Winchester House: la vera storia della vedova Winchester

La storia della Vedova Winchester e della Winchester Mystery House, proprio per il suo essere bizzarra e spettrale, mi ha sempre affascinata. È una storia di cui si è scritto e letto tanto, ma vista l’imminente uscita del film La Vedova Winchester (Winchester: The House That Ghosts Built) colgo l’occasione per buttar giù un sunto di tutto quello che c’è da sapere prima di cimentarsi con la visione del film in uscita il 22 febbraio.

L’horror, con Helen Mirren per la regia dei gemellini Spierig, è in parte stato girato proprio nella location da cui prende ispirazione. Ma perché questa storia è così magnetica? Perché questa magione è così spettrale? No no, non è solo il fascino dell’incompiuto. È che di vecchie case infestate dai fantasmi è pieno il web, ma quella di cui stiamo per parlare è una delle poche case costruite proprio per gli spiriti.

La vera storia di Sarah Winchester e della Winchester Mystery House, la magione costruita per ospitare gli spiriti delle persone uccise dai fucili Winchester

Winchester House: la vera storia della vedova Winchester

La storia di Sarah Pardee Winchester

Sarah Lockwood Pardee nacque nel Connecticut, quinta di ben sette figli, attorno al 1839. Pare che fosse molto intelligente, quasi una bambina prodigio, e che fosse così avvenente da essere soprannominata “la bella di New Haven”. Crebbe tra gli agi di una famiglia benestante, ricevette una degna istruzione, imparò a suonare il pianoforte ed a parlare ben quattro lingue.

Poco più che ventenne, Sarah sposò William Wirt Winchester, figlio del fondatore della fabbrica d’armi Winchester Repeating Arms Company. Quattro anni dopo, il 12 luglio del 1866, Sarah diede alla luce una bambina, Annie, che però morì dopo appena 40 giorni di vita a causa di un marasma infantile, una patologia metabolica che causa malnutrizione e deperimento. Il dolore per la perdita di Annie portò Sarah a decidere di non voler altri figli. Eppure, purtroppo, questo fu solo il primo dei lutti che colpì la vita di Sarah Winchester.

Nel 1880 il suocero settantenne, Oliver Winchester, morì, lasciando il patrimonio e le redini della società al suo unico figlio, William. La vita di William, marito di Sarah, fu però stroncata dalla tubercolosi appena un anno dopo, nel 1881. Sarah si ritrovò così sola e vedova, ma con un patrimonio di 20 milioni di dollari, una rendita giornaliera di 1.000 verdoni ed il 50% delle industrie Winchester tra le mani. Tuttavia, oltre alla grana, la vedova Winchester ereditò anche un bel po’ di grane

Winchester House: Sarah e la sua magione prima del terremoto.

A sinistra: Sarah, la vedova Winchester, nell’unico ritratto ufficialmente riconosciuto; posa e sfondo sono stati d’ispirazione per la prima immagine promozionale del film horror di prossima uscita. A destra: la Magione Winchester prima del terremoto di San Francisco del 1906.

La maledizione dei Winchester

Nella seconda metà dell’800 il confine tra superstizione e scienza era talmente labile che prese piede lo spiritismo, una dottrina secondo la quale molti fenomeni potevano essere spiegati solo mediante l’esistenza di intelligenze extracorporee (spiriti, spettri, fantasmi, fai tu). Le sedute spiritiche allietavano i salotti tanto europei quanto americani ed interpellare un medium era all’ordine del giorno. Uno spaccato di quest’epoca ci è stato da poco fornito dalla miniserie Alias Grace, ed è in quest’ottica che dobbiamo guardare ciò che sta per venir fuori.

Sola ed in preda allo sconforto, la vedova Winchester si rivolse ad un medium che le disse di essere in comunicazione con lo spirito di suo marito William. Ciò che aveva fatto la fortuna di Sarah, il famigerato fucile Winchester, fu anche la sua condanna. Il medium le disse infatti che una terribile maledizione gravava sulla famiglia Winchester, proprio a causa delle migliaia di morti causate dai suoi profitti. Per liberarsene, secondo il medium, Sarah avrebbe dovuto lasciare New Haven e spostarsi ad ovest, dove avrebbe dovuto costruire una casa che ospitasse lei… e tutti gli spiriti delle persone uccise per mezzo dell’arma. Non solo: il medium le disse che i lavori di costruzione non si sarebbero mai dovuti fermare o quegli stessi spiriti l’avrebbero trovata e portata via con loro, come avevano già fatto con la figlia ed il marito.

Così, nel 1884 la vedova Winchester lasciò New Haven e si trasferì a San Jose, in California. Qui acquistò una piccola fattoria ancora in costruzione, di appena otto stanze. Qui Sarah Winchester iniziò l’edificazione più bizzarra ed assurda di tutti i tempi, roba che nemmeno io con The Sims 2.

Winchester House: la facciata della magione come appare oggi.

