppo velocemente, con un ottimo ritmo, gli effetti speciali a cui ci ha già abituati e qualche (o più di qualche) pacchianata. Probabilmente [REC]³ Génesis non aggiunge nulla al cinema horror, tanto meno al mockumentary o al found footage; ma rappresenta una delle migliori parodie di genere mai viste, anche perché inserita nella sua stessa saga.

E poi l’epilogo… oh, l’epilogo.

Rec 3: La Genesi, il finale del film

Veniamo ora al momento più atteso dal popolo di Google: lo spoiler sul finale di Rec 3. Se non hai visto il film, procedi spedito fino alla barretta verde del fine spoiler, ma sappi che è proprio il finale a farci capire che no, per i primi 70 minuti non si era scherzato affatto, e che sì, c’è una spiegazione a quel “La Genesi” nel titolo.

ATTENZIONE: spoiler sul finale di Rec 3: La Genesi

È il Prete, salvatosi grazie alle sue preghiere, ad avere l’intuizione: gli infetti di Rec sono posseduti ed in quanto tali possono essere fermati solo dai versi sacri. Per questo, al microfono della sala ricevimenti, inizia a leggere la Genesi, il primo libro della Bibbia. Da qui Rec 3: La Genesi. Lo so, non era difficile, ma credimi: in tanti tra giornalisti e recensori non ci erano arrivati. E vabbé.

In principio Dio creò il cielo e la terra.

Nell’ascoltare i versi diffusi dagli altoparlanti, gli infetti si arrestano, inebetiti ed incapaci di qualsiasi movimento. Questa evoluzione dà modo a Koldo e Clara, gli ultimi superstiti oltre al Prete, di raggiungere l’esterno del resort. Sono pochi i metri che separano gli sposini dal G.E.O. (“Grupo Especial de Operaciones”) che ha messo in quarantena la struttura.

Eppure tra gli invitati contagiati ce n’è uno che risulta immune alle preghiere: è il nonno di Koldo, il cui apparecchio acustico ci era stato presentato come mal funzionante già nei primi minuti del film. L’anziano nonnetto, incapace di sentire le preghiere (e di sentire, in genere), si avventa su Clara e la morde una mano. In un disperato tentativo di salvare la sua amata, Koldo amputa a Clara il braccio servendosi della spada di San Giorgio e sperando di raggiungere l’esterno ed i soccorsi prima che lei muoia dissanguata.

Ma è troppo tardi. Quando raggiungono il cancello principale -oltre il quale si intravvedono le unità speciali addette alla sicurezza- Clara inizia a dare i primi sintomi dell’infezione. Koldo è quindi rimasto l’unico non infetto, ma invece di varcare il cancello da solo e avere salva la vita, prende in braccio Clara e la porta oltre il perimetro di quarantena come un marito porta la sua sposina nella nuova casa.

Una volta oltre il perimetro, alle squadre speciali è subito chiaro che Clara sia infetta. Gli agenti, allarmati, intimano a Koldo di adagiarla per terra ed allontanarsi. Koldo, di tutta risposta, dà un ultimo lungo bacio a Clara, al termine del quale lei gli strappa la lingua a morsi. Cadono entrambi, sotto una massiccia pioggia di proiettili. Una volta a terra, forse in un ultimo lampo di ragione, Clara avvicina la sua mano a quella di Koldo.

FINE SPOILER

Rec 3: La Genesi
Rec 3: La Genesi, il poster del film

Titolo originale: [Rec]³: Genesis

Descrizione: Rec 3: La Genesi, la recensione del film: un horror che sbeffeggia la sua stessa saga con ironia ed intelligenza. Viva Valencia!

Data d'uscita: 2013-01-17

Regia di: Paco Plaza

Sceneggiatura di: Paco Plaza, Luiso Berdejo

Cast: Leticia Dolera, Diego Martín, Ismael Martínez

Genere: horror, zombie

Durata: 81 minuti

Paese: Spagna

  • Sceneggiatura
  • Originalità
  • Regia
  • Fotografia
  • Recitazione
  • Cuore
3.7

Riassunto

Con Rec 3 Paco Plaza prende in giro se stesso, noi ed il genere, disseminando frullini da cucina e motoseghe e girando una pelicula para no dormir che scorre via fin troppo velocemente, con un ottimo ritmo, gli effetti speciali a cui ci ha già abituati e qualche (o più di qualche) pacchianata.

Probabilmente [REC]³ Genesis non aggiunge nulla al cinema horror, né al mockumentary; ma rappresenta una delle migliori parodie di genere mai viste, anche perché inserita nella sua stessa saga.

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4 Commenti:

  1. La firma cangiante 18 agosto 2012
    • StepHania Loop 19 agosto 2012
  2. Mr Ink 19 agosto 2012
    • StepHania Loop 19 agosto 2012

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