The Strain – Prima Stagione (2014, FX)

 

Ci ho provato e riprovato, ma no, non riesco ad essere obiettiva nel caso di The Strain, serie ideata da Guillermo Del Toro e Chuck Hogan sulla base dalla loro omonima trilogia
letteraria e prodotta da Del Toro, Hogan e quel furbacchione di Carlton Cuse. Non posso essere obiettiva perché The Strain mi ha “comprata” dopo pochi, pochissimi minuti: un aereo, un Boeing 777, atterra al JFK International Airport di New York. Un bestione enorme atterra e si ferma dove non dovrebbe, con le luci spente e le porte chiuse. La sua carcassa è fredda, come fosse fermo da ore, come non si fosse mai mosso. Al suo interno nessuno si muove, non si avverte un battito di ciglia. Eppure ci sono 210 persone a bordo. Fermi tutti, si chiama la Sicurezza Nazionale, si chiama il CDC (Center for Desease Control). Arrivano gli epidemiologi (ehi, l’epidemiologia è sexy). Fermi tutti, comincia The Strain.

Da un lato The Strain percorre, almeno inizialmente, un nuovo filone, piuttosto personale, facendo scorrere la narrazione dal punto di vista dei protagonisti, degli epidemiologi (l’ho detto che l’epidemiologia è sexy?), strettamente legati all’analisi ed all’approccio scientifici. Il Dottor Goodweather (interpretato dal parrucchino di Corey Stoll, House of Cards), la Dottoressa Martinez (Mia Meastro) ed il Tecnico Jim Kent (Sean Astin, Il Signore degli Anelli), sono alle prese con un agente patogeno sconosciuto, che sembrerebbe aver ucciso in maniera fulminea tutti i passeggeri del volo incriminato. Tutti, eccetto quattro: il capitano, una rockstar, un’avvocatessa ed un padre di famiglia. I due medici si ritroveranno a lottare per l’imposizione di una quarantena nell’attesa di capire con quale patogeno hanno a che fare e tramite quale via di trasmissione si propaga. Nel frattempo Vasiliy Fet (Kevin Durant, Resident Evil: Retribution, Noah), un disinfestatore non propriamente professionale, inizia a notare in città un anomalo comportamento dei ratti…

 

Dall’altro lato, però, l’opera di Del Toro e Hogan ricalca alcuni vecchi classici di genere, incasellandoli inizialmente nel personaggio di Abraham Setrakian (David Bradley, il Walder Frey di Game of Thrones), che ben comprende cosa stia succedendo: quel vermetto – che tante polemiche ha causato sui cartelloni pubblicitari della serie in patria – trasforma le persone che vi vengono a contatto in stringoi, feroci ciuccia-sangue. A dirla tutta, i vampiri di The Strain, indiscutibile punto di forza della serie, non sono i classici vampiri: non solo hanno una sorta di lingua-arpione (che sembra la naturale evoluzione dei vampiri di Blade 2 dello stesso Del Toro), ma, per dirla alla Zerocalcare, non appaiono come i conosciuti “tronisti del sovrannaturale“, anzi si avvicinano più al range degli zombie. “So’ proletariato“, insomma.

 

 

Così scienza e sovrannaturale, normalmente destinati a scontrarsi, finiscono con il camminare a braccetto come raramente accade quando il paziente zero diventa il Maestro. Questa prima stagione di The Strain, avendo dalla sua un ritmo serrato e ponendo al centro di tutto l’azione, riesce ad incanalarsi nel genere survival e persino a raccontare – in maniera tutt’altro che superficiale – la presenza dei vampiri nei campi di concentramento. Non mancano il sangue, il trash ed un bel po’ di sano umorismo nero.

 

Con una regia impeccabile ed una fotografia insolitamente calda e inesorabile, The Strain si rivela stilisticamente appagante e riesce a far emergere (volutamente) la contrapposizione tra originalità e citazionismo anche nella realizzazione degli effetti speciali: se da un lato osserviamo dei vampiri che, anziché avere i rituali canini, sviluppano un’appendice lunga dei metri alla cui estremità si trovano gli organi addetti al ciucciamento, dall’altro, nel fare la conoscenza del Maestro (The Master), ci ritroviamo davanti un essere ai confini del ridicolo che sembra realizzato con delle tecnologie quasi medievali.

 

Sono proprio le sembianze del Maestro, assieme alla effettiva scarsa caratterizzazione dei personaggi, ad essere argomento di discussione per i numerosi detrattori della serie. Ad onor del vero non si può non riconoscere il fatto che Eph, Nora, il Signor Setrakian, Fet, l’avvenente hacker ed il giovane latino non siano altro che prevedibili macchiette, ma è vero anche che il più grande pregio di The Strain è proprio quello di mettere gli stringoi – e i tanti modi in cui vengono massacrati – al centro della narrazione. Un po’ come se in The Walking Dead avessimo davvero a che fare con gli zombie.

 

The Strain – Season 1 (U.S.A. 2014)
Ideato da: Guillermo Del Toro e Chuck Hogan
Basato su: La Progenie di Del Toro e Hogan
Sceneggiatura di: Guillermo Del Toro, Chuck Hogan, Carlton Cuse et al.
Regia di: Guillermo Del Toro, Peter Weller, David Semel et al.
Cast: Corey Stoll, Mia Maestro, David Bradley, Kevin Durant, Frank Capra et al.
Genere: drama, horror, ciuccia-sangue proletari
Programmazione in U.S.A.: dal 13/07/14 al 5/10/14 su FX 
Programmazione in Italia: buono a sapersi…
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