Salem – Prima Stagione (2014, WGN America)

Lemme Lemme

Salem, il primo investimento seriale della rete WGN America, non dà spazio a dubbi: le streghe esistono o almeno esistevano; i buoni, invece, beh, quelli il più delle volte sono frutto della fantasia. John e Mary erano buoni ed innamorati, ma la paura dei Puritani, capaci di marchiare con la “F” di “fornicator” un giovane invaghito di una coetanea, li costringe a separarsi: John parte per la guerra, mentre Mary, rimasta sola e spaventata, decide di sacrificare il loro nascituro pur di avere potere e vendetta. Anni dopo, nel 1692, il giovane ed aitante John Alden fa ritorno a casa, trovando Salem sempre più in balìa dei capricci dei Puritani ed  ignaro che la sua Mary non solo ha sposato il più crudele e ciccione dei bigotti, ma è anche diventata la capo ultras delle Streghe di Salem.

YEAH BITCH

Mary Sibley.

La protagonista di Salem è una donna potente, collerica, spaventata ed innamorata, indecisa tra il perseverare nel suo “primus” (ultimo rito) e l’abbandonare il suo ruolo cardine nella congrega per il ritrovato ammore della sua vita. Se non fosse pappamollizzato dall’affetto per John, il personaggio di Mary sarebbe uno dei cattivi migliori della stagione: una strega manipolatrice al punto tale da infiltrarsi tra i Puritani portandoli ad uccidere in sua vece e talmente crudele da tormentare senza il minimo scrupolo la giovane ed incolpevole Mercy per usarla nei suoi sanguinari intenti. La riuscita di Mary è senz’altro aiutata dalla bellezza di Janet Montgomery, che recitativamente – tutto sommato – se la cava non male. Mary Sibley è un personaggio realmente esistito: secondo alcune fonti nel 1692 una donna con questo nome brevettò il test del “witches cakes“, consistente nell’impastare un tortino di segale e piscio di strega da far mangiare ad un cane, che poi avrebbe riconosciuto la strega, che ci porta a…

L’Utilizzo di Nomi E Situazioni Reali.

Pur chiarendo subito e senza remore che la serie non ha alcuna intenzione di raccontare in modo documentaristico i reali accadimenti dei processi, Salem utilizza molti nomi e situazioni che rimandano a quanto è stato storicamente tramandato: i personaggi di Giles Corey e di Bridget Bishop, realmente esistiti, subirono esattamente ciò che viene raccontato nella serie. Inoltre, oltre al nome di Mary Sibley, anche quello di Tituba, Mercy Lewis ed Increase Mather trovano fondamento storico, quest’ultimo, però, sembrerebbe aver avuto un ruolo antitetico a quello assunto nella serie. Indipendentemente dalla fedeltà ai fatti, questo escamotage incuriosisce non poco lo spettatore, che, volta per volta, è portato a documentarsi senza sapere se lo script seguirà o meno quanto storicamente riportato.

SO & SO

Girls Power: Tituba, Mercy e Anne.

A ruotare attorno al potere ed alla cattivera di Mary, ci sono tre importanti figure: Tituba (quel fenicottero di Ashley Madekwe, Revenge) è la schiava che ha iniziato Mary alla stregoneria e che, pur apparendo devota e fedele alla sua padrona, potrebbe esserlo ancor di più nei confronti della sua causa. Mercy Lewis è inizialmente una poveretta perseguitata da Mary, che la sevizia, la mordicchia e la possiede affinché allontani i sospetti dei Puritani dal vero pericolo; successivamente il personaggio di Mercy si evolve in maniera abbastanza coerente con gli avvenimenti, supportato dall’interpretazione della quasi esordiente Elise Eberle. La prova di Tamzin Merchant (Pride & Prejudice, The Tudors, Jane Eyre) non è altrettato di supporto al personaggio di Anne Hale, stupidottola viziata figlia del giudice, che regala una piacevole sorpresa nel season finale e promette belle cose per il futuro. Di fatto, in Salem, la stregoneria è cosa da donne: l’unico stregone sembra un rammollito choosy.

Increase Mather.

Il leader dei Puritani, George Sibley, è fuori gioco e sotto il giogo della moglie Mary, che gli infila un rospo in bocca con estremo piacere ogni volta che può. Pertanto a gestire l’emergenza streghe viene chiamato Cotton Mather (Seth Gabriel), figlio del famoso e temuto reverendo Mather, che però non si rivela all’altezza del compito di giustiziere bigotto a causa di stupidi sentimentalismi e di intelligente alcol. Ed è così che, nel settimo episodio, Our Own Private America, fa il suo ingresso Increase Mather (Stephen Lang), fanatico cacciatore disposto ad usare qualsiasi mezzo e qualsiasi vita pur di smascherare ed eliminare le streghe.

La Componente Horror.

I primi poster promettevano impiccagioni, levitazioni ed animali inquietanti: tutti aspetti nei quali Salem purtroppo lesina. Sebbene non possa essere definita “spaventosa”, questa prima stagione si lascia andare a mostruosità assortite: dai “famigli” viscidi ai demoni con la forma di animali, dalle dita mozzate alla vera sembianza delle streghe riflessa nello specchio, questa prima stagione regala ogni tanto e con parsimonia un tributo al genere. Peccato però che ne volessimo molto di più.

Egocentriche, queste Streghe.

Senza mai presentarsi come una serie storica, Salem sorvola pienamente degli aspetti potenzialmente molto interessanti, primo su tutti l’analisi della condanna a morte dell’innocente. Se da un lato, infatti, si concede – purtroppo con troppa fretta – alla tortura ed ai suoi arnesi, dall’altro non si sofferma adeguatamente sullo stato d’animo dell’innocente creduto servo del dimognio. Peccato.

PLEASE DON’T

John Alden.

Purtroppo il personaggio cardine della serie, colui che rappresenta la focalizzazione interna dello spettatore e della sua immersione a Salem in medias res, si rivela il più deludente di tutti. Eccessivamente macho e miscredente, stupidamente tenebroso e dissacratore, John Alden risulta fastidioso e prevedibile ai fini della storia. Anche la prova di Shane West, cui si vorrà sempre bene per il ruolo di Ray Barnett in E.R., sembra essere monotona e ripetitiva.

La Discontinuità e Il Ritmo.

La sceneggiatura, che comunque si risolleva nel season finale, si concede un buon pilot, cui seguono diversi episodi tra la noia e la soap opera che potrebbero (e forse dovrebbero) scoraggiare lo spettatore. Probabilmente il taglio da (ben) tredici episodi ha indotto gli sceneggiatori ad allungare il brodo, già di suo non saporitissimo, portandolo questa prima stagione ad essere, oggettivamente, un pentolone un po’ troppo annacquato.

* * * 

WGN America, visti gli ascolti gratificanti dei primi episodi, ha già rinnovato Salem per una seconda stagione. Speriamo che in futuro la bella Mary Sibley si concentri maggiormente sulle cose serie (tipo la distruzione del mondo, l’ascesa del dimognio, la rivalità tra streghe, cose così), che sui pettorali di John Alden.

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3 Commenti

  1. Mr Ink 30 luglio 2014
    • StepHania Loop 30 luglio 2014
  2. Marco Goi 31 luglio 2014

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