The Killing – Quarta Stagione (2014, Netflix)

What’s Wrong with Linden? She Smiled at Me.

Quando nel 2011 è saltato fuori The Killing (remake della serie danese Forbrydelsen), noi amanti del crime, orfani degli anni ’90, vi ci siamo avvinghiati perché, dopo tanto tempo, finalmente avevamo un prodotto attuale non del tutto incatenato a quel tipo di scrittura, ormai stantio e rivisitato in ogni modo. Difatti, che lo si voglia riconoscere o meno, pur con i suoi scivoloni, The Killing ha rappresentato e rappresenta una delle poche riscritture del genere poliziesco degne del nostro tempo. Senza The Killing, i suoi drammi, la sua solitudine e le sue cupe giornate di pioggia non ci sarebbe stato quel gioiellino di True Detective, ad esempio. Alla luce dei sei episodi conclusivi mandati in onda da Netflix (che ha finanziato totalmente l’ultima stagione per permettere – secondo alcuni – una degna chiusura) potremmo serenamente affermare che il vero The Killing si è concluso sulla AMC, nel momento in cui Linden ha deciso di far fuoco.

YEAH BITCH

Il Continuum con la Terza Stagione

La quarta stagione ha inizio proprio dove la terza si era conclusa: nonostante i “no no no” di Holder, Sarah Linden ha sparato a Skinner, capo, amico, amante e Pied Piper, responsabile degli innumerevoli omicidi di giovani figlie di nessuno trattati nella stagione precedente. Non si torna più indietro: la scelta è tra l’affrontare le conseguenze,
per quanto disastrose, di quanto accaduto ed il coprire l’omicidio di
Skinner, sperando che il Detective Reddick (Gregg Henry), che sta indagando sulla scomparsa di Skinner, sia incompetente come sembra. Ma i collegamenti con la precedente, immensa, indimenticabile stagione non finiscono qui: si parlerà ancora di Adrian (il figlio di Ray Seward), di Kallie Leeds (una delle giovani vittime del Pifferaio Magico) e di sua madre Danette (Amy Seimetz), di Bullet (l’informatrice di Holder, anche lei vittima della violenza di Skinner) e persino del Consigliere Darren Richmond (Billy Campbell), riesumato addirittura dalla seconda stagione.

Un Film Lungo Sei Episodi

La scelta di Netflix di mandare in onda
le sue serie in un’unica serata le permette di realizzarle come un unico
blocco suddiviso in capitoli: spesso l’episodio successivo si apre
proprio dove quello precedente era terminato, dando un’idea di
solidità e continuità che sarebbe difficile dare altrimenti.

Il Caso Stansbury 

Linden ed Holder vengono chiamati ad investigare su di un nuovo caso, il più inquietante dei cliché: il
massacro della ricca e felice famiglia Stansbury, al quale sembra
essere sopravvissuto – sebbene gravemente ferito – solo il figlio, il giovane cadetto Kyle (Tyler Ross).
Possibile che la famiglia Stansbury, in quella sua elegante e candida casa di vetro, non avesse segreti? Possibile che quella vita fatta di apparenza, lusso e beneficienza non avesse creato dell’astio? Le indagini porteranno i due detective nella controversa atmosfera
dell’Accademia Militare St. George, seconda casa di Kyle Stansbury, nella quale avranno a che fare con
l’ostruzionismo del Colonnello Margaret Rayne (Joan Allen) e l’ambiguità di alcuni suoi allievi, tra i quali A.J. (Levi Meaden) e Lincoln (Sterling Beaumon).  

Mireille Enos e Joel – Robocop – Kinnaman

Di Linden e Holder parleremo tra poco, ma urge nel frattempo sottolineare la bravura di questi due pezzi da novanta del piccolo schermo, che sono riusciti a reggere due personaggi di una complessità fuori dal comune, rendendo credibile ogni tipo di scena: dai dialoghi ironici sui cereali e le salse vegane alla devastazione di chi proprio non riesce a restare. Una menzione a parte andrebbe fatta per il giubbotto perennemente indossato da Kinnaman, che lo fa sembrare Robocop (lui stesso ne ha recentemente vestito i “panni”) in più di un’occasione.