La costruzione della Winchester House

Senza mai rivolgersi ad un progettista, Sarah assunse muratori e carpentieri che lavorarono giorno e notte, 365 giorni all’anno alla magione, sino a farla diventare una villa di ben sette piani. Quotidianamente Sarah assegnava gli incarichi mediante schizzi su fogli di carta e non era raro che disponesse di smantellare quanto costruito il giorno precedente. Non vi fu mai un progetto alla base, anche per questo la casa è un vero e proprio labirinto ed ancora oggi contiene numerose stranezze come finestre che si affacciano su altre stanze o sul pavimento, scale con alzate pressoché irrisorie e caminetti privi di canna fumaria. Il mio elemento architettonico inutile preferito, però, è l’ascensore a pistone idraulico orizzontale.

I manovali, per quanto straniti dagli incarichi della vedova, erano ben pagati e pertanto continuavano ad essere alle sue dipendenze senza remore. I domestici, dal canto loro, non erano in grado di muoversi all’interno della casa senza un’opportuna mappa, che ovviamente doveva essere aggiornata frequentemente. La vedova Winchester non aveva invece alcun problema ad orientarsi nella residenza e sceglieva ogni sera, senza un criterio ben preciso, la stanza nella quale desiderava passare la notte. Secondo alcuni dei suoi dipendenti, questo costante cambiar camera da notte era finalizzato a depistare gli spettri malevoli ospiti della struttura…

Dicerie e superstizioni a parte, la Magione Winchester era una struttura all’avanguardia. La casa era di fatti isolata termicamente da alcuni inserti di lana nelle pareti; vi era una sorta di sistema di riscaldamento centralizzato a vapore; l’illuminazione poteva essere azionata mediante interruttori a parete ed ancora oggi è possibile vedere il complesso sistema di altoparlanti che la vedova utilizzava per contattare la servitù. Come poteva una donna, pur con tanti soldi ed altrettanto tempo, ma senza alcuna conoscenza ingegneristica, progettare tutto questo?

Winchester House: una visione notturna, la scala ad "y" (7 gradini da un lato, 11 dall'altro) e una delle sale da ballo.

Depressione, spiritismo…

Sino a questo momento abbiamo dato per scontato che Sarah Winchester si fosse rivolta ad un medium e che avesse iniziato i lavori di costruzione per paura della maledizione. Secondo quanto riportato da chi la conosceva bene, però, la vedova Winchester era una donna estremamente razionale ed insolitamente colta, che mai e poi mai avrebbe ceduto a questo tipo di superstizioni.

In fin dei conti, Sarah avrebbe potuto volersi allontanare da New Haven per cambiare aria, come giusto che fosse dopo quella serie di disgrazie. La vedova avrebbe potuto voler dare il via a queste opere di costruzione perché perfettamente a suo agio nel ruolo di chi dà gli ordini. Sarah avrebbe potuto voler protrarre i lavori per aver modo di evitare le visite di amici e parenti, come testimoniato da alcune lettere da lei scritte. Per di più (tra poco lo vedremo), alcune assurdità architettoniche potrebbero essere spiegate dalle conseguenze del terremoto del 1906.

O forse no.

Tra i suoi dipendenti iniziarono a circolare alcune voci che la vedevano spesso impegnata in sedute spiritiche, alle quali era stata destinata una stanza a parte (delle almeno 160). Dopo la seduta, la vedova consegnava agli operai lo schizzo con il progetto, spiegando che gli spiriti le avevano indicato come procedere. Quando un elemento non andava a genio ai fantasmi, veniva smantellato e ricostruito. Ma gli spiriti della Winchester House non erano tutti buoni e laureati, eh: proprio per confondere i fantasmi malvagi la vedova fece costruire numerosi passaggi segreti che la aiutassero a scappare velocemente in caso di necessità.

O ossessione?

Non è dato sapere se la vedova Winchester fosse ossessionata dagli spiriti, semplicemente devastata dal dolore o addirittura dedita alla massoneria (come vorrebbero alcune fonti). Per certo, però, sappiamo che Sarah fu affetta da una grave forma di artrite reumatoide, che le causò sofferenza e deformazione di mani e piedi. Nelle sue rare uscite, Sarah si mostrava completamente vestita di nero, con i guanti a coprirle e proteggerle le mani ed un velo scuro sul volto, poiché pare che avesse perso la maggior parte dei denti.

Sembra altresì certo che la vedova Winchester avesse un’ossessione per il numero 13. Ogni finestra aveva 13 pannelli, ogni scala 13 gradini; la casa aveva 13 bagni e in tutto vi erano 13 candelabri, con 13 candele ciascuno. Sarah redasse il suo testamento in 13 sezioni, ognuna firmata 13 volte. Quest’ossessione -sommata ad alcuni dettagli quali l’orientamento della casa, le fantasie di vetrate e tappezzerie, la scalinata a sette rampe- ha generato anche l’ipotesi esoterica, secondo la quale la Winchester House non era destinata agli spiriti, ma rappresentava piuttosto un percorso iniziatico alla massoneria rosacrociana.

