The Walking Dead – Quinta Stagione (2014/2015, AMC)

I Give You Mercy

Cinque anni fa una serie televisiva fece capolino nella programmazione della AMC, una serie televisiva la cui prima stagione era composta da solo sei episodi e da una miriade di citazioni di genere. Dietro questo prodotto, che ci conquistò dopo pochi minuti, c’era quel geniaccio di Frank Darabont, sceneggiatore de Le Ali della Libertà, Il Miglio Verde, il bastardissimo The Mist (e anche cose purtroppo più lontane da Stephen King, tipo l’ultimo Godzilla). C’erano il coma, il tradimento, l’ospedale sporco e deserto, il cavallo, Morgan (Lennie James), gli zombie e nonostante ci fosse anche Lori (Sarah Wayne Callies), ehi, era tutta un’altra cosa.

E lo è stata, tutta un’altra cosa, grossomodo fino alla faccenda del fienile e di Sophia, in Pretty Much Dead Already (2×07), midseason della seconda stagione, il cui brodo era già stato allungato da sei a tredici episodi. La tempistica risulta alquanto sospetta, dato che, più o meno a metà della produzione di questa seconda stagione, Darabont lasciò (non è dato sapere quanto volontariamente) il ruolo di showrunner a Glen Mazzara. Mazzara è rimasto in carica fino alla terza stagione: è sotto la sua ala che ci siamo suppati tutte le menate su Woodbury, sul Governatore, sulle telefonate e sulle visioni di Rick. Ah, la terza stagione. Quanto vorrei non averla vista mai.

By the way, terminata la terza stagione, Mazzara lamenta delle irreparabili divergenze di opinioni con la AMC sulla direzione intrapresa dalla serie. Subentra Scott M. Gimple, misteriosamente ancora in carica, e ci tocca vedere la prigione, gli episodi in flashback, il Governatore (di nuovo?!), e conoscere Abraham, Rosita, ed Eugene, meglio noti come “e questi che sono?”. Ah, la quarta stagione. Che noia immensa. Nel season finale la combriccola, fatta eccezione per Carol e Beth, raggiunge il Terminus, ennesimo luogo considerato sicuro e civile, per poi scoprire che col piffero.

Siamo alla quinta stagione e dal fienile in poi abbiamo assistito a pochi zombie, tantissime dichiarazioni di intenti, innumerevoli dialoghi di interesse pari a zero e numerosissime analisi di personaggi monocromatici con lo spessore di un tovagliolo. Tuttavia, mai più azzeccato di adesso risulta l’aggettivo “altalenante”, dato che quest’ultima stagione sembra strutturalmente e stilisticamente dividersi in due parti, che analizzeremo quindi separatamente.

Pranzo al Sacco.

PLEASE DON’T

La Prima Parte della Stagione

Ci eravamo lasciati al Terminus, con quella carne sul fuoco che stava a significare tanto un homo homini lupus
quanto il fatto che la sceneggiatura di questa serie sia tutto fumo e
niente arrosto. Nel frattempo, però, ne abbiamo visti altri di zombie,
di uomini che mangiano uomini e di gruppi di persone che devono portare
qualcuno da qualche parte con la speranza di trovare un vaccino e,
indipendemente da chi abbia copiato chi, quell’altra ci ha preso molto
di più. Anyway, in questa quinta stagione
lasciamo il Terminus subito subito (come se ci fosse qualcosa da fare,
poi), ritroviamo, per fortuna, Carol, incontriamo un prete che WTF! (il cui interprete, Seth Gilliam, tra l’altro è stato arrestato ieri per possesso di throga),
visitiamo un ospedale che avrebbe potuto rivelarsi interessantissimo (e non lo è stato) e soprattutto scopriamo che fine ha fatto la
dolce Beth. Ma ogni buon proposito è inutile, dato che il principale
talento di The Walking Dead è quello di mandare a puttane tutti gli spunti appassionanti nel più breve tempo possibile. Il miglior episodio di questa midseason è Consumed
(5×06), che vede protagonisti Daryl e Carol, che, finalmente, non si
dicono niente. Com’è consuetudine in questa serie, qualcuno nel midseason finale muore (in una scena girata) male.