SO & SO

Il Concept del Rapporto Genitori-Figli

La quarta stagione verte interamente sul rapporto genitori-figli grazie allo script di Veena Sud, che riesce ad approfondire questo fragile equilibrio da ogni prospettiva e senza eccesso di retorica: figli che hanno perso i genitori, figli che probabilmente hanno trucidato i genitori, genitori immaturi che hanno perso i propri figli, figli che si ritrovano ad essere improvvisamente genitori, genitori che si sentono ancora figli e, soprattutto, figli che non hanno mai avuto genitori. Peccato però che per tale analisi la sceneggiatura abbia azzardato l’introduzione del personaggio della madre di Sarah Linden, Gena (Frances Fisher, Resurrection), che si rivela piuttosto inutile ed irrilevante ai fini del racconto.

Sarah Linden e Stephen Holder

Prima della visione di questa quarta ed ultima stagione, ero convinta che avrei seguito Linden e Holder anche in una sit-com dalle risate registrate. Come dirò in seguito, mi sbagliavo, ma per la maggior parte di questi sei episodi i due personaggi mantengono il loro inarrivabile magnetismo: due anime solitarie e difettose, due nomadi in cerca di una casa, due bambini che si ritrovano genitori senza aver avuto un esempio da seguire. Il loro rapporto, da sempre intimo e brillante, si rivela ammaliante, tenero e divertente come nelle stagioni precedenti, almeno fino ad un certo punto… I due, infatti, presi dalla paura di essere accusati di omicidio e da uno script improvvisamente forzato e sfarzoso, finiscono col fare e dire più di una cosa di troppo, snaturando man mano i personaggi originari.

PLEASE DON’T

La Risoluzione del Caso Stansbury

Il massacro della famiglia Stansbury troverà ufficialmente il suo colpevole all’inizio del series finale, Eden, fornendo una risoluzione talmente scontata da essere stata esclusa a priori dallo spettatore proprio perché banale, illogica e quasi parodistica. The Killing, pur rappresentando la riscrittura del crime in chiave odierna, non ha mai brillato per la razionalità della soluzione fornita, tuttavia nei precedenti casi, l’assassinio di Rosie Larsen – dimostratosi una sorta di atroce coincidenza – e l’identità del Pifferaio Magico, insospettabile e amara, l’epilogo aveva fornito un contraccolpo emotivo in grado di bilanciare la carenza di logica. Nella confessione dell’assassino degli Stansbury e nel suo grossolano movente, invece, non c’è la catarsi che la scrittura sembrerebbe pretendere. 

Il Series Finale

Oltre alla risoluzione del caso in sè, come detto banale e illogica, a deludere sono gli ultimi venti minuti di Eden, season e oramai sicuramente series finale di The Killing. Nonostante la regia inoppugnabile di quel genio di Jonathan Demme (già regista dell’episodio 3×09, Reckoning), l’episodio conclusivo non solo non convince, ma, nella sua inutile dilatazione dei tempi, appare un’azzardata e traballante analisi delle problematiche personali fino a quel momento trattate con il giusto, razionale distacco. Quegli ultimi venti minuti sembrano spiattellare tutto il patetismo che questa bella serie ci aveva intelligentemente risparmiato prima di allora, sembrano voler cercare affannosamente un epilogo ad una storia che non ne ha mai chiesto uno, sembrano aver intenzione di distruggere a tutti i costi due dei personaggi più magnetici e complessi del piccolo schermo.

Per quanto mi riguarda, The Killing è finito con un distintivo su di un tavolo. Anzi, no, The Killing è finito con due colpi di arma da fuoco ed un “no, no, no…. Se questo è il finale destinato ad una serie in grado di raccontare ben altre cose, allora sarebbe stato meglio non darle un finale. Se questo è l’epilogo destinato quasi a mo’ di tributo ai numerosi fan, allora sarebbe stato meglio che The Killing non avesse avuto tanti sostenitori. Cosa? Sono una brutta persona? Poco importa: è sempre chi ha una coscienza a commettere errori.

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Ideato da: Veena Sud
Sceneggiatura di: Veena Sud, Nowak, Yorkin, Prestwich e Whitesell
Regia di: Kassell, Kerrigan, Bianchi, Middleton, Giedroyc, Jonathan Demme
Cast: Mireille Enos, Joel Kinnaman, Gregg Henry, Joan Allen, Tyler Ross
Genere: crime, yo mamacita, Seattle con la pioggia
Programmazione in U.S.A.: l’1/08/2014 su Netflix
Programmazione in Italia: buono a sapersi…
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2 Commenti:

  1. Nico Donvito 22 febbraio 2015
  2. Nico Donvito 22 febbraio 2015

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