Il terremoto di San Francisco del 1906

Nel 1906 un violento terremoto causò gravi danni alla Winchester House, facendo crollare diverse porzioni dei piani superiori. Dei sette piani originari, solo quattro rimasero integri.

La vedova Winchester rimase intrappolata dalle macerie per alcune ore in una delle stanze. Quando la liberarono, dette ordine di interrompere i lavori alla facciata dell’edificio (che fece coprire da assi di legno) e di chiudere semplicemente gli accessi alle porzioni di edificio crollate. Alcuni degli elementi attualmente considerati assurdi, come le scale che puntano al soffitto o la porta verso il nulla, troverebbero una spiegazione razionale proprio in questo accadimento.

Winchester House: la porta verso il nulla e la scala per il soffitto

Due elementi conosciutissimi della Magione Winchester. A sinistra la “Doorway to Nowhere” (porta verso il nulla), situata al secondo piano. A destra la “Staircase to Ceiling”, ovvero la scalinata verso il soffitto. Entrambi gli elementi potrebbero non essere frutto delle stranezze ingegneristiche della vedova Winchester, ma diretta conseguenza del terremoto del 1906, a seguito del quale vennero chiusi gli accessi alle sezioni crollate. (image credits: Winchester Mystery House, LLC)

Forse convinta che il terremoto fosse un segno della rabbia degli spiriti per la troppa attenzione che, nella costruzione, era stata data alle stanze sulla facciata, Sarah continuò ed ordinò i lavori in altre porzioni della magione, ampliandola al punto tale da ospitare, in apposite dependance, gli stessi operai e le loro famiglie. Alla morte di Sarah Winchester, la proprietà vantava ben 162 acri.

La morte della vedova Winchester

Sarah Winchester morì nel sonno il 5 settembre 1922. Secondo alcune fonti, morì proprio in una camera da letto della Winchester House. Fu con la sua morte che, dopo ben 38 anni, i lavori cessarono.

Winchester House: la camera da letto di Sarah.

La “Sarah’s Bedroom”, la stanza da letto in cui morì la vedova Winchester, a circa 83 anni. (image credits: Winchester Mystery House, LLC)

Nonostante le 13 sezioni, la donna non fece espressa menzione della magione nel testamento e lasciò tutti i suoi averi ad una nipote e dei domestici. La nipote di Sarah, evidentemente, non attribuì un gran valore alla casa, un po’ per via dei danni del terremoto, un po’ perché di fatto mai ultimata. La casa venne quindi venduta all’asta per 135 mila “presidenti” ad un investitore locale, che a sua volta la vendette a John e Mayme Brown.

Furono i Brown ad avere il colpo di genio: aprirono la magione al pubblico per delle visite guidate. Tra i visitatori, nel 1924, ci fu anche un tale Houdini che, conducendo alcuni esperimenti al suo interno, coniò l’espressione “Winchester Mystery House” (la casa dei misteri).

La Winchester Mystery House oggi

Chissà quanto i discendenti della nipote di Sarah Winchester si staranno mordendo le mani sapendo che oggi la magione è di proprietà della Winchester Investments LLC, che -nonostante quel nome- rappresenta gli eredi di John e Mayme Brown.

La casa, riconosciuta come patrimonio storico della California, è oggi un’attrazione turistica, con tanto di café e gift shop. Al suo interno attualmente si contano 160 stanze, 40 camere da letto, 2 sale da ballo, 6 cucine, 13 bagni, 64 tra camini e caminetti, 52 lucernai, 1257 finestre e 40 rampe di scale.

Vi si registrano una decina di avvistamenti all’anno, alcuni dei quali inerenti lo spettro di un’anziana signora vestita di nero… Chi ha avuto la fortuna di visitare la Magione, racconta di forti rumori improvvisi e colpi di gelo inspiegabili. Non di rado viene scoperta una nuova stanza che viene messa in sicurezza ed aperta al pubblico… ad un prezzo più alto. Più la scoperta è fresca, più la visita costa: al tradizionale Mansion Tour (per la modica cifra di 40 sacchi) si affianca l’Explore More Tour (49$, spettri assicurati).

Fonti: WikipediaNational Register of Historic PlacesBizzarro Bazar.

Image Credits: Pixabay, Wikimedia Commons, Winchester Mystery House: sito ufficiale.

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15 commenti

  1. Marta 27 febbraio 2018
    • StepHania Loop 27 febbraio 2018
  2. Letizia 27 febbraio 2018
    • StepHania Loop 27 febbraio 2018
  3. Federica 27 febbraio 2018
    • StepHania Loop 27 febbraio 2018
  4. Laura 27 febbraio 2018
    • StepHania Loop 21 gennaio 2015
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