SO & SO

La Seconda Parte della Stagione

Negli Stati Uniti Z Nation si è concluso il 5 Dicembre, con ascolti tutto sommato soddisfacenti ed infinite urla di giubilo da parte nostra e degli scapestrati come noi, che in una serie televisiva sui morti che tornano in vita vogliono ad esempio vedere anche gli zombie. Probabilmente pensare che la seconda parte di questa quinta stagione di The Walking Dead abbia raddrizzato il tiro proprio perché “pepata” dalla sua piccola, low-budget e infinitamente divertente antagonista è inverosimile, ma ad una parte di noi piace pensarla così.

Il guaio è proprio che – ormai è venuto fuori – da un certo punto in poi (grossomodo dall’episodio The Distance, 5×11), la serie televisiva sembra finalmente trovare e approfittare di alcuni spunti interessanti. Dopo un paio di omoni di colore morti per bilanciare la dipartita della ragazza bianca, una sorta di Henry Gale dal Minnesota (che però si chiama Aaron ed è finocchio) fa visita ai nostri e propone loro di raggiungere Alexandria, ennesimo miraggio di un posto sicuro e ben difeso in cui mettere radici, giocare a bingo e organizzare festicciole di quartiere. Di nuovo? La fattoria, Woodbury, la prigione… ricominciamo tutto da capo, come quando in Prison Break nelle stagioni dispari i protagonisti erano in galera ed in quelle pari stavano scappando? Beh, no, non esattamente, dato che Alexandria tira finalmente fuori un paio di soluzioni non male, una serie di doppi giochi azzeccati e una Carol (Melissa McBride) che catalizza tutta la credibilità di cui sono privi gli altri personaggi (e che speriamo prima o poi ammattisca del tutto ed uccida Carl e Rick).

YEAH BITCH

Spend (5×14) e Conquer (5×16, Season Finale)

Non è certo priva di difetti, questa quinta stagione di The Walking Dead, dati i consueti cali di ritmo, i soliti dialoghi esistenzialisti e il fatto che alla fin fine succeda poco e niente. Anche alcuni dei più caratterizzati tra i personaggi, come quel bifolco della Georgia di Daryl (Norman Reedus) e quella smascella-zombie di Michonne (Danai Gurira), vengono messi da parte in favore di puntatoni flashback su gente di cui ci importa poco e nulla. Tuttavia l’episodio 5×14, Spend, diretto da Jennifer Lynch –  sì, figlia di Quello Là – ci regala uno dei momenti in assoluto più atroci e realistici di tutta la serie ed il season finale, con quel conclusivo ed appagante “do it”, sembrerebbe voler creare una sorta di parallelo con l’evoluzione umana, qualcosa del tipo “adattati o muori”. In ogni caso, uccidi Rick e Carl.

Ovviamente The Walking Dead è già stata rinnovata per una sesta stagione dalla AMC, che ha addirittura commissionato non una, ma ben due stagioni dello spin-off della stessa serie, Fear the Walking Dead. C’è di che aver paura, effettivamente.

The Walking Dead – Season 5 (U.S.A. 2014/2015)
Ideato da: Frank Darabont
Basato su: The Walking Dead di Kirkman e Moore
Sceneggiatura di: Scott M. Gimple, Robert Kirkman, Seth Hoffman, Angela Kang et al.
Regia di: Greg Nicotero, David Boyd, Ernest Dickerson, Jennifer Lynch et al.
Cast: Andrew Lincoln, Steven Yeun, Norman Reedus, Melissa McBride, Lauren Cohan et al.
Genere: drama post-apocalittico, horror, un vecchio amico per cena
Programmazione in U.S.A.: dal 12/10/14 al 29/03/15 su AMC
Programmazione in Italia: dal 13/10/14 al 30/03/14 su Fox Italia
Se (proprio) ti piace guarda anche: Dead Set (2008), Z Nation (2014).
La felicità è reale solo quando...
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10 Commenti:

  1. Mr Ink 6 maggio 2015
  2. Bara Volante 6 maggio 2015
    • StepHania Loop 8 maggio 2015
  3. Beatrix Kiddo 6 maggio 2015
    • StepHania Loop 8 maggio 2015
  4. Giulietta94 7 maggio 2015
    • StepHania Loop 8 maggio 2015
  5. MalawiBoy 9 luglio 2015
    • StepHania Loop 9 luglio 2015
    • MalawiBoy 10 luglio 2015

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