The Possession (2012, Ole Bornedal)

 The Last Copyst

Mentre William Peter Blatty, autore de L’Esorcista (il romanzo, eh – 1971) esce in libreria con il nuovo Il Traghettatore (una ghost story che pare faccia pena) ed il regista de L’Esorcista (il film, eh – 1973), William Friedkin, è in sala con il magnetico, deviatissimo Killer Joe (non potevi parlare di quello?!), nei cinema viene proiettata l’ennesima storia di possessione demoniaca ai danni di una bambina. Fermiamo questo massacro.

I paralleli tra la pellicola cult del 1973 e The Possession, infatti, sono fin troppo evidenti. Quello cui si può accennare, senza inciampare in fastidiosi spoiler, è che la vittima del dimognio in questo caso è la piccola Em (Natasha Calis), figlia di genitori divorziati, la quale è affascianata da una inquietante e catapecchiosa scatola di legno ricoperta di iscrizioni ebraiche, vista ad un mercatino dell’usato. Vi ricorda qualcosa?
L’unica buona notizia è che The Possession non è un found footage, sebbene sulla locandina non possa non presenziare la rassegnata scritta “da una storia vera” (toh, come L’Esorcista?). Lo spunto per la sceneggiatura sembra venir fuori da un articolo di giornale che raccontava la storia di un uomo che aveva cercato di disfarsi di una scatola dybbuk mettendola in vendita su Ebay (chissà se poi Paypal tutela in caso di possessione). Che sia questa la fonte d’ispirazione o meno, non basta certo trovare un nuovo veicolo per il dimognio, se poi gli si fa intraprendere lo stesso percorso.
Nonostante il ritmo altalenante, il film del danese Ole Bornedal si presenta tutto sommato registicamente solido, affiancato dalla pesante e dispendiosa produzione di Sam Raimi – che permette la scena delle due dita (scelleratamente rivelata già nel trailer) e anche qualcosa più dopo – e con una recitazione convincente. A sovrastare le interpretazioni di Kyra Sedgwick e di quello che sembra Javier Bardem Jeffrey Dean Morgan è proprio la prova di Natasha Calis (la piccola, dolce, vegetariana Em), che riesce ad essere inquientantemente credibile anche nei momenti in cui la sceneggiatura sembrerebbe non permetterglielo.
Cosa manca, quindi, a The Possession? Un dettaglio, uno stratagemma, un punto di vista; qualsiasi cosa che non sia già stata raccontata meglio ed in precedenza. Gli manca un’idea, una buona idea. 
La felicità è reale solo quando...
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3 Commenti

  1. MrJamesFord 31 ottobre 2012
  2. Valentina Orsini 1 novembre 2012
    • StepHania Loop 2 novembre 2012